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Incontro Veterinari ASL 5 – Apicoltori

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La Struttura Complessa Sanità Animale dell’ASL 5 Spezzino organizza un incontro informativo rivolto agli apicoltori che operano sul territorio di competenza al fine di illustrare le novità introdotte dall’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 11 agosto 2014 “Approvazione del Manuale Operativo per la gestione dell’Anagrafe Apistica Nazionale”.

Il Dott. Angelo Bogazzi, Medico Veterinario referente per l’apicoltura della Struttura Complessa Sanità Animale, spiegherà in dettaglio gli obblighi a cui si devono attenere gli apicoltori in merito a registrazione dell’attività, movimentazioni e compravendita, censimenti, ecc.

L’incontro sarà occasione per fare il punto sulla situazione sanitaria delle api e sulle malattie ad esse connesse, anche in relazione al preoccupante fenomeno di morie e spopolamento degli alveari universalmente diffuso.

All’incontro parteciperà anche il Dott. Ernesto Bazzali della Struttura Complessa Igiene Alimenti di Origine Animale dell’ASL 5 che aggiornerà la platea su novità di interesse per produttori di miele ed in generale di prodotti dell’alveare.

L’incontro si terrà il giorno 27 ottobre 2016 presso il mercato ortofrutticolo di Pallodola, Sarzana di fronte alla Agroalimentare sarzanese s.r.l. alle ore 21.00.

Per completezza di informazione si illustra quanto segue:

Gli organi comunitari (CE) sono seriamente preoccupati per la situazione di grave decremento della popolazione apistica ed hanno invitato gli organismi sanitari ed agricoli europei a monitorare tale situazione ed a trovare le soluzioni per una inversione di tendenza. La preoccupazione è massima poiché si individua nell’apicoltura, oltre all’elemento di produzione economica (miele, cera, propoli, pappa reale, etc.) una enorme valenza ambientale. L’ape infatti sovraintende, a livello mondiale, al fenomeno naturale dell’impollinazione in numerosissime colture e piante selvatiche favorendone la riproduzione e con essa la biodiversità e l’equilibrio con l’ecosistema ambientale. E’ un connubio unico tra mondo animale e vegetale, tra produzione e natura: le api mentre lavorano favoriscono lo sviluppo dell’ecosistema naturale, fornendoci il miele ma anche i prodotti vegetali che derivano dell’impollinazione.

Secondo la FAO delle 100 specie di colture che forniscono il 90% dei prodotti alimentari in tutto il mondo, 71 sono impollinate dalle api. L’ EFSA, autorità europea della sicurezza alimentare, invita anche l’Italia a monitorare tale situazione con l’obiettivo di mantenere riserve di api. Le cause di tale diminuzione di popolazione apistica, rilevata anche nella nostra Provincia, sono legate ad una pluralità di fattori:

  1. l’uso dei pesticidi nell’agricoltura industriale come i neonicotinoidi usati nella difesa delle coltivazioni del mais
  2. l’ingresso, attraverso le vie del commercio globale, di patologie ad alto grado di distruzione come l’acaro della varroa e il piccolo scarabeo dell’alveare (aethina tumida)
  3. la produzione di vegetali geneticamente modificati
  4. la riduzione delle fonti alimentari dovute alla riduzione del paesaggio agrario ed all’estendersi della urbanizzazione
  5. alla perdita delle caratteristiche genetiche originarie delle popolazioni apistiche.

Per i motivi elencati si capisce che le api, in quanto molto sensibili alle trasformazioni in senso intensivo nel commercio, nell’agricoltura, nell’organizzazione sono un rilevatore naturale molto preciso dello stato di salute dell’ambiente (che in questo periodo pare essere critico).

Il Governo italiano attraverso il Ministero della Salute ha individuato nei Servizi veterinari delle ASL il punto di riferimento per un censimento reale delle attività produttive in apicoltura con l’istituzione dell’anagrafe apistica e per un controllo territoriale delle principali patologie che coinvolgono le api compresa la mortalità da sostanze chimiche usate in agricoltura.

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