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Consiglio Regionale di martedì 18 ottobre

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No allo spostamento delle Riparazioni navali

Al termine di un lungo incontro con una delegazione di lavoratori e rappresentanti sindacali delle Riparazioni navali del porto di Genova, avvenuto in aula durante una sospensione della seduta, il Consiglio regionale ha approvato una risoluzione, articolata in sei punti che sono stati votati singolarmente. L’Assemblea impegna la giunta a dichiararsi contraria a qualsiasi ipotesi di trasferimento delle Riparazioni navali del porto di Genova.

1) E’ stato approvato all’unanimità il primo punto della risoluzione, che impegna la giunta a “dire no a qualsiasi ipotesi di trasferimento”.

2) Approvato all’unanimità anche il secondo punto, che impegna la giunta “ad attivarsi in tutte le sedi più opportune per garantire la continuità produttiva e lo sviluppo delle Riparazioni navali nell’attuale sito”

3) Approvato all’unanimità anche il terzo punto, che impegna la giunta “a mettere in atto tutte le iniziative volte a realizzare i necessari interventi infrastrutturali, nel rispetto della sicurezza della salute dei lavoratori e dei cittadini (i lavori per la ristrutturazione dei bacini, il completamento dell’elettrificazione delle banchine previste dal Piano Regolatore Portuale)”.

4) Approvato, con il voto favorevole della maggioranza di centro destra, del Pd, di Rete a Sinistra e di Francesco Battistini (Mov5Stelle) e il voto contrario di Alice Salvatore, Marco de Ferrari, Gabriele Pisani e Andrea Melis del Movimento5 Stelle, il quarto punto che impegna la giunta a “attuare le previsioni contenute nel Blue Print, a partire dall’ampliamento del bacino 4 e dalla realizzazione di un’adeguata zona operativa retrostante”.

5) Approvato all’unanimità il quinto punto, che impegna la giunta a ”garantire la centralità delle riparazioni navali nel tessuto produttivo genovese e ligure, i livelli occupazionali e concrete prospettive di sviluppo”

6) Approvato, con il voto favorevole della maggioranza di centro destra, del Pd, di Rete a Sinistra e di Francesco Battistini (Mov5Stelle) e il voto contrario di Alice Salvatore, Marco de Ferrari, Gabriele Pisani e Andrea Melis del Movimento5 Stelle, il sesto punto che impegna la giunta a “operare per assicurare l’accelerazione delle procedure per la realizzazione dei lavori del ribaltamento a mare del sito di Fincantieri di Sestri Ponente”.

Nelle premesse della risoluzione viene sottolineato che il settore delle Riparazioni navali rappresenta una eccellenza del tessuto industriale ligure e assicura circa 5 mila posti di lavoro “in un contesto produttivo che presenta evidenti criticità e desta serie preoccupazioni dal punto di vista occupazionale e economico”

Incontro con i lavoratori delle Riparazioni Navali e i rappresentanti sindacati

Prima di aprire la seduta il presidente del Consiglio regionale Francesco Bruzzone ha accolto le richieste di una nutrita delegazione di lavoratori delle Riparazioni Navali di Genova in sciopero, che domandavano un incontro con la giunta e l’Assemblea legislativa e chiedevano garanzie per il futuro del cantiere portuale.

Hanno partecipato al dibattito i rappresentanti sindacali di categoria di Cgil, Cisl e Uil, numerosi consiglieri regionali, l’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi e il presidente della giunta Giovanni Toti.

Al centro dell’incontro l’interrogazione, presentata nella seduta della settimana scorsa da Alice Salvatore, e sottoscritta da tutto il gruppo Movimento5Stelle, che chiedeva alla giunta e all’assessore competente “se intendano attivarsi per delocalizzare le attività inerenti le riparazioni navali, alla luce di un gravissimo fenomeno di inquinamento ambientale e, in caso affermativo, con quali tempistiche”.

