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Come funzionerà l’Ape, anticipo pensionistico per lavoratori dipendenti e autonomi?

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Patronato Inapa, Confartigianato. 

LA SPEZIA – Salvo variazioni dell’ultima ora, l’APE – acronimo che sta per Anticipo pensionistico – coinvolgerà i lavoratori del pubblico impiego, i dipendenti ed i lavoratori autonomi e para subordinati in possesso di 63 anni di età a partire dal 1 maggio 2017 a non più di tre anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia.

Avranno l’Anticipo senza pagare undici categorie di lavori particolarmente usuranti:

Edili e maestre d’asilo, infermieri e ostetriche, ferrovieri e camionisti, facchini e operatori ecologici, addetti alle pulizie e alle persone non autosufficienti. Per poter beneficiare di questa possibilità bisogna aver svolto la professione per almeno 6 anni e avere versato contributi per almeno 36 anni.

Tutti gli altri dovranno sorbirsi i costi per gli interessi e l’assicurazione.

L’Ape potrà essere richiesta in tre situazioni: per scelta del lavoratore che, pur non essendo in difficoltà, vuole lasciare l’impiego (Ape volontaria); per i lavoratori in condizioni di maggior bisogno, quali disoccupazione, problemi di salute, necessità di assistere famigliari (Ape sociale); in caso di crisi di azienda o comunque per facilitare il turnover dei dipendenti (Ape aziendale). L’Ape è un prestito erogato in rate mensili da una banca in favore del pensionando, a copertura del periodo tra l’anticipo pensionistico e la maturazione vera e propria, al raggiungimento dei requisiti standard per la vecchiaia. Giunti al traguardo della vecchiaia si interromperà l’erogazione del prestito e inizierà la fase del rimborso dello stesso, in rate mensili, per i seguenti venti anni. Il piano ha dei costi, il prestito infatti sulla base delle indiscrezioni avrà un tasso annuo nominale del 3%. C’è anche il premio assicurativo stipulato a copertura del rischio di premorienza del lavoratore-pensionato.

C’è poi un costo previdenziale perché la rinuncia a versare l’ultimo periodo di contributi determina una riduzione permanente dell’importo della pensione rispetto a quello a cui si avrebbe diritto se si continuasse a versare i contributi fino al raggiungimento dei requisiti di vecchiaia. Nel caso dell’Ape social, interessi e assicurazione sarebbero interamente a carico dello Stato (almeno fino a un determinato importo dell’anticipo). Il pensionando subirebbe solo la penalizzazione del mancato versamento dei contributi. Se invece l’Ape è una scelta volontaria, gli oneri saranno a carico del lavoratore; infine nel caso di Ape aziendale l’impresa potrà contribuire alla copertura dei costi tramite il versamento di contributi. L’Inps dovrebbe svolgere un ruolo centrale studiando nei singoli casi il diritto all’anticipo, l’importo minimo richiesto e l’erogazione del prestito e l’assicurazione.

Per ulteriori informazioni è possibile recarsi presso gli uffici del Patronato Inapa della Confartigianato alla Spezia, Levanto o Sarzana, oppure telefonare ai numeri 0187.286624-286668 chiedendo di Danila o Claudia.

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