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Le donne del ‘200 e il romanzo Valpurga di Mary Shelley

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Guglielma e Maifreda un’eresia femminile del Medio Evo romanzo Valperga di Mary Shelley e nella realtà storica. Sabato 3 Dicembre alle 16 nella Sala Consigliare del Comune di Lerici a cura dell’associazione Amiche e Amici di Mary Shelley, del Comune di Lerici e della Società Italiana delle Letterate.

LERICI – Un altro percorso shelleyano, questa volta tra sante, streghe, roghi,  attraverso “Valperga”, il romanzo storico che Mary Shelley ha dedicato a Castruccio degli Antelminelli,  in cui vengono descritte battaglie e guerre, ma anche movimenti ereticali, prove del fuoco e processi dell’Inquisizione. Mary Shelley racconta dell’eresia che si era affermata a Milano alla fine del ‘200 intorno alla principessa boema Guglielma, vissuta e morta in fama di santità e alla sua vicaria, Maifreda, monaca  dell’ordine degli Umiliati che, come molti altri discepoli, considerava Guglielma incarnazione dello Spirito Santo e inizio del rinnovamento della Chiesa. Eresia conclusasi nel 1300 con molte condanne e i roghi  di Maifreda e altri discepoli e persino del cadavere dissotterrato di Guglielma. Ne parleranno Luisa Muraro, la filosofa autrice del volume GUGLIELMA E MAIFREDA,  storia di un’eresia femminista del Medio Evo, scritto nel 2003, cioè quasi due secoli dopo “Valperga”, in cui viene ricostruita e analizzata la vicenda dei guglielmiti partendo dagli atti dei processi;

Carla Sanguineti che ne  illustrerà gli sviluppi romantici nella narrazione fantastica di Mary Shelley la quale immagina una figlia partogenetica di Guglielma, a sua volta  sempre in fuga dalle persecuzioni dell’Inquisizione; la regista Marina Spreafico che a Milano nel 2007 ha messo in scena quella storia di santità e eresia nel Teatro dell’Arsenale – nel 1200 sede degli Umiliati – dove Maifreda fu tenuta prigioniera durante il processo. La storia di Guglielma e Maifreda affascinò  anche Dino Campana che dedicò due suoi canti a Maifreda ( Quaderno, 1913) e  il banchiere Raffaele  Mattioli che nel 1973   volle essere sepolto nell’abbazia di Chiaravalle di fronte a quella che era stata la tomba di Guglielma e chiese a Giacomo Manzù di scolpire il bellissimo Angelo della Resurrezione che ancora accoglie i visitatori della Chiesa.

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