Bruno Manganaro, segretario Fiom-Genova,  ha sottolineato che il settore delle Riparazioni Navali assicura lavoro a oltre 2500 dipendenti  ed un notevole indotto ed è, quindi, una ricchezza per la città. «Non è accettabile che qualcuno dica che le riparazioni devono essere delocalizzate» ha ribadito, sottolineando che anche Fincantieri si è riposizionato in questo settore e ha invitato a non usare la questione ambientale «in modo furbesco. L’ambiente è un argomento serio e noi – ha aggiunto – siamo i primi a volerne parlare, ma nell’ambito di una discussione seria». Manganaro ha, quindi, ribadito che il settore delle riparazioni deve essere ampliato ed ha chiesto una dichiarazione chiara da parte del Consiglio, un atto formale con il quale si confermi che le riparazioni navali restano.

Anche Daniele Tonni,  segreteria Uilm Genova,  ha chiesto al Consiglio un definitivo impegno per non delocalizzare e tantomeno chiudere  le riparazioni navali.

Stefano Menone della Fiom Cisl  ha ribadito che ambiente e lavoro possono coesistere. «A Genova – ha detto – il  lavoro non manca: bisogna saperlo prendere, aggredirlo e svilupparlo».

Lilli Lauro (Giovanni Toti Liguria) si è dichiarata pronta a formulare un ordine del giorno con il quale la giunta e la maggioranza affermino con chiarezza che «i cantieri non devono essere spostati» e che, al contrario, hanno bisogno di crescita. «Il percorso ambientale non deve intaccare il lavoro» ha detto, sottolineando che la delocalizzazione non è supportata dalla volontà politica della maggioranza e che a suscitare la presa di posizione dei lavoratori è stata l’interrogazione formulata da un gruppo di minoranza. «Ed ora voglio che ci mettano la faccia» ha concluso il consigliere rivolgendosi ai sottoscrittori dell’interrogazione.

Raffaella Paita Pd ha ribadito che il suo gruppo «è contrario a qualsiasi ipotesi di trasferimento delle Riparazioni Navali» e ha ricordato il documento elaborato su questo argomento dal gruppo nei giorni scorsi. Paita ha dichiarato che «le Riparazioni fanno parte della storia del territorio ligure e genovese». Secondo Paita chi avevano presentato l’interrogazione in cui si chiedeva alla giunta di prendere in considerazione l’ipotesi di trasferire il cantiere, «ha capito poco della nostra comunità e di quello che è accaduto in quel sito, a partire dall’allestimento del Rex fino alle più grandi innovazioni, e ha capito poco del futuro di questa città». Il consigliere ha rilevato che le difficoltà che sta attraversando l’economia ligure «non ci permettono di perdere le nostre eccellenze e le nostre professionalità». Secondo Paita «chi oggi propone di spostare questo polo o ha perso la ragione oppure ha dimostrato di non sapere nulla della nostra comunità. Chiedo formalmente di ritirare questa proposta» e ha annunciato che il gruppo ha presentato un ordine del giorno su questa materia.

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra), dopo avere invitato a non fare polemiche fra le forze politiche, ha sottolineato che la storia delle riparazioni navali rappresenta «un pezzo irrinunciabile dell’identità stessa di questa città e non vanno, quindi, delocalizzate». Ha ribadito che su questo punto finora non c’è stato sufficiente dibattito fra le forze politiche, ma che la politica non può permettersi di essere sconfitta su questi temi. Pastorino ha quindi evidenziato , rivolgendosi al presidente Toti, la necessità che «la politica di Genova e della Liguria si metta in contatto con quella nazionale», affinché sia tutelata una realtà importante e non si perdano posti di lavoro.

Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) ha annunciato l’imminente presentazione di un ordine del giorno sottoscritto dalla maggioranza: «Anche noi siamo schierati per la tutela dei lavoratori e faremo tutto il possibile perché non si perda più un solo posto di lavoro». Secondo Piana, Genova deve ritrovare il senso di comunità fra istituzioni, lavoratori e associazioni.

