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Consiglio Regionale di martedì 25 ottobre

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Ok a Documento di economia e finanza regionale 2017-2019

Il consiglio regionale ha approvato con 16 voti favorevoli (maggioranza di centro destra), 15 contrari (Pd, Movimento5Stelle e Rete a sinistra) la Proposta di deliberazione 34 Documento di economia e finanza regionale 2017-2019.

Il Documento di Economia e Finanza Regionale per gli anni 2017/2019 rappresenta il primo provvedimento di programmazione generale della Regione Liguria riferito ad un arco temporale disciplinato dalle nuove regole contabili introdotte dal decreto legislativo n. 118 del 2011; è il primo tassello della programmazione finanziaria e di bilancio della Regione per il triennio di riferimento; definisce gli obiettivi della manovra di bilancio regionale: le previsioni di bilancio devono, infatti, essere elaborate sulla base delle linee strategiche e delle politiche contenute nel DEFR. I contenuti del DEFR sono definiti a seguito del parere che la Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica elabora sulle linee guida per la ripartizione degli obiettivi di finanza pubblica inseriti nel Documento di Economia e Finanza statale e nella sua nota di aggiornamento. Poiché, come già lo scorso anno, il parere in questione non è stato rilasciato, il DEFR della Regione Liguria è stato redatto nel rispetto dei contenuti obbligatori previsti dalla legge, facendo riferimento agli obiettivi strategici dell’Ente ed è stato, pertanto, articolato sulla base delle missioni del bilancio regionale in relazione agli obiettivi medesimi. Il quadro prospettico delle risorse e le previsioni quantitative a livello regionale risentono, pertanto, della mancata definizione di un quadro complessivo nazionale di riferimento e le proiezioni delle principali grandezze, che costituiscono il bilancio autonomo regionale, sono state costruite esclusivamente sulla base delle stime di crescita tendenziale e non programmatica contenute nel DEF nazionale e sulla base di eventuali interventi normativi statali o regionali sulla singola materia.

Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) ha detto che la programmazione economico-finanziaria  che discenderà da questo documento «non potrà che essere ispirata al peggior “continuismo”, contrabbandando  forme “evolute” di tagli lineari per soluzioni innovativi in materia  di riduzione  della spesa pubblica , in grado di tener conto dei bisogni della collettività». Nella relazione il consigliere ha rimarcato che nella programmazione economica regionale non c’è «alcun cenno ad iniziative concrete intraprese  dalla giunta a favore  dello sviluppo delle esportazioni  e degli scambi commerciali con altri paesi». In materia di turismo, a suo avviso, «non è chiaro  quali politiche la giunta intenda  attuare per incrementare il dato percentuale delle presenze  rispetto a quello degli arrivi». Il consigliere ha, inoltre, accusato la giunta di aver fatto finora poco o nulla in merito all’aumento dei non occupati e dei  giovani tra i 15 ed i 35.  Secondo il consigliere, dunque, il DEFR  non presenta  i caratteri propri  di un documento  di programmazione: «Nell’insieme  – ha aggiunto – si è preferito  descrivere scenari  di altri  livello di governo, piuttosto che delineare una visione  della Regione, della società e degli enti  che gravitano su di essa, da attuare sin dal prossimo anno». Salvatore ha concluso:  «La giunta regionale ha perso  ancora un’occasione ufficiale  per illustrare ai liguri  qual è la “sua” idea di Regione , intesa anche come governo della collettività ligure». Il consigliere ha quindi annunciato il voto contrario del Movimento 5 Stelle.

Andrea Melis (Mov5 Stelle), dopo una lunga analisi del testo, ha rilevato che il documento «non consente di esprimere giudizi in quanto di natura generale» e non fornirebbe, dunque, «metri di giudizio utili per capire che cosa sarà fatto» dall’amministrazione regionale. Secondo Melis, in particolare, il Documento «non è condivisibile nelle premesse e rispetto a quanto abbiamo visto fare fino ad ora dalla giunta in relazione ad alcuni impegni assunti nel documento».

Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle) ha insistito sulla necessità di prevedere ad avviare politiche concrete sul lavoro, con particolare riferimento ai giovani e alle donne che toccano i livelli più alti di disoccupazione. Interventi sono necessari – ha aggiunto – nel settore dei trasporti, che dovrebbero essere tesi in particolare, secondo il consigliere, per rinnovare il parco mezzi. De Ferrari ha espresso preoccupazioni per il dissesto idrogeologico e, nel contempo, per la flessione delle piccole e medie imprese agricole. Su queste imprese, anche con la finalità di contenere il dissesto, secondo il consigliere occorrerebbe investire, anziché puntare ad alcune grandi opere.  De Ferrari ha insistito sulla necessità di ridurre l’“esportazione” di rifiuti e di potenziare la raccolta differenziata e riciclo.

Pippo Rossetti (Pd) ha rilevato con soddisfazione che il documento «fornisce un riscontro statistico e numerico sulle azioni messe in campo dal Governo nazionale per ridurre la tassazione per aziende e cittadini» attestando anche la solidità del bilancio regionale in materia di sanità lasciato dalla precedente amministrazione. Nel merito degli orientamenti strategici della giunta, contenuti nel Documento, Rossetti ha criticato l’assenza di fondi destinati al Terzo settore, da tempo impegnato anche nel riutilizzo dei beni confiscati alla mafia, ha rilevato scarsa chiarezza e precisione sui fondi destinati ai Comuni, carenza di risorse destinate agli asili nido e ha lamentato l’assenza di politiche a sostegno del reddito delle famiglie con bambini piccoli economicamente più fragili. Rossetti, inoltre, ha chiesto «integrazione fra le politiche sociali, abitative e del lavoro per i disabili» e, al termine del proprio intervento, ha criticato l’eventuale acquisto della sede della Regione in Piazza De Ferrari proponendo che la cifra, ipotizzata per l’acquisto, sia dirottata alla realizzazione della casa della salute in Valpolcevera, a Genova.

Il presidente della giunta Giovanni Toti ha rilevato che il documento si inserisce in contesto nazionale ancora indefinito perché il governo si appresta a presentare in questi giorni la versione definitiva della Legge di Stabilità che – ha aggiunto – sarà particolarmente pesante per le Regioni con un’ipotesi di tagli per 2,7 miliardi per spese non sanitarie, che costringerà a drastici tagli le amministrazioni. Toti ha rilevato che l’abolizione delle Province ha comportato un aumento della spesa corrente da parte della Regione, che ha dovuto assumere nuove competenze e personale delle ex Province e con una riduzione dei fondi per 4 milioni di euro. «Come Regione noi continuiamo sulla nostra strada. Nel documento – ha spiegato – noi abbiamo preso atto della realtà descritta». «Noi portiamo avanti il nostro piano di finanza pubblica quinquennale – ha aggiunto – e andremo avanti con le nostre riforme». Toti ha ricordato, quindi, tra l’altro, gli interventi nella sanità, nella formazione professionale, nella ristrutturazione della finanza regionale, nella tutela del territorio e nel riordino della protezione civile. Secondo il presidente, si tratta di segnali che testimoniano l’azione volta al recupero produttivo ed economico della Liguria, «che pure da già qualche lieve segno di miglioramento» in controtendenza rispetto al resto del Paese. Intervenendo sulla polemica sollevata dalle opposizioni sull’eventuale acquisto della sede della Regione di piazza De Ferrari, Toti ha sottolineato che la questione rientrerà in un piano di razionalizzazione degli immobili che determinerà un risparmio di oltre un milione di euro all’anno. Per quanto riguarda la tutela del territorio il presidente, infine, ha ricordato che questa competenza era in carico alle Province abolite dal Governo Renzi.

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha annunciato voto contrario rilevando che il testo «rappresenta una fotografia statica mentre manca una vera programmazione e un progetto di sviluppo della Liguria. Non trovo nessun elemento politicamente di spinta». Secondo il consigliere si tratta di un documento squisitamente tecnico mentre «spetterebbe alla politica la visione di insieme che manca del tutto in questo documento».

