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Presentato “Sarzana con gusto” al Circolo letterario di Unicusano

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SARZANA – Sarzana, anzi la sua storia, raccontata attraverso la sua cucina. Centocinquanta ricette, spaziando dai piatti di terra a quelli di mare e dagli antipasti al dolce, sono di sicuro tutt’altro che poche…eppure “Sarzana con gusto”, il libro di Nicola Caprioni e Gabriella Molli che è stato presentato presso il Circolo letterario di Unicusano in Via Chiodo alla Spezia, non è tutto qui. Anzi forse le ricette non costituiscono nemmeno la maggior parte della pubblicazione.

“L’aspetto magari più interessante – spiega Caprioni – sta nel fatto che nell’analisi storica di quello che sono stati la nascita e lo sviluppo della cucina sarzanese emerge come, a differenza del dialetto locale che sulla base di quelli che in passato sono stati i flussi commerciali attraverso la Cisa ha una derivazione linguistica più che altro emiliana, la cucina è più tipicamente ligure. Vi sono lì pure degli elementi tosco-emiliani, intendiamoci, ma a farla da padrone è l’origine in buona parte genovese della Sarzana culinaria che è molto probabilmente dovuta al fatto che sul piano storico-politico la città e i suoi dintorni sono sempre dipesi anzitutto da Genova”.

L’opera nasce peraltro dotata di una certa ambizione di respiro extra-locale, non a caso la casa editrice è la Erga, che lavora su dimensione nazionale. Alcune delle ricette sono esclusive nel senso che si fanno esclusivamente da queste parti, tanto per dirne una la torta di riso “scema” poiché a base di acqua, olio e sale. Non mancano storielle aneddoti raccolti fra negozi ed esercizi del posto. E’ inoltre la prima volta che su Sarzana, dintorni e storia, viene pubblicato qualcosa di simile.

“Gli aspetti storico-sociali ivi tirati in ballo – Nicola si schermisce deviando su altra visuale del quanto – sono molteplici e molto interessanti e ne illustro un altro dopo quello della provenienza storica. A differenza ad esempio di quanto accaduto alla Spezia, ove la cucina è più omogenea poiché sorta su una città più uniforme e compatta sul piano urbanistico e geografico-toponomastico, quella sarzanese è ben più variegata in quanto emersa da una località mista di agglomerato e campagna. Fra una ricetta e l’altra, a Sarzana che peraltro è molto più antica ci sono invece delle divergenze imputabili a delle differenze di zona territoriale, o anche al semplice fatto che il quanto è partito da una famiglia piuttosto che un’altra”.

L’appetito, non c’è che dire, è soltanto una piccolissima parte di ciò che una buona tavola può significare.

Nella foto i due autori durante la presentazione a Unicusano

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