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Battistini (M5S): «La questione Nuovo Felettino e il Decreto Balduzzi»

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Francesco Battistini, Consigliere Regionale, Movimento Cinque Stelle Liguria.

GENOVA – Sulla questione Nuovo Felettino sono molte, purtroppo, le perplessità che ci attanagliano.

Fin dall’inizio i nostri calcoli mostravano un capitale pubblico a disposizione non sufficiente per coprire interamente il costo dell’opera, almeno così come prevista ed annunciata, ed oggi lo spettro di risorse finanziarie non adeguate torna ad aleggiare, come un’ombra, sul nuovo ospedale.

Avevamo, da subito, parlato di rischio project financing ovvero di quell’operazione per la quale: se il pubblico ha bisogno di una ingente cifra di denaro per finire i lavori un soggetto privato, che opera in campo sanitario, immette liquidità ottenendo in cambio un appalto di gestione, spesso trentennale, sull’intera struttura o sulla parte più interessante per il proprio business, con buona pace per la Sanità pubblica.

Altra questione non certamente meno importante è data dalle specialità che vi si dovrebbero insediare in relazione alla legislazione statale.

Un ospedale non può e non deve essere soltanto un mero scatolone di cemento, pensato solo dal punto di vista edilizio, ma una struttura organica e funzionale sulla quale deve essere pianificata, in base alle esigenze del territorio, l’offerta di cura che essa dovrà erogare al pubblico.

Oggi, come dichiarato persino durante l’ennesima cerimonia della prima pietra, non sappiamo, con precisione, quali dipartimenti, reparti e specialità si insedieranno nel nuovo Felettino.

L’entrata in vigore del Decreto Balduzzi definisce con precisione chirurgica, in base al bacino di utenza servito, ciò che può e ciò che non può esser contenuto in un ospedale, e questo per effetto sia della spending review che degli standard di qualità.

Aver proceduto con la progettazione e la cantierizzazione del Nuovo Felettino senza aver fatto i conti col Decreto Balduzzi, è dunque, una negligenza che deriva dalla passata dirigenza ASL e dalla Giunta Burlando e a cui ora bisogna però porre rimedio immediato.

A tutto ciò si aggiunge l’incertezza delle tempistiche di demolizione e di realizzazione.

Si aggiunge lo spettro degli appalti iraniani, milionari e dunque più interessanti per la ditta Pessina, colei che si è aggiudicata l’appalto del Nuovo Felettino, che potrebbero far slittare i tempi per un ospedale di cui, però, La Spezia e la provincia intera ha un bisogno pressante.

Per tutto questo presenteremo nei prossimi giorni un pacchetto di interrogazioni volte a capire dove si stia andando, quale strada si intenda percorrere e quali problemi si palesino attualmente. Solo così potremo mettere in campo risposte e soluzioni che ad oggi non esistono perché manca, assurdamente, una analisi vera e seria sull’intera operazione !

Annunciamo, inoltre, una mozione che intende costruire un percorso partecipato sul futuro del Nuovo Felettino.

Il nuovo ospedale è una partita troppo grande ed importante e non possono essere commessi altri errori.

Gli spezzini hanno bisogno di una Sanità pubblica efficiente ed è nostro dovere dargliela.

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