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Comitato Sarzana, che Botta: «Piano Botta Sottopasso e alloggi sociali: facciamo un po’ di conti?»

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SARZANA – «Nel 2009 questo Comitato chiese di rivedere il Piano Regolatore del 1994 per scongiurare l’inutile colata di cemento del Piano Botta, faraonica e senza mercato. Fummo additati come nemici del progresso e del lavoro. Oggi la Variante di via Muccini e piazza Terzi e il piano industriale delle cooperative, avviati a crisi immobiliare già esplosa, si rivelano fallimentari, senza aver prodotto le centinaia di posti di lavoro sbandierati. Nessuno si assume la responsabilità politica di questo fallimento. E nessuno ne chiede conto.

Il sindaco Cavarra e l’assessore Baudone continuano a puntare l’indice “sulla vicenda di natura finanziaria che ha coinvolto Banca Carige”. Per noi è una panzana. Le coop potevano rivolgersi ad altro istituto di credito. Non serve Draghi per capirlo.
Cavarra e Baudone proclamano di fare chiarezza, ma nascondono altre informazioni. Da mesi questo Comitato chiede di rendere pubblici sul sito del Comune il vecchio progetto di sottopasso, finanziato dalla Regione, e il nuovo progetto, ridimensionato, con il dettaglio dei costi di ognuno e il programma di realizzazione. Dicono che i costi rimangono sostanzialmente invariati. Ma la loro parola non basta. E ci auguriamo che non basti al presidente del Consiglio comunale Paolo Mione e agli altri consiglieri chiamati a tutelare l’interesse pubblico. E’ inaccettabile leggere che per mesi sindaco e assessori si sono incontrati con la parte privata per vedere di “far rispettare – per quanto possibile – i termini del bando”. E’ un bando di erogazione di tre milioni e mezzo di euro di denaro pubblico e va rispettato in toto. Non “per quanto possibile”.

Vale per il sottopasso, per la pista ciclabile e per gli alloggi a canone concordato. Cavarra e Baudone dicono che i milioni del finanziamento regionale sono “arrivati”. Non dicono a chi. Per i 33 alloggi erano un milione e centomila euro. Ora scrivono che ne saranno costruiti 12. Se 800 mila euro sono già “arrivati” alle cooperative, la costruzione la paghiamo noi contribuenti, tenendo conto che dopo 25 anni di canone concordato, gli alloggi resteranno di proprietà di chi li ha costruiti, non del Comune

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