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AVELLINO – SPEZIA 1 – 0 | Un D’Angelo per capello: i lupi azzannano le Aquile

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Uno Spezia svogliato ed impreciso soccombe per la seconda volta consecutiva contro il modesto Avellino. Decide nella ripresa D’Angelo, anche se ai bianchi manca un gol regolare.

I 22 DEL PARTENIO: CECCARONI AL CENTRO DELLA DIFESA, LUPI A TRAZIONE OFFENSIVA

Entrambe reduci dalle sc onfitte contro Carpi e Perugia, Spezia e Avellino cercano la riscossa in quello che è l’ottavo turno del campionato cadetto. Nel 4-3-3 aquilotto, Di Carlo deve rinunciare allo squalificato Datkovic e all’infortunato Signorelli, rimasto a casa per un fastidio muscolare: dal primo minuto ecco dunque Chichizola in porta, Vignali, Terzi, Ceccaroni e Migliore in difesa, Pulzetti, Deiola e Sciaudone sulla mediana, Baez, Nenè, Mastinu tridente offensivo.

Risponde Toscano con un inedito e speculare 4-3-3, schierando Frattali tra i pali, Gonzalez, Jiday, Djimisiti e Asmah sulla linea difensiva, D’angelo, Paghera e Lasik a centrocampo, Belloni, Camarà, Soumarè in avanti.

SCIAUDONE IL PIU’ PERICOLOSO TRA LE AQUILE, CHICHIZOLA VOLA SU PAGHERA: PRIMO TEMPO A RETI BIANCHE

E’ di un Avellino generoso la prima occasione del match, con Gonzalez che prova ad impensierire dalla distanza Chichizola, senza tuttavia trovare impreparato il numero uno argentino. Sfortunata la squadra di Mimmo Toscano, costretta a sostituire l’infortunato Jiday al quarto d’ora: al suo posto dentro Perrotta, all’esordio stagionale.

Dal canto proprio, le Aquile mettono in mostra una manovra fluida e precisa, prendendo campo minuto dopo minuto.

Pericolosissimo alla mezz’ora Sciaudone, bravo a fare sua la sfera dopo la torre di Nenè e a scagliare di prima una bordata da fuori sulla quale Frattali deve opporre i pugni.

Dieci minuti più tardi è invece il turno della punta brasiliana, che riceve dopo un ubriacante slalom di Baez, ma la conclusione è troppo debole e centrale, favorendo così l’intervento dell’estremo difensore campano.

Da un portiere all’altro, non poteva di certo mancare la prodezza di giornata di Chichizola, superbo nel volare sul tiro da fuori di Paghera e anche un pizzico fortunato grazie all’aiuto del montante alto.

Partita non troppo esaltante, caratterizzata da folate da una parte e dall’altra, senza però che le rispettive retroguardie abbiano la peggio: ci sarebbe in realtà la rete degli ospiti, ma l’arbitro Ros decide di annullare la zuccata di Mastinu, punendo una presunta carica di Nenè sui difensori. Resta così intatto lo zero a zero.

D’ANGELO PUNISCE I BIANCHI: DOPO CARPI ARRIVA UN ALTRO STOP

Inizio ripresa con gli stessi ritmi della prima frazione di gioco, con il centrocampo grande protagonista di entrambe le compagini: al 5′ è ancora Sciaudone a tentare la sorte dai venti metri, ma il mancino dell’ex Salernitana termina di non molto alla sinistra di Frattali.

Decisamente più preciso, invece, Mastinu, ma a mancare è la potenza nel tiro e così Frattali blocca senza troppi fronzoli.

Si sveglia anche la formazione di casa, a un passo dal vantaggio con la bella azione Camarà – Soumarè, terminata con la conclusione del numero 18 in maglia verde di poco fuori. Lo stesso attaccante della Guinea è protagonista tre minuti più tardi, ma ancora una volta Chichizola risponde presente, deviando in corner con la mano di richiamo.

Nello Spezia, Di Carlo decide di svegliare i suoi, mandando in campo Piu al posto di Baez: neanche il tempo di far assaggiare i tacchetti al campo del Partenio e il classe ’96 si rende subito ostico con un destro dal limite che lambisce il palo.

La partita si vivacizza di colpo e Avellino a un passo dall’uno a zero dopo l’azione in solitaria di Camarà e il mancato tap in di Soumarè a porta spalancata. Come nel primo tempo, però, la maledizione infortuni continua ad abbattersi sui campani, colpendo questa volta Camarà, costretto a cedere il posto a Bidaoui. Secondo cambio anche nello Spezia, con Deiola  e Ceccaroni che fanno spazio ai rientranti De Col ed Errasti.

Nonostante le difficoltà e un attacco falcidiato dagli infortuni, l’Avellino cerca con forza la via del gol, trovandola su calcio da fermo con Capitan D’Angelo: nell’occasione, troppo disattenta la retroguardia aquilotta, colpevole di non aver seguito il taglio centrale del trentunenne centrocampista campano.

Manco a dirsi, Toscano è costretto anche al terzo cambio in seguito al K.O di Lasik, sostituito dall’ex laziale Crecco.

Lo Spezia cerca la riscossa, senza tuttavia impensierire mai la retroguardia di casa: a differenza del primo tempo, infatti, la precisione abbandona gli uomini di Di Carlo, stanchi e incapaci di proporsi dalle parti di Frattali.

I campani controllano senza problemi, respingendo al mittente senza troppa difficoltà gli sterili tentativi degli aquilotti.

Dopo cinque minuti di recupero finisce così la brutta gara dello Spezia, punito al Partenio dalla rete di D’Angelo per quello che è il secondo K.O consecutivo e la prima sconfitta stagionale lontano dal Picco.

Andrea Licari

 

AVELLINO (4-3-3): 1 FRATTALI, 5 DJIMSITI, 8 D’ANGELO (C), 11 BELLONI, 15 LASIK (16 CRECCO dal 38 st), 17 ASMAH, 18 SOUMARE, 20 PAGHERA, 25 JIDAYI (3 PERROTTA dal 19 pt), 30 CAMARA’ (26 BIDAOUI dal 26 st), 32 GONZALEZ. A disposizione: 12 OFFREDI, 22 RADUNOVIC, 4 DIALLO, 6 MIGLIORINI, 21 OMEONGA, 23 DONKOR. Allenatore Domenico Toscano

SPEZIA (4-3-3): 1 CHICHIZOLA, 6 CECCARONI (15 ERRASTI dal 31 st), 7 SCIAUDONE, 9 NENE’, 11 BAEZ (23 PIU, dal 17 st), 13 DEIOLA (5 DE COL dal 26 st), 17 MIGLIORE, 19 TERZI (C), 24 VIGNALI, 26, MASTINU, 30, PULZETTI.A disposizione: 33 VALENTINI A., 18 OKEREKE, 25 MAGGIORE, 28 TAMAS, 29 GRANOCHE, 32 GALLI. Allenatore Domenico Di Carlo

Ammoniti: Terzi (S), Sciaudone (S), Camarà (A), Soumarè (A)

Marcatori: D’Angelo (A) al 31 st

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