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Riparazioni Navali. Presidente Toti: «Devono rimanere lì»

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GENOVA – “Le Riparazioni Navali non si toccano, sono un pezzo della storia di Genova, sono parte integrante dell’industria genovese e costituiscono un polo d’eccellenza per la città. Abbiamo deciso un modello di sviluppo per il porto di Genova, firmando il Blue Print di Renzo Piano con il tombamento dell’area antistante lo Yacht Club per garantire alle Riparazioni Navali lo spazio necessario alla crescita e allo sviluppo futuro. Per quanto riguarda me, questa Giunta e questa maggioranza certamente andremo avanti su questa strada e di certo questa politica non cambierà per un articolo di giornale o una mozione dell’opposizione”. Lo ha affermato il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, intervenuto davanti a circa 200 lavoratori delle Riparazioni Navali del Porto di Genova che questa mattina hanno ‘invaso’ l’aula per protestare contro l’ipotesi di delocalizzazione dell’attività paventata da alcuni consiglieri di opposizione del Movimento Cinque Stelle.

“Non credo che qualcuno possa mai pensare – ha aggiunto il governatore Toti – che questa giunta e il presidente Toti potrebbero mai seguire un tipo di ambientalismo peloso e un po’ populista che ha portato tanta povertà in questa regione, nessuno sviluppo e l’ha pure devastata. Ben venga questo chiarimento anche se per quanto mi riguarda non è necessario: per me le Riparazioni Navali erano sono e restano nel porto di Genova lì dove si trovano. Non ho mai pensato e mai penserò nulla di diverso. Su questo non esiste e non è mai esistita discussione. Il Blue Print e l’espansione delle Riparazioni Navali costituiscono un piano strategico per il rilancio del porto: queste – ha spiegato il presidente della Regione Liguria – sono le indicazioni che questa Giunta darà al nuovo presidente dell’Autorità Portuale e alla nuova governance di sistema che mi auguro sarà nominata nei prossimi giorni”. Circa la nomina del nuovo presidente dell’Authority, il governatore ha aggiunto che “la nuova governance del Porto di Genova dovrà non solo convocare le opportune riunioni con le rappresentanze dei lavoratori ma, soprattutto – ha concluso – dovrà sbloccare una serie di investimenti, strategici e indispensabili, fermi da troppo tempo, tra cui l’espansione dell’area delle Riparazioni Navali e il ribaltamento a mare dello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente”.

“Stiamo facendo pressing sul governo – ha dichiarato l’assessore regionale allo Sviluppo economico e ai Porti Edoardo Rixi – per avere al più presto, speriamo nei prossimi giorni, il nuovo presidente dell’Autorità portuale, visto che da fine agosto il commissario Pettorino, su indicazione del ministero, può procedere solo nell’ordinaria amministrazione, bloccando di fatto la Regione nell’avanzamento di un piano di valorizzazione delle attività industriali legate al porto. È impensabile a Genova parlare di delocalizzazione di siti, ma si può parlare potenziamento e miglioramento della qualità ambientale, nel momento in cui siano disponibili le risorse necessarie agli investimenti, senza interrompere i cicli produttivi che danno occupazione. Anche in questa fase di stallo, in attesa della nomina del presidente del porto di Genova, non siamo comunque rimasti fermi come Regione, ma – ha concluso – abbiamo sondato la possibilità di implementare i fondi di bandi europei da destinare proprio a investimenti sul tema dell’ammodernamento portuale”.

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