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Giovani quale futuro? I Giornalisti come cambiano?

LA SPEZIA – «Giovani. Che obiettivi avete? Che futuro?». In  tutto questo i “Giornalisti” che cosa fanno? Fanno un’informazione giusta?  Oppure anche “Loro” non sanno cosa  pensa la gente veramente?  Questo è quanto emerso al convegno di due giorni (1 e 2 dicembre) in programma a La Spezia intitolato “Cittadinanza inFormazione” promosso dall’Osservatorio Permanente Giovani – Editori guidato da Andrea Ceccherini e da Fondazione Carispezia presieduta da Matteo Melley. Un evento al quale sono stati invitati a partecipare autorevoli esponenti del mondo dei media e della società civile, sia nazionali che internazionali. Oltre 1000 gli studenti  provenienti da diverse parti d’Italia. Il parterre dei relatori ha previsto due ospiti americani Karen Elliott House, l’ex capo delle news di Twitter e già Presidente della NPR (National Public Radio americana) Vivian Schiller, una delle consulenti più ascoltate nel mondo digitale e nella Silicon Valley.

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Il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, ha affermato: «Ti alzi la mattina,  leggi il giornale, su carta oppure on-line e questo ti deve aprire la mente. Il giornale non deve essere di partito, oppure punto di riferimento di pubblicità. Cari ragazzi vi dico che non mi piacciono i giornalisti  che non fanno più i giornalisti. Perchè il “Giornalismo” è una professione  come tutte le altre. Nessuno – ribadisce Fontana – pensa  di andare a fare il medico, l’architetto o l’ingegnere dalla sera alla mattina, invece oggi tutti pensano di fare il “giornalista” e non è così. Inoltre quando un  giornale scrive una notizia che risulta errata oppure una bufala, il giornale si deve scusare con i propri lettori per avere dato un’informazione sbagliata. Invece ancora oggi molti giornali non lo fanno. Per quanto riguarda il sistema d’informazione – ribadisce Fontana-  i giornali non devono influenzare il pubblico ma devono informare».

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La parola è poi passata  a Ferrucio de Bortoli giornalista e presidente  Longanesi e  Vidas e a Giuseppe Guzzetti presidente  Acri.  Guzzetti: «Le Fondazioni per voi ragazzi   sono soggetti  sconosciuti, sono Enti che sono sorti 25 anni fa  da parte di Banche che non avevano azionisti. Ma vi voglio dire che di strada ne è stata fatta in questi anni. Noi delle Fondazioni facciamo attività “No Profit”.In poche parole aiutiamo chi  ha  bisogno. Nel 2015  il Governo che cosa ha fatto nei nostri confronti?: “Ci ha quadruplicato le tasse.  A questo punto Noi per fronteggiare questo abbiamo risposto con un Piano triennale per andare incontro a chi ha bisogno.  Facciamo alcuni esempi: in Italia 1 milione di bambini vivono in povertà (vuol dire che fanno la fame ) e questo  non è umanamente  accettabile. Inoltre il 36 per cento  dei giovani  interrompono  gli studi perchè le famiglie  non hanno i soldi per  mandarli a scuola».

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Anche  Ferruccio De Bortoli  ha tenuto a sottolineare che  attualmente «è cresciuta  una nuova  forma di giornalismo  che si occupa  degli “ultimi”, di chi non ce la fa.  La “classe media” si è impoverita in questi anni. Dal 2008  la povertà è raddoppiata.  I dati fanno paura: 2,3 milioni di giovani tra i 15 e i 29 anni nè studiano, nè lavorano».

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Il direttore de Il Sole 24 Ore Roberto Napoletano,  ha  ribadito ai giovani  presenti in sala:  «Dopo aver girato I’Italia e nei vari Istituti scolastici vi dico di non perdere  la speranza  e di guardavi dentro: capire che cosa volete fare “da grandi”, a portare avanti  i vostri obiettivi».

Sul palco anche il Segretario Generale della Cei Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale  della Conferanza Episcopale  Italiana.

La due giorni sono  moderate e condotta dalla giornalista SKY Maria Latella.

Il convegno rappresenta la tappa intermedia di un percorso quinquennale che l’Osservatorio Permanente Giovani – Editori e la Fondazione Carispezia hanno deciso di intraprendere a partire dal 2014/2015 nel territorio della Spezia e provincia e della Lunigiana. Si tratta di una nuova iniziativa sperimentale inserita nel contesto del progetto “Il Quotidiano in Classe” e denominata “Civico 2.0”. Un progetto che ha l’obiettivo di formare cittadini sempre più attivi, responsabili, informati del proprio presente e padroni dei mezzi che hanno a disposizione, anche grazie alla promozione nelle classi coinvolte, dall’educazione all’utilizzo delle copie cartacee e digitali dei quotidiani.

Claudia Verzani