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Giacobini del Golfo ancora una volta aprono il sipario sul dramma dell’amianto e delle sue vittime

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Lo faranno in un convegno che avrà luogo venerdì 21 alle 17,30 all’Urban Center, al piano terreno del Teatro Civico.

LA SPEZIA – Dov’era l’amianto, in quali fabbriche, in quali parti della città; chi ha colpito; come ha colpito, uccidendo con i mesoteliomi e con altri tumori e facendo ammalare di asbestosi; quali sono i diritti delle vittime e dei loro familiari, non soltanto nei confronti dell’INAIL, ma anche nei confronti delle Aziende, pubbliche e private, e del Ministero della Difesa che hanno usato l’amianto con colpevole negligenza; perché i diritti non sono stati adeguatamente divulgati e sono rimasti un segreto tra tecnici; quali sono gli orientamenti della Magistratura spezzina; dov’è ora l’amianto e come può ancora colpire; la pericolosità della demolizione di navi militari che si sta effettuando all’interno dell’Arsenale Militare; perché manca un’indagine epidemiologica; perché le verità vengono insabbiate; perché il Comune (ma non solo) è latitante; cosa si può fare per ricordare i morti e per risarcire i loro familiari e gli ammalati; come si può minimizzare nel futuro il rischio amianto che è ancora presente in molte fabbriche, in discariche abusive, in molte navi, nelle grandi condotte che portano l’acqua potabile, in alcune scuole, nelle canne fumarie di molti edifici.

Proveranno a dare una risposta a queste domande un medico del lavoro, un avvocato e un ingegnere ambientale.

Il medico è Silvia Simonini, subito dopo la laurea titolare di una borsa di studio quadriennale sul mesotelioma pleurico e sui suoi markers, vicepresidente nazionale della Società Italiana Medici del Lavoro, si occupa della tutela sanitaria dei dipendenti dell’ASL e dello stabilimento di Muggiano di Fincantieri.

L’avvocato è Roberto Quber, già dirigente Montedison in Italia, in Francia e in Spagna, ha conosciuto decine di stabilimenti amiantati; collaboratore dell’Amministrazione Straordinaria del Gruppo Parmalat, salvata dopo il crack dei Tanzi, sta assistendo familiari delle vittime dell’amianto in cause contro Fincantieri, Enel e Ministero della Difesa; ha la passione per la politica, è uno dei fondatori dei Giacobini del Golfo.

Claudio Fede Spicchiale, l’ingegnere ambientale del terzetto, nasce come funzionario ASL che poi abbandona per seguire come libero professionista la sicurezza sul lavoro e l’igiene ambientale alla Cassa di Risparmio di Carrara, all’Intermarine, alla Tencara di Porto Marghera, il cantiere nel quale si costruì quel “Moro di Venezia” che ci tenne svegli per tutte le notti dell’America’s Cup.

Parleranno loro. Parlerà, soprattutto, chi, tra i partecipanti, avrà esperienze da raccontare, situazioni da denunciare, proposte da avanzare.

Loredana Mirra è scesa sul terreno dell’impegno civico da poco tempo, perché pensa che quando i politici di mestiere falliscono, allora occorre battere la sfiducia e la pigrizia ed impegnarsi in prima persona: “Quanta indifferenza nelle istituzioni! La figura che sta facendo l’Arsenale della Spezia al processo penale di Padova è imbarazzante. E l’ATC, azienda controllata dal nostro Comune, ha adottato un provvedimento disciplinare nei confronti di un suo lavoratore-sindacalista che ha parlato di amianto negli ex uffici aziendali, anziché ringraziarlo. Noi giacobini scaveremo nella sabbia, troveremo qualche pezzo di verità e la racconteremo senza timore. Questo convegno è solo l’inizio. Chi vuole venire con noi è il benvenuto, una vera democrazia ha bisogno di tutte le persone oneste”.

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