Ok a modifiche Legge di stabilità

Il Consiglio regionale ha approvato con 16 voti favorevoli (maggioranza di centro destra) e 15 contrari (Pd, Movimento5Stelle e Rete a sinistra) il Disegno di legge 110 “Modifiche alla legge regionale 20 dicembre 2015 n.27 (Legge di stabilità della Regione Liguria per l’anno finanziario 2016). Attraverso il provvedimento vengono apportare alcune modifiche alla legge di stabilità della Regione Liguria per l’anno finanziario 2016. Le modifiche hanno carattere prevalentemente tecnico, tranne quella relativa alla proroga di ulteriori 3 mesi della possibilità di regolarizzazione agevolata della tassa automobilistica regionale, che ha una valenza più sostanziale: in particolare viene stabilito di estendere di ulteriori tre mesi (fino al 31 gennaio 2017) la possibilità di regolarizzazione agevolata della tassa automobilistica regionale, in considerazione del fatto che la campagna di comunicazione condotta dall’Agente della Riscossione è stata avviata solo dal mese di luglio 2016, quindi pare opportuno concedere un lasso temporale maggiore ai contribuenti per potersi avvalere di detta possibilità. Per quanto riguarda le altre modifiche di natura più tecnica, viene, innanzitutto, previsto un meccanismo di semplificazione delle procedure contabili relative agli eventuali ripianamenti dei disavanzi sanitari; la norma, quindi, demanda alla Giunta regionale il compito di provvedere con un atto amministrativo alle variazioni compensative necessarie. Viene previsto un ulteriore strumento a favore delle ARTE, per superare la situazione di sofferenza economico – finanziaria: in analogia a quanto già previsto per le Comunità Montane, dunque, viene inserita la possibilità di attivare piani di rientro dei crediti vantati dall’Ente regionale. Si interviene, poi, sulla disciplina dei controlli sui bilanci degli Enti regionali, uniformando le disposizioni relative all’istruttoria dei bilanci di previsione, prevedendo per tutti l’istituto dell’interruzione dell’istruttoria stessa – al posto della semplice sospensione -, in caso di richieste di chiarimenti. Infine, considerata l’urgenza e la necessità di superare l’impugnativa del Governo nei confronti della legge regionale 16 in materia di ecotassa, vengono apportate le correzioni necessarie – concordate col Ministero dell’Ambiente -, per garantire la conformità della legge regionale alla legge statale. Una volta varate queste modifiche, il Governo ritirerà il ricorso.

Angelo Vaccarezza (Forza Italia), relatore di maggioranza, ha sottolineato gli intenti del provvedimento che prevede, tra l’altro,  un meccanismo di semplificazione delle procedure contabili  per gli eventuali ripianamenti dei disavanzi sanitari.. Il consigliere ha evidenziato che si prevede un ulteriore strumento a favore di Arte in modo da potere affrontare la difficile situazione di sofferenza economico finanziaria in cui da tempo si trova Arte. Vaccarezza ha illustrato, inoltre, nel dettaglio la proroga di ulteriori 3 mesi  per regolarizzare il pagamento  della tassa automobilistica regionale e le correzioni alla legge sulla cosiddetta ecotassa.

Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) ha detto che la giunta «con questa nuova “manovrina”, proposta a meno di sei mesi di distanza dalla prima, sembra dimenticarsi dell’importanza  che dovrebbe rivestire  la riduzione della pressione fiscale in una politica di rilancio dell’economia regionale, ma anzi mette le mani avanti sui più che possibili errori delle riforme sanitarie attuate».

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha ribadito che da parte dell’opposizione c’è la sensazione che si stia verificando un aumento delle spese sanitarie e, quindi, c’è il timore che si verifichi un aumento della pressione fiscale per sanare i “buchi”.

Luca Garibaldi (Pd)  ha ribadito il giudizio negativo del suo gruppo, anticipando il voto contrario: «Si continua – ha spiegato – a non esprimere una linea chiara e una posizione decisa sui temi fondamentali rispetto le politiche di bilancio».

Approvato l’assestamento al Bilancio di previsione della regione 2016-2018.