Angelo Vaccarezza (Forza Italia)  in merito all’interrogazione del Movimento 5 Stelle ha dichiarato: «La politica non può continuare a rincorrere i comitati per portare a casa dei voti». Secondo Vaccarezza «i consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno sbagliato ed hanno detto una sciocchezza: ora basta ammetterlo». Ma – ha ribadito – quanto accaduto oggi deve indurre tutti, all’interno del Consiglio, a indicare qual è il modello di sviluppo che ipotizza.  E – ha aggiunto – se si è tutti d’accordo è necessario dare forza al presidente della Regione  affinché possa pretendere dal governo che si proceda al più presto nel  dare una guida definitiva al porto di Genova, che consenta di intraprendere un percorso serio per lo sviluppo portuale.

Matteo Rosso (FdI) ha ricordato che il cantiere garantisce occupazione a oltre 2500 persone: «E’ ovvio – ha aggiunto – che occorre garantire la tutela ambientale, ma sono convinto che è altrettanto importante mantenere l’occupazione nella nostra regione» e ha assicurato che la maggioranza del Consiglio non ha preso in considerazione e non avrebbe mai dato credito all’ipotesi oggetto dell’interrogazione presentata dal gruppo Movimento5Stelle. Rosso, infine, ha garantito l’approvazione in aula di un ordine del giorno in questo senso.

Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha ribattuto: «Il nostro movimento da sempre si schiera dalla parte dei lavoratori e lo abbiamo dimostrato sfilando con loro in corteo per gli edili, Kavo, Fincantieri, Piaggio, Ilva e Ericsson. Noi abbiamo combattuto le vostre battaglie – ha aggiunto rivolgendosi alla delegazione di lavoratori in aula – e uno dei nostri capisaldi è che nessuno deve rimanere indietro, quindi al primo posto c’è il mantenimento del reddito e dell’occupazione». Salvatore ha quindi ricostruito il senso dell’interrogazione che aveva illustrato nella seduta precedente: «Non c’è stata nessuna richiesta formale di spostare le Riparazioni navali, ma abbiamo presentato un’interrogazione ponendo all’attenzione della giunta regionale la situazione legata all’inquinamento atmosferico dovuto in parte anche alle Riparazioni navali». Il consigliere ha ribadito che il gruppo vuole il mantenimento occupazionale attuale del cantiere, ma ha ribadito l’esistenza di dati allarmanti sull’inquinamento atmosferico e ha spiegato: «Ci sono parametri ambientali che tutelano la salute degli stessi lavoratori e degli abitanti e la Regione deve fare in modo che siano rispettati».

Franco Senarega (Lega Nord Liguria-Salvini) ha ribadito che Genova ha già perduto troppe  aree produttive e che non si può permettere di perdere altre realtà.  Il consigliere ha evidenziato la necessità di salvaguardare il  lavoro unitamente alla salute. «Le riparazioni devono restare nel porto» ha concluso, sottolineando che questo è il punto fermo ribadito anche nell‘ordine del giorno presentato dalla maggioranza.

Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle) ha premesso di parlare a titolo personale, e non come componente dei 5 Stelle. «Ognuno fa i conti con la propria coscienza» ha detto, chiedendo scusa ai lavoratori e ammettendo che con questa interrogazione è stato commesso un errore (ndr Battistini era uno dei sottoscrittori del documento, che aveva come primo firmatario Alice Salvatore). «Abbiamo il dovere di difendere il lavoro , portando avanti la sfida di farlo coesistere con la salute e con l’ambiente» ha detto rimarcando che la soluzione, per quanto riguarda le Riparazioni Navali, non è nella delocalizzazione. «Non è de localizzando che salvaguardiamo la nostra salute e, in particolare, anche quella degli operai che, comunque, continuerebbero a lavorare nel settore». Battistini ha aggiunto che la via giusta va percorsa insieme ai lavoratori, che conoscono bene il settore.  Il consigliere, dopo avere ribadito che l’interrogazione era sbagliata,  ha spiegato che la finalità era comunque di cercare una coesione tra la tutela ambientate ed il  lavoro e si è impegnato a sottoscrivere e votare un ordine del giorno che possa promuovere l’occupazione

