laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

Un anno di misericordia

Più informazioni su

LA SPEZIA – La santificazione del clero, l’attenzione al laicato e la trasmissione della fede alle nuove generazioni. Sono queste le tre direzioni fondamentali indicate dal vescovo Luigi Ernesto Palletti nel corso della celebrazione di avvio del nuovo anno pastorale 2016 – 2017, tenutasi domenica scorsa nella cattedrale di Cristo Re alla Spezia. Sarà un anno nel segno di Itala Mela, la mistica spezzina la cui cerimonia di beatificazione – come già anticipato domenica scorsa – avverrà alla Spezia proprio nel corso del 2017. «Di lei – ha detto Palletti – alcuni ancora conservano il ricordo di persona. E’ una santa vicina a noi nel tempo e nello spazio. Speriamo ci sia presto anche la canonizzazione. Ci sia di stimolo alla grande meta della santità …».  Il nuovo anno pastorale, inoltre, vuole essere caratterizzato dai semi gettati dai recenti eventi dell’anno giubilare della misericordia, che si chiuderà a novembre, del congresso ecclesiale di Firenze del novembre 2015 e del recente congresso eucaristico di Genova: «ogni volta che apriamo qualcosa di nuovo, si tratta di una nuova tappa, non di una nuova avventura». Monsignor Palletti indica come metodo di cammino proprio i cinque verbi del congresso ecclesiale di Firenze: “uscire”, “annunciare”, “abitare”, “educare”, “trasfigurare”. Sono estratti da una pagina del Vangelo che racconta una tipica giornata di Gesù, e bisogna imparare a metterli in pratica nella vita quotidiana. Il vescovo, nella sua omelia, è quindi passato ai tre punti fondamentali del “nuovo cammino”, alla luce dell’esempio di Itala Mela. La mistica spezzina, in forza anche di una particolare rivelazione, riteneva di straordinaria importanza la preghiera per la santificazione dei sacerdoti. «E’ importante per il popolo di Dio – ha aggiunto il vescovo Palletti – avere sacerdoti santi, ma nulla si può fare senza l’impegno personale di ciascuno. Anche, dunque, riscoprendo gli scritti di Itala Mela». «Le circostanze della sua vita – ha proseguito – l’hanno portata a vivere nel mondo, tra i fratelli. Era precisa nelle occupazioni quotidiane, tra cui l’insegnamento, puntuale, attenta a non perdere tempo, competente. La competenza e la professionalità sono già testimonianza evangelica». «Un cammino pastorale richiede sempre di portare il Vangelo. E oggi più che mai bisogna portare attenzione alle giovani generazioni. Sono perse, frastornate da mille idee, spesso in contraddizione tra loro. E non sempre siamo in grado si portare loro la luce. Dobbiamo farci carico delle nuove generazioni, proponendo loro le mete alte del Vangelo, evitando di appiattirsi sul terreno». La sfida è trovare «come proporre la fede alle nuove generazioni, in modo che sia coinvolgente». Aprendo l’omelia, monsignor Palletti aveva portato all’assemblea – alla quale erano presenti numerosi sacerdoti e religiosi – i saluti del vescovo emerito Bassano Staffieri, che proprio in quelle ore celebrava una Messa. «La distanza e la malattia non possono né devono rompere alcuna comunione tra noi», ha commentato Palletti, salutandolo a sua volta con affetto.

Anniversario dell’alluvione

Il quinto anniversario dell’alluvione avvenuta nel 2011 verrà ricordato domenica prossima 23 ottobre dalle popolazioni della Val di Vara con un pellegrinaggio al santuario della Madonna di Roverano dove alle 17 il vescovo celebrerà la Messa in suffragio delle vittime. La partenza è fissata alle 14.45 dalla chiesa di Borghetto.