Il Consiglio regionale ha approvato con 16 voti favorevoli (maggioranza di centro destra), 15 contrari (Pd, Movimento5Stelle e Rete a sinistra) il Disegno di legge 111 Assestamento al Bilancio di previsione della regione 2016-2918 Con il provvedimento di assestamento al bilancio di previsione 2016- 2018, a seguito dell’approvazione del Rendiconto generale dell’amministrazione per l’esercizio 2015 e del riaccertamento ordinario dei residui, la Giunta procede innanzitutto ad aggiornare i residui attivi e passivi presunti alle effettive risultanze contabili al 31 dicembre 2015 ed alle conseguenti variazioni di cassa. Vengono, inoltre, apportate alcune variazioni al bilancio che, grazie alla rimodulazione della spesa sulla base di risorse risparmiate, a nuove risorse vincolate e all’applicazione dell’avanzo di amministrazione, consentono di realizzare importanti interventi sul territorio. La manovra complessiva vale oltre 156 milioni di cui 87 milioni relativi a nuove risorse vincolate, 27 milioni relativi a reiscrizioni e 42 milioni coperti da nuovo mutuo, avanzo libero e altre entrate. In particolare vengono stanziati 9,8 milioni di euro a completamento del cofinanziamento regionale dei programmi comunitari garantendo il finanziamento della programmazione 2014-2020, sia per il Fondo Sociale Europeo, sia per il FESR, sia per il Fondo per gli affari marittimi e la Pesca; vengono realizzati investimenti nel settore del commercio per 2,5 milioni di euro; viene garantito l’accordo annuale con Trenitalia e AMT per il biglietto urbano integrato completando il finanziamento con 840 migliaia di euro, finalizzato all’incentivazione dell’utilizzo del trasporto pubblico dell’area metropolitana genovese; si assicura l’integrale copertura del Fondo per le gravi disabilità iscrivendo ulteriori 4 milioni di euro; viene finanziato il festival di Sanremo e interventi di internazionalizzazione delle imprese per complessivi 500 migliaia di euro; si interviene con ulteriori finanziamenti su borse di studio, scuole dell’infanzia, difesa del suolo. Al fine di ridurre la spesa corrente e per incentivare il recupero economico attraverso investimenti pubblici, viene autorizzato un mutuo per 32,6 milioni di mutuo con cui vengono finanziati, tra gli altri, il progetto di implementazione del sistema regionale di bigliettazione elettronica, investimenti nell’edilizia sanitaria, interventi ambientali in materia di bonifiche, qualità dell’aria e difesa del suolo, interventi di manutenzione straordinaria di impianti sportivi e contributi per investimenti ai piccoli comuni (PICO). Il testo, infine, provvede ad adeguare gli stanziamenti di entrata e di spesa sulla base dell’utilizzo del risultato di amministrazione, conseguente alla chiusura dei conti 2015 e si rettificano le poste relative ai fondi di natura obbligatoria previsti nel bilancio regionale.

Approvato un emendamento della giunta che indirizza 50 mila euro alla riapertura del museo minerario di Gambatesa.

Michelucci Juri (Pd) ha dichiarato: «Con l’assestamento siano di fronte a l’ennesimo atto di una strategia politica che non condividiamo e che contiene misure inadeguate». Michelucci ha criticato la politica della giunta che nel primo anno non avrebbe assunto iniziative di riforma, aumentando i costi e l’indebitamento. Forti critiche sono state espresse, in particolare, alle scelte in materia sanitaria, alla quantità di fondi, ritenuti insufficienti, per la difesa del suolo, il dissesto idrogeologico, lo sviluppo sostenibile e la gestione dei fondi comunitari. Il consigliere, nel merito, ha espresso critiche anche agli undici milioni di euro destinati nell’assestamento all’eventuale acquisto della sede della Regione in Piazza de Ferrari, che «dimostra lo scollamento fra questa amministrazione e quelle che sono le esigenze dei cittadini». Michelucci ha auspicato, fra l’altro, maggiore sostegno alle attività sportive, alla cultura, e non solo ai grandi eventi, e all’inclusione sociale.

Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha definito l’assestamento «un elenco di capitoli ermetico che non consente un’adeguata analisi degli impegni di spesa e delle entrate che dovrebbe essere chiara a tutti, poiché si tratta di denaro pubblico».. Il consigliere ha ricordato che il ricorso a variazioni di bilancio consente l’adeguamento a necessità economico finanziarie venutasi a creare e per garantire una maggiore rapidità e frequenza nell’adozione dei relativi provvedimenti. «Questa variazione trova la sua necessità – ha aggiunto – nella modifica alla legge di stabilità regionale 2016 contestualmente in discussione, con cui viene introdotta tra le altre disposizioni la possibilità per la Giunta di emanare provvedimenti volti a coprire eventuali disavanzi sanitari, usufruendo delle entrate che derivano dall’addizionale regionale Irpef. Vengono poi apportati nuovi aggiustamenti alla contrazione dei mutui da parte dell’ente per la copertura del disavanzo finanziario per gli anni 2008-2016, e viene autorizzata la contrazione di mutui e altre forme di finanziamento, per coprire il disavanzo finanziario per l’anno 2016 , per un importo pari a 62 milioni di euro, cioè , più del doppio rispetto alla precedente manovra».

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) dopo avere ricordato la necessità di ridurre le spese della politica e le iniziative assunte da lui stesso in merito, ha aggiunto: «Alcune spese della politica sono necessarie perché garantiscono l’esercizio della democrazia, tuttavia ho qualche perplessità quando questi soldi vengono destinati alle sedi dei nostri uffici». Dopo avere rilevato che anche la precedente amministrazione di centro sinistra non era intervenuta su questo argomento, ha concluso: «Non bisogna, però, continuare con gli errori precedenti e questa giunta doveva fare un passo indietro sostanziale». Il consigliere ha criticato la riduzione dei fondi destinati ai parchi liguri e al ripopolamento dell’entroterra. Pastorino, infine, ha invitato ad una riflessione in aula per avere informazioni certe sui costi effettivi della sanità e su un’eventuale crescita della spesa, valutando se a questo eventuale incremento corrisponde il raggiungimento di obbiettivi concreti per la tutela della salute dei cittadini

Sergio Rossetti (Pd) ha detto che le scelte di questa giunta «vanno nella direzione di patrimonializzare l’ente piuttosto che in quella di fare investimenti». Il consigliere ha ribadito che lasciare la sede di  piazza De Ferrari – anziché acquistarla –  per andare nelle “torri” di via Fieschi consentirebbe un notevole risparmio. Rossetti ha quindi proposto all’Ente di costituire un fondo di garanzia per le associazioni dilettantistiche che si occupano della gestione di impianti sportivi, in modo che possano contrarre mutui e provvedere al miglioramento degli impianti stessi. Rossetti ha lamentato il fatto che in molti Comuni le donne vittime della tratta sono a carico delle onlus, in quanto sono venuti meno i fondi a causa di ritardi che il consigliere ha attributo alla Regione .

Matteo Rosso (FdI- An) ha respinto le critiche mosse alla maggioranza da Rossetti, puntualizzando che non sono accettabili rilievi da  chi ha avuto la responsabilità del bilancio nella passata legislatura. Il consigliere ha, infatti, sottolineato che per dieci anni la giunta Burlando è rimasta nella sede di De Ferrari e ha ricordato le vicissitudini relative ad un altro immobile che era di proprietà della Regione, la sede degli uffici regionali a Bruxelles, che – ha sottolineato Rosso – è stato venduto probabilmente anche in virtù delle molte interrogazioni da lui presentate alla passata giunta e con le quali sollecitava la vendita.

Luca Garibaldi (Pd) ha criticato l’investimento di 11 milioni per l’eventuale acquisto della sede della Regione che – ha detto – sarebbe stato più opportuno destinare alle esigenze dei cittadini e ha criticato il ritardo nell’impiego da parte della giunta di alcuni fondi europei. Secondo Garibaldi occorreva «concentrare le risorse nell’incremento dei servizi destinati ai cittadini dando sostegno ai Comuni» secondo uno schema di cooperazione. Il consigliere ha definito «politicamente sbagliata» la scelta relativa alla riduzione dei fondi destinati ai parchi che, – ha detto – rappresentano una risorsa anche da un punto di vista turistico.