Edoardo Rixi, assessore allo Sviluppo economico, è intervenuto ribadendo che la priorità della giunta è il mantenimento dei posti di lavoro alle Riparazioni Navali. Rixi ha sottolineato la necessità che le Riparazioni non solo rimangano, ma che abbiano anche una serie di aggiornamenti. L’assessore ha sottolineato, quindi, l’esigenza di sbloccare alcune situazioni che riguardano la cantieristica e il ribaltamento a mare di Fincantieri, congelate dal commissariamento dello scalo portuale genovese. Rixi ha ricordato, infatti, che a fine settembre il ministero delle infrastrutture ha comunicato al commissario Pettorino di non assumere nessuna iniziativa, se non legata all’ordinaria amministrazione. «Oggi – ha ribadito – nessuno ha intenzione a livello locale di de localizzare né di chiudere o sospendere attività in attesa di ristrutturazioni che ad oggi non ci sono» e ha ribadito il proprio impegno per utilizzare fondi europei e destinarli anche all’ammodernamento degli impianti. L’assessore ha dichiarato che nel maggio scorso un eurodeputato del Movimento5Stelle aveva avanzato a Bruxelles una richiesta analoga a quella presentata in Consiglio regionale: «Invito tutti a evitare iniziative del genere perché è chiaro che il porto di Genova dà fastidio agli scali del Nord Europa e che alcune direttive Ue tendono a criminalizzare i porti del Mediterraneo, quindi dobbiamo muoverci velocemente». Rixi ha concluso: «Noi dobbiamo mantenere la capacità di produrre sul nostro territorio e mi impegno a porre la questione delle Riparazioni navali come primo argomento con il futuro presidente dell’Autorità portuale» spiegando che la legge non consente alla Regione di intervenire direttamente su queste materie.

Il presidente della giunta regionale, Giovanni Toti  ha detto: «Le riparazioni navali erano, sono e restano nel porto di Genova e non ho mai pensato nulla di diverso». A tal proposito ha ricordato di avere firmato il progetto Blue Print, che prevede la permanenza e, addirittura il potenziamento delle Riparazioni. Lo stesso Renzo Piano, che ha redatto il progetto – ha evidenziato il presidente – sostiene che le riparazioni sono un pezzo del porto stesso, fanno parte della tradizione  e, quindi, non si spostano. Il progetto – ha ripreso Toti – prevede quindi che le riparazioni non si spostino. Toti ha aggiunto che questo no allo spostamento per quanto riguarda lui e l’attuale amministrazione vale per ora e per sempre. Il presidente ha aggiunto che nel porto, ed anche per quanto riguarda il settore oggetto della discussione odierna, ci sono investimenti in forte ritardo, imputabili ad un riforma dei porti che ha conosciuto tempi lunghi  in Parlamento e al lungo commissariamento del porto genovese che per questo ha molto patito.  Ha quindi annunciato che la questione commissariamento troverà a breve una soluzione con la  nomina di un presidente. Compito della nuova governance  nel porto genovese, secondo Toti,  sarà principalmente  quella di sbloccare gli investimenti, cosa non fattibile per un commissario «che resta sempre un commissario». Tra gli investimenti da sbloccare – ha puntualizzato –  oltre a quelli per il potenziamento delle Riparazioni navali, Toti ha ricordato anche quelli per  il ribaltamento a mare di Fincantieri

Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle) ha  ribadito che il Movimento 5 Stelle è sempre stato a fianco dei lavoratori e ha ribadito l’importanza di investire risorse a tutela dei posti di lavoro in sinergia con il rispetto dell’ambiente e della salute.

