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Sequestrati all’Isola Palmaria otto tra fabbricati e ruderi foto

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Denunciati i proprietari per reati edilizi, ambientali e lottizzazione abusiva. 

PORTO VENERE – In esito a complesse indagini svolte da personale del Comando Stazione CFS della Spezia, coadiuvato da un consulente tecnico incaricato dalla locale Procura della Repubblica, le quali facevano seguito al sequestro operato nell’aprile scorso di un fabbricato nella medesima località, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale della Spezia ha emesso decreto di sequestro preventivo di otto tra fabbricati e ruderi, dieci mappali di terreni e altre opere accessorie realizzate su altri due mappali (per un totale di ca. 6 ettari di superficie), tutti insistenti in località Colle Bruciato dell’isola Palmaria, nel Comune di Porto Venere, appartenenti ai medesimi proprietari del fabbricato già oggetto del primo sequestro.

Come detto, nell’aprile scorso venne sequestrato un primo manufatto già originariamente accatastato come fabbricato rurale ma poi divenuto, con procedura che sarebbe stata valutata in sede di indagine, ad uso residenziale e relativamente al quale erano in corso lavori di ristrutturazione privi di titolo abilitante idoneo.

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Tali indagini hanno permesso di accertare che tale illecita procedura era stata seguita, dai medesimi proprietari, non solo con riferimento al fabbricato in questione, ma anche con riferimento ad un complesso di beni tutti insistenti nella medesima zona. In sostanza, i due proprietari (in realtà i due, familiari, sono uno proprietario e l’altro usufruttuario), hanno, nel tempo, proceduto all’acquisto di numerosi appezzamenti di terreno, poi hanno accatastato ruderi e manufatti presenti su tali appezzamenti con falsa rappresentazione degli stessi ed infine li hanno sottoposti ad opere di ristrutturazione e ampliamento sul presupposto di tale falsa rappresentazione, in alcuni operando senza titolo, in altri godendo di un titolo che non sarebbe stato rilasciato con una rappresentazione fedele, in altri ancora procedendo ad ampliamenti e cambiamenti di destinazione d’uso comunque non consentiti.

L’area in questione, inoltre, era stata recintata (intercludendo anche un tratto dell’impianto antincendio dell’isola), dotata di cancello di ingresso con manufatti e piante che impedivano la vista all’interno, e di una viabilità in terra battuta lunga 135 metri e con larghezza variabile dai 2 ai 2,5 metri, previa illecita demolizione di preesistenti muretti a secco e distruzione di parte del bosco circostante.

Tutto quanto sopra ha determinato la contestazione di dieci capi di imputazione (per reati ambientali, urbanistici ed edilizi), tra i quali, visti il complesso degli interventi effettuati ed il fatto che gli stessi hanno determinato l’illecita radicale trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio, il reato di lottizzazione abusiva.

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Come noto, l’area in questione, compresa nel tratto tra il Centro di Educazione Ambientale, posto sulla sommità dell’isola, e la località Carlo Alberto, è di elevatissimo pregio ambientale ed è soggetta a numerosi vincoli.

Fra questi vanno ricordati :

  • Vincolo idrogeologico ai sensi della R.D. n°3267 del 1923 L.R. n. 4/99 e ss.mm.ii. – zona carsica;
  • Vincolo sismico ai sensi dell’art.93 e 65 del DPR 380/2001;
  • Vincolo paesistico ambientale ai sensi del D.Lgvo 42/2004:
  • ambito costiero vincolato ex art.142 del D.Lgvo n°42/2004 (vincolo “generico”);
  • vincolo paesistico “specifico” quale zona costiera di notevole interesse pubblico ai sensi dell’art.136 c°1 lett.d) del D.Lgvo. n°42/2004 Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio;
  • Parco Naturale Regionale di Porto Venere istituito con L.R. n°30/2001 il cui piano è stato approvato nel 2007;
  • Sito di Interesse Comunitario (S.I.C.) IT 1345104 Isola Palmaria appartenente alla rete Natura 2000, tutelata dal DPR 357/1997;
  • Territorio del Comune di Porto Venere inserita dal 1997 nella lista dei siti del Patrimonio Mondiale posti sotto la tutela dell’UNESCO.

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