Raffaella Paita (Pd) dopo avere letto in aula i dati relativi alla crescita dell’occupazione in Italia nel 2016 e il contemporaneo calo di posti di lavoro in Liguria, ha aggiunto: «Questa manovra è una manovra da liquidazione dell’Ente, perché non interviene in nessuno dei punti strutturali che dovrebbero essere finanziati per produrre fenomeni espansionistici, non interviene nella straordinaria occasione di dare un contributo al paese». Secondo Paita l’assestamento, invece, «poteva essere l’occasione per mettere in moto anche una parte piccolissima di economia ligure» ma, in realtà, è stata «una manovra che vuole cavalcare il consenso senza alcuna idea di regione».

Il presidente della giunta regionale, Giovanni Toti  ha ribadito che occorre tener conto del quadro che si verrà a delineare con il taglio che sarà effettuato dal governo, a carico delle Regioni,  pari a 2, 7 miliardi di euro. Rispondendo ai rilievi mossi dai consiglieri ha puntualizzato che al momento la nascita di Alisa, istituita in questo mese, non può avere inciso sulla spesa in campo sanitario, come del resto la Riforma sanitaria, che deve ancora essere approvata. Per quanto riguarda il settore sportivo il presidente ha ribadito che, se i tagli saranno confermati, «non ci sarà alcun che» rispetto a quanto già previsto. Il presidente ha puntualizzato che la Regione deve far fronte a numerose competenze che erano delle Province e che il Governo non sta finanziando. Toti ha ribadito che «non c’è alcuna ostilità nei confronti dei parchi», ma saranno finanziati  i progetti ritenuti efficaci. Per quanto riguarda i rifiuti il presidente ha ribadito che la giunta è partita dall’anno zero,  e che è stato cambiato l’intero piano. e ha  lamentato pesanti responsabilità da parte del Comune di Genova che  – ha puntualizzato –  non ha dato soluzione alla questione Scarpino e non ha fatto neppur uno degli investimenti che doveva fare.   A proposito del palazzo di De Ferrari, Toti ha ricordato che la giunta Burlando «ha impiegato dieci anni per accorgersi di aver soggiornato in una reggia e , appena uscita da lì, l’ha trasformata in un mostro da abbattere».

Claudio Muzio (FI) ha annunciato voto favorevole.

Proroga alla moratoria delle sanzioni per gli ambulanti

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità il Disegno di legge 112 “Disposizioni transitorie in materia di commercio sulle aree pubbliche e modifiche alla Legge regionale 2 gennaio 2007 n. 1 Testo unico in materia di commercio.

Il provvedimento dispone la proroga fino al 31 dicembre prossimo della sospensione delle sanzioni da parte dei Comuni per i venditori ambulanti che non hanno ancora presentato la Carta di Esercizio. La sospensione delle sanzioni sarebbe, altrimenti, scaduta il 12 ottobre scorso. La Carta di esercizio è stata introdotta con la legge regionale 23 del 22 dicembre 2015 e, insieme all’Attestazione annuale, ha sostituito il Durc, cioè il documento che doveva essere presentato annualmente dai venditori ambulanti per attestare il regolare pagamento delle imposte e dei contributi. La Carta di esercizio deve essere compilata dall’operatore e contiene i dati dell’impresa e dei titoli abilitativi e sono previste una serie di sanzioni, graduate sulla base del tipo di violazione. Il provvedimento approvato oggi prevede, inoltre, un termine unitario per la pubblicazione dei bandi relativi al rilascio delle concessioni dei posteggi su aree pubbliche, che è stato fissato al 31 dicembre 2016 per tutti i Comuni liguri.

Approvato un emendamento integrativo della giunta.

Giovanni Lunardon (Pd) ha illustrato la relazione di minoranza, Franco Senarega (Lega Nord Liguria- Salvini) ha presentato la reazione di maggioranza.

Nel dibattito sono intervenuti Angelo Vaccarezza (FI), Gianni Pastorino (Rete a Sinistra), Raffaella Paita (Pd).

L’assessore allo sviluppo economico e commercio Edoardo Rixi ha illustrato nel dettaglio il provvedimento.

Ok a referendum per cambiare il nome del Comune di Ortonovo in Luni

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la richiesta di indire un referendum consultivo sul mutamento della denominazione del Comune da Ortonovo a Luni.