La testimonianza di “Marina dei miracoli”  alla Veglia missionaria in Cattedrale

Quando nel 2007 ricevette a Roma il prestigioso premio Focsiv (la Federazione nazionale delle organizzazioni del volontariato) per il suo lungo impegno di medico chirurgo in Africa, qualcuno la definì “Marina dei miracoli”. Non a torto, forse, a fronte di una lunghissima e quasi incredibile attività svolta in regioni sperdute per salvare dalle malattie e spesso da morte certa, in particolare dall’Aids, centinaia e forse migliaia di persone. Marina Trivelli, infatti, ha operato a partire dal 2002 per oltre dieci anni in terra africana, divenendo primario medico – la chiamavano “doctora” e ancora in tanti sono rimasti in contatto con lei – all’ospedale della diocesi di Chiulo, nell’estremo sud dell’Angola, uno dei pochissimi ospedali aperti durante il lungo periodo della guerra civile che ha martoriato l’ex colonia del Portogallo. In quel periodo era nunzio apostolico in Angola l’arcivescovo Angelo Becciu, attuale sostituto della segreteria di stato vaticana, che quindi ebbe il modo di conoscere e di apprezzare il suo lavoro. Quando nel 2007 ricevette la notizie che le era stato assegnato il premio Focsiv, che di solito è conosciuto come “l’Oscar del volontariato”, si occupava di prevenzione dell’Aids e di assistenza alla donne incinte nei villaggi e negli ospedali, per prevenire il contagio, e di somministrare le terapie più adeguate alle persone già malate. Ma oltre che in Angola, Marina ha operato in Mozambico e in Etiopia, sempre in prima linea contro le malattie più diffuse. Venerdì prossimo 21 ottobre gli spezzini potranno ascoltare “in presa diretta” il racconto di questa straordinaria esperienza. Marina Trivelli è stata infatti invitata a parlare, portando la sua testimonianza, nel corso della consueta Veglia diocesana di preparazione alla Giornata missionaria mondiale di domenica prossima. La Veglia, che è organizzata dal Centro missionario diocesano insiema alla Caritas ed all’ufficio Migranti, sarà presieduta dal vescovo Luigi Ernesto Palletti, e si terrà alle 21 nella cattedrale di Cristo Re. Tutti sono invitati. Il tema, “Nel nome della misericordia”, appare particolarmente in linea con l’impegno di Marina. Ricordiamo al riguardo alcune sue parole in occasione del già citato premio Focsiv: «A volte mi chiedo come fanno gli atei a vivere. Credere che esiste un Dio che ti incammina in un disegno più grande anche quando ci sono difficoltà mi ha sempre aiutato moltissimo. Questo credere l’ho sempre sentito, in tutto quello che ho fatto». Marina Trivelli, che ora risiede a Lerici e presta servizio presso l’Azienda sanitaria Asl 5 “Spezzino” nel reparto della medicina d’urgenza, appartiene all’organizzazione missionaria saveriana “Cuamm – Medici con l’Africa”, che opera in Africa sin dal 1950, integrata all’interno della fondazione “Opera San Francsco Saverio”. In preparazione alla Giornata di domenica prossima, come già riferito, ci sarà anche, alla Spezia, l’Adorazione eucaristica nella cappella del Centro missionario, in via Don Minzoni 56 (piano terra): appuntamento giovedì prossimo, dalle 9 alle 19. (E.B.)

Il Giubileo a Spezia centro

Oggi pomeriggio (16 ottobre) una processione di fedeli attraverserà le strade del centro storico di Spezia. Muovendo dalla chiesa abbaziale di piazza Beverini, chiesa–madre della città, i “pellegrini”, insieme ai loro sacerdoti, raggiungeranno la cattedrale di Cristo Re, attraversando la “porta santa”. L’iniziativa rappresenta infattin il “Giubileo vicariale”, promosso e preparato dalle parrocchie spezzine del vicariato urbano “primo”, quello che comprende appunto il centro e la zona nord della città. L’appuntamento è alle 15 in piazza Beverini. Il percorso è di poco più di un chilometro, ma nel cuore di una città che spesso corre il rischio di essere distratta rispetto ai valori profondi dell’umano. Il Giubileo della misericordia vuole richiamare tutti a una “svolta” di fede e di vita. L’evento di oggi, vero episodio di “pastorale di strada”, intende coinvolgere tutti, anche i più lontani, su questi temi importanti.

I corsi della “Terza età

Nuovo anno accademico, alla Spezia, per l’università della “Terza età”. L’istituzione, sorta trentasei anni fa in ambito cattolico, ha la sua sede presso le opere diocesane di via Malaspina 1, e si propone di offrire a tutti gli spezzini, ed in particolare a pensionati ed a persone anziane, nuove opportunità culturali attraverso corsi, seminari, approfondimenti di varie discipline. Il nuovo anno inizia domani 17 ottobre, con le prime lezioni. Tutti possono iscriversi. Per informazioni e iscrizioni, rivolgersi al più presto alla segreteria di via Malaspina, oppure tel. al numero 0187.739.873.

Il Giubileo dei catechisti e degli insegnanti

Tra gli eventi che hanno segnato l’inizio del nuovo anno pastorale si è tenuto mercoledì scorso, alla Spezia, il Giubileo diocesano dei catechisti. Un buon numero di catechisti e di insegnanti di religione provenienti da tutta la diocesi ha raggiunto in processione la cattedrale di Cristo Re per la celebrazione della Messa giubilare. A presiedere l’intera giornata è stato il vescovo Luigi Ernesto Palletti che, durante l’incontro, ha tracciato il profilo del catechista anzitutto come uomo e donna che ha vissuto un incontro forte con la persona del Signore Gesù: il segno della “porta santa” dice la consapevolezza che il passaggio attraverso di Lui è indispensabile per testimoniare la buona notizia della salvezza. Se tutti i battezzati sono chiamati alla testimonianza, ancora più e in modo particolare lo sono quanti ricevono un mandato, come i catechisti. Un altro segno giubilare, quello del pellegrinaggio, aiuta poi a comprendere il bisogno sempre nuovo di sentirci popolo in cammino, proteso verso obiettivi sempre più alti, capace di crescere e di migliorarsi. Nell’incontro si è poi riflettuto su come ogni evangelizzatore sia chiamato ad amare il suo tempo, il tempo nel quale la provvidenza di Dio lo ha posto e per il quale il Signore lo ha voluto. Nell’omelia della Messa, il vescovo ha poi richiamato ancora alla responsabilità dell’annuncio come atto di fedeltà alla dottrina ricevuta: “compito del catechista è illuminare i cuori offrendo  il pane buono della verità dell’Evangelo”, anche quando questo non è semplice e non suscita una pronta accettazione. Qualità necessaria per ogni evangelizzatore diviene allora la “perseveranza, sul modello di quella del Signore Gesù; una perseveranza che annuncia, corregge, ama” .