Adottare al più presto il PUC di Santa Margherita Ligure

Luca Garibaldi (Pd) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta se abbia completato – e in che tempi – tutti gli atti di propria competenza necessari alla conclusione dell’iter per arrivare all’adozione del Piano urbanistico comunale (PUC) e se conosca le ragioni di tale ritardo e dei tempi di adozione definitiva del Piano. Garibaldi ha ricordato che il Progetto Preliminare del Piano Urbanistico Comunale, adottato nel 2012 dal Comune, «era fortemente contenitivo dei volumi e nel consumo di suolo» ma nell’aprile 2016, poiché mancava l’approvazione definitiva del PUC, è scaduto terminato il regime di salvaguardia previsto dalla legge, con la conseguente riemersione dei contenuti del precedente Piano Regolatore Generale e «sono venute meno anche le prescrizioni di esclusione/contenimento di volumi edificabili in aree di particolare pregio previste nel PUC, consentite invece nel PRG».

Per la giunta ha risposto l’assessore all’urbanistica Marco Scajola il quale ha ricostruito il percorso amministrativo della pratica, che risale al 2012.

Scajola ha chiarito che in questa fase la competenza è strettamente comunale e che non ci sono notizie aggiornate sullo stato del procedimento comunale per l’adozione del progetto definitivo. L’assessore ha, comunque, ribadito, la disponibilità degli uffici regionali in caso di richieste di approfondimento da parte del Comune di Santa Margherita Ligure.

Sì al pasto domestico consumato a scuola

Andrea Melis (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta di garantire il rispetto delle Linee di indirizzo regionali per la ristorazione scolastica della Regione Liguria e delle Linee di indirizzo regionale per le intolleranze e le allergie alimentari della Regione Liguria. Il consigliere ha ricordato una recente sentenza della Corte d’appello di Torino, che ha riconosciuto ai genitori degli alunni il diritto di scegliere per i propri figli tra refezione scolastica e il pasto domestico da consumare a scuola e nell’orario destinato alla refezione, «imponendo agli istituti scolastici di adottare idonee misure organizzative in relazione alla specifica situazione logistica». Il consigliere ha chiesto, inoltre, alla giunta «quale indirizzo politico assumerà rispetto alla scelta tra pasto domestico e refezione scolastica per salvaguardare il tempo mensa quale segmento del processo formativo e momento collettivo di insegnamento ed educazione alimentare».

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha confermato che la notizia della sentenza della Corte Costituzionale ha molto colpito la cittadinanza e che al settore competente sono arrivate numerose note di chiarimento, anche da parte di Comuni liguriPer questa ragione è stato convocato un incontro che si è svolto lo scorso 13 ottobre al quale hanno preso parte, tra gli altri, Asl, Comune di Genova, Irccs San Martino e Ufficio regionale scolastico. Si è quindi concordato – ha ricordato l’assessore – di elaborare a breve una bozza di documento, che sarà inviato al settore ristorazione e alle direzioni scolastiche e prenderà in esame le diverse complessità, anche di natura tecnica, evidenziate nell’incontro del 13 ottobre..

Ok a mobilità fra Asl4 e Asl 5

Francesco Battistini (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta di intervenire affinché la Asl 4 chiavarese conceda il nullaosta agli infermieri che hanno diritto alla mobilità verso la ASL5 spezzina. Il consigliere, inoltre, ha domandato di intervenire presso la Asl spezzina, che aveva emanato e concluso un bando di mobilità per il reclutamento di infermieri, di attendere le necessarie procedure da parte delle altre Asl liguri affinché quegli infermieri entrati nella graduatoria possano conseguire il nullaosta necessario al trasferimento.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla Sanità Sonia Viale che ha, fra l’altro annunciato la realizzazione di tre concorsi per collaboratore sanitario che consentiranno alle aziende di disporre di graduatorie per la copertura a tempo indeterminato dei posti di infermieri per i prossimi anni. Viale ha spiegato che la Asl4 ha concesso il nullaosta, subordinando però l’uscita dei dipendenti all’assunzione, a tempo indeterminato e proprio attraverso uno dei concorsi annunciati, di altrettante unità di personale. L’assessore ha aggiunto che la Asl5, concederà all’ASL 4 alcuni mesi prima di procedere con lo scorrimento di altre graduatorie di mobilità, relative ad aziende sanitarie di altre regioni, in considerazione proprio della procedura concorsuale che le due aziende stanno gestendo congiuntamente e che è imminente.

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