La richiesta era stata avanzata dal Sindaco pro-tempore del Comune di Ortonovo, in seguito alla deliberazione consiliare del 18 febbraio 2015, il 21 febbraio 2015 e poi reiterata il 27 febbraio 2016. L’ istanza è accompagnata da una relazione sulle ragioni politiche, sociali, culturali, artistiche, toponomastiche, economiche e turistiche che hanno motivato la delibera consiliare. Dalla relazione alla istanza risultano – secondo gli uffici regionali – sussistere le condizioni previste dalla legge regionale 12 del 1994 e anche la I Commissione Affari Generali ha espresso parere favorevole. in data 2 maggio 2016. Sarà il Presidente della Giunta regionale, sentita la Giunta regionale, a indire il referendum consultivo per il mutamento della denominazione del Comune da Ortonovo a Luni.

Nel dibattito sono intervenuti Juri Michelucci (Pd), Francesco Battistini (Mov5Stelle)

La Regione partecipi alla Marcia per l’amnistia

Il Consiglio regionale ha respinto con 18 voti astenuti (Mov5Stelle, Liguria popolare, Forza Italia, gruppo Giovanni Toti Liguria, Matteo Rosso di FdI-An e Garibaldi, Paita, Rossetti, Lunardon, Michelucci del Pd), 9 contrari (Lega Nord Liguria Salvini e Gianni Berrino di FdI-An) e un voto favorevole (Giovanni Pastorino Rete a Sinistra) la mozione presentata da Gianni Pastorino che impegna la giunta a partecipare con una delegazione, alla “Marcia per l’Amnistia, la Giustizia, la Libertà” intitolata a Papa Francesco e Marco Pannella, che si terrà in Roma il giorno 6 novembre 2016 e a far figurare all’iniziativa il Gonfalone di Regione Liguria. Il consigliere ha rilevato: «Esiste un movimento diffuso e trasversale che considera l’amnistia e l’indulto quali passaggi obbligati per l’immediato rientro dello Stato nella legalità costituzionale italiana ed europea. Da almeno trent’anni – ha aggiunto – l’Italia è reiteratamente condannata per la violazione dell’art.6 della CEDU, riguardante la “ragionevole durata del processo”, diritto tutelato anche dalla nostra Costituzione». E ha ricordato che il 1 settembre 2015 Papa Francesco ha dichiarato: “il Giubileo ha sempre costituito l’opportunità di una grande amnistia, destinata a coinvolgere tante persone che, pur meritevoli di pena, hanno tuttavia preso coscienza dell’ingiustizia compiuta e desiderano sinceramente inserirsi di nuovo nella società portando il loro contributo onesto” .

Viabilità fra Arcola Vezzano e Levanto.

Il Consiglio regionale ha respinto con 16 voti contrari (maggioranza di centro destra), 15 favorevoli (Pd, Movimento5Stelle e Rete a sinistra) un ordine del giorno, presentato da Raffaella Paita e Juri Michelucci del Pd che impegnava la giunta a “intervenire attraverso le risorse attivate con il ricorso al debito nell’Assestamento di bilancio di previsione 2016-18 al fine di ristabilire la nomale viabilità nei Comuni di Arcola, Vezzano e Levanto”

Viabilità in frazione Valletti a Varese Ligure

Il Consiglio regionale ha respinto con 16 voti contrari (maggioranza di centro destra), 15 voti favorevoli (Pd, Movimento5Stelle e Rete a sinistra) un ordine del giorno, presentato da Raffaella Paita, Juri Michelucci e Luca Garibaldi del Pd che impegnava la giunta a “ripristinare la viabilità per la frazione di Valletti, nel Comune di Varese Ligure, utilizzando le risorse rese disponibili con il ricorso al debito nell’assestamento del bilancio di previsione 2016-2018”.

Misure per gli Enti Parco

Con 15 voti favorevoli favorevoli (Pd, Movimento5Stelle e Rete a Sinistra) e 16 contrari (centrodestra) è stato respinto un ordine del giorno  che ha come primo firmatario Luca Garibaldi (Pd) con il quale si impegna la giunta  a ripristinare le risorse necessarie con il ricorso al debito nell’Assestamento di bilancio  di previsione 2016-2018 al fine di consentire  la sopravvivenza degli Enti Parco.

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