L’accoglienza degli immigrati

”Persone e popoli in movimento: integrazione e salute”: è stato un tema quanto mai attuale quello del convegno organizzato alla Spezia, a Tele Liguria Sud, dall’Associazione medici cattolici. Don Francesco Vannini, della consulta delle religioni, ha sottolineato come la conoscenza delle convizioni e delle tradizioni religiose sia basilare per capire il rapporto dei migranti con la salute, con la sofferenza, con la malattia e con la morte. E i medici vanno formati a questo riguardo. Salvatore Geraci, coordinatore medico della Caritas di Roma, ha presentato l’esperienza della Società di medicina delle migrazioni, mentre l’infermiera spezzina Antonia Giorgi ha parlato del suo lavoro in Etiopia. Per Linda Messini, presidente dei Medici cattolici spezzini, l’incontro con realtà così diverse deve poter essere una grande occasione anche culturale. Don Luca Palei, direttore della Caritas, ha raccontato la “bella avventura” di questi anni nell’accoglienza, spesso condotta insieme agli stessi medici cattolici. Giovanni Ricchetti del Sermig ha invece parlato di come un gruppo di immigrati sia stato accolto a Brugnato in una “casa famiglia”. Ha chiuso i lavori Riccardo Poli, dirigente Medici cattolici di Prato.

Imparare il latino

Proseguirà anche quest’anno, presso l’Istituto di Scienze religiose “Niccolò V” della Spezia, il corso di latino, che già da diversi anni viene tenuto dal professor don Piergiovanni Devoto. Tale corso si terrà tutti i lunedì, dalle 18.15 alle 19.45, nella sede di via Malspina 1, a partire da lunedì 24 ottobre. Chi desidera iscriversi, è pregato di telefonare al n. 348.493.1552.

”Il missionario” al Nuovo

Martedì, mercoledì e giovedì prossimi, al cinema “Nuovo”, alla Spezia, ci sarà la proiezione in anteprima nazionale del film “Il missionario: la preghiera come unica arma”. Continua così la proficua collaborazione tra il cinema di via Colombo (che gestisce anche l’”Astoria” di Lerici) e la casa di produzione “Dominus Production”, della giovane imprenditrice lericina Federica Picchi Roncali. Il film è ambientato in Paraguay e sottolinea il valore dell’esperienza cristiana nel dialogo e nel “recupero” delle persone in crisi. La proiezione avrà luogo martedì 18 ottobre alle 21, mercoledì e giovedì alle 15.30 e alle 20.

Il vescovo a Monterosso

Il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti si reca oggi  16 ottobre a Monterosso al mare, dove, alle 18, celebra Messa nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista e conferisce le Cresime. Venerdì scorso ha celebrato invece la festa patronale di San Venanzio vescovo nella parrocchia omonima alla periferia di Sarzana.

Sarzana, ciclo di film su Tatì

Un ciclo di film dedicato alla “riscoperta” di Jacques Tatì, attore, regista e mimo del cinema francese del secondo Novecento, rappresenta quest’anno l’”anteprima” del programma culturale dell’”Italia”, la sala di comunità della parrocchia di Santa Maria Assunta a Sarzana. Il ciclo – al quale dall’11 novembre seguirà il cineforum tradizionale – è già iniziato e prosegue ogni venerdì alle 21 sino al 4 novembre.

Istituto di Scienze religiose

Riprendono martedì prossimo 18 ottobre, in via Malaspina 1 alla Spezia, le lezioni dell’Istituto superiore di scienze religiose “Niccolò V”. L’Istituto, diretto dal professor Carlo Lupi, cura la formazione teologica dei fedeli, laici e religiosi, così come quella degli insegnanti di religione. Al termine del corso si consegue la laurea magistrale in Scienze religiose. Per le iscrizioni e informazioni telefonare al n. 0187.735485.

Lutto salesiano

Si è spento nei giorni scorsi don Luciano Foscato, che per tre anni, dal 1999 al 2002, è stato parroco alla Spezia, a Nostra Signora della Neve di viale Garibaldi. Poi tornò a Firenze, nella parrocchia salesiana della Sacra Famiglia, nel ruolo da lui più gradito di vice parroco confessore. Aveva quasi ottantatre anni ed era sacerdote dal 1962. Di recente la sua salute, già precaria, si era aggravata, per cui era stato accolto nella casa di riposo e di cura dei Salesiani a Roma, dove si è spento. Alla Spezia lo ricordano molti, in benedizione, per la sua semplicità e spiritualità. Ai familiari ed ai confratelli le nostre condoglianze.

Più informazioni su