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Roots Magic jazz’n blues band @ osteria Bacchus + jam session

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LA SPEZIA – La programmazione eventi live dell’osteria Bacchus di dicembre aprirà  venerdì 2 alle ore 22,00 con una formazione jazz’n blues eccellente “ROOTS MAGIC” ovvero:

– ALBERTO POPOLLA clarinetti 
– ERRICO DE FABRITIIS sassofoni
– GIANFRANCO TEDESCHI contrabbasso 
– FABRIZIO SPERA batteria
 
A seguito del concerto jam session.
 
La musica di Roots Magic attinge agli estremi della tradizione musicale afro-americana. Dal Blues ancestrale di Blind Willie Johnson e Charlie Patton al Free di John Carter. Dall’afro-futurismo di Sun Ra fino al Jazz creativo di Julius Hemphill e Henry Threadgill. Il progetto Roots Magic nasce a Roma nel corso del 2013. A Luglio 2015 esce il primo CDHoodoo Blues & Roots Magi pubblicato dall’etichetta portoghese Clean Feed.
Roots Magic è stato votato tra i dieci migliori gruppi italiani nel referendum Top Jazz 2015 del mensileMusicaJazz.
L’album Hoodoo Blues & Roots Magic è stato votato:

Tra i dieci migliori dischi italiani Top Jazz 2015 (MusicaJazz)

Top 5 2015 Pino Saulo – Rai Radio 3

Top 5 2015 Claudio Fusacchia – Radio Popolare Roma

I migliori dischi 2015 Controradio – Firenze

Best Debut Album The Big City Best Jazz Albums 2015

Honorable Mention, Best New Releases 2015 New York Jazz Record  

Best Records 2015 (Charles Taylor – Reckles Records – Chicago)

Os melhores discos de Jazz de 2015 (Observador)

Dalla Stampa

Un album di grande esito, che riesce a fondere blues e free, attualizzandoli e mantenendo appieno la ritualità dei due àmbiti espressivi, in modo affatto naturale e privo di astrazione autoreferenziale, portando anzi costantemente la musica, sempre viva e pulsante verso l’ascoltatore. In un flusso compatto, dominato dalla tradizione vecchia e nuova. fortemente consigliato.
Sandro Cerini – MusicaJazz

Suoni pastosi, ritmo trascinante, astrazioni fulminanti. Quello che sa fare il popolo del Blues 
Gennaro Fucile – MusicaJazz

Hoodoo blues & Roots Magic è un disco che trova il blues nella musica di Julius Hemphill, John Carter e Sun Ra, Cogliendone la dimensione del racconto, del rito e della danza, rintracciando in un repertorio jazzistico la voce più tipica del blues, che si nutre di ambivalenze e ambiguità, in bilico tra lacerazione, saggezza e ironia.  Antonia Tessitore – Internazionale

Roots Magic, la forza antica delle radici. Il quartetto impone nella sua vivida e scabra forza espressiva un repertorio spesso rimosso integRato dall’originale e dolente Blues for Amiri B e l’espolsiva The Joint is Jumping. Non sara facile liberarsi del Blues nel XXI secolo  Luigi Onori – Il Manifesto

Clarinetto e sassofono sono intense voci narranti, capaci di avvolgere con un suono scuro e ancestrale così come di liberare furiosa energia, raccontare storie di speranza e di rivolta o cullare nell’indolenza di dolci nenie. Mentre contrabbasso e batteria assicurano una pulsazione vitale senza pause, granitica nel fornire certezze ritmiche, elastica nell’assecondare e sollecitare opportuni cambi di registro.
È musica che ricorda lo scorrere del Mississippi, fiume culla del blues, a tratti irruente e nervosa a tratti placida e maestosa, capace di improvvisi moti di ribellione come di ipnotiche e ammalianti melodie, sempre comunque terreno fertile per le continue invenzioni presenti in 
Hoodoo BluesVincenzo Roggero AllAboutJazz Italia

Un immaginaria sceneggiatura ambientata tra la ventosa Chicago e l’umida New Orleans. E’ l’esperanto aspro e pulsante deiRoots Magic, fautori non conformistici di un’avanzata ipotesi di Blues e delle sue folte ramificazioni, Il gruppo nostrano dimostra che non bisogna essere per forza di Baton Rouge, Chicago o Fort Worth per rigenerare la Musica del Diavolo più terragna e per declinarla in aggiornati sincretismi  Enzo Pavoni – Audioreview

Battono, soffiano, accarezzano e colpiscono i ROOTS MAGIC, incuranti dei confini portano nuova linfa a vecchi brani che, attraversando la storia afroamericana, e sondano in un nuovo territorio finalmente globaleRoberto Arcuri – Jazz from Italy

Magici e fiduciosi nella magia della musica (come solo chi non è “culturalmente” nato con quella musica può esserlo) i cinque colpiscono nel segno. Enrico Bettinello – Blow Up

Si ascolta tutta la musica nera americana, quella che dalle origini del blues giunge alle avanguardie degli ultimi decenni passando per il free degli anni Sessanta, in questo bellissimo disco edito dall’etichetta portoghese CleanFeed. Vi si ritrovano echi del delta del Mississippi insieme alle sonorità che furono di Ornette Coleman e di Eric Dolphy, eppure parliamo di una band tutta italiana in cui ad una ritmica cadenzata di stampo africano si contrappongono le sortite solistiche di rara espressività da parte dei fiati. Francesco Varriale – Altrisuoni

Certo più avanti, per identità, tratti distintivi e mordente, appare Hoodoo Blues (Clean Feed) del quartetto Roots Magic. Intanto il materiale tematico è di prim’ordine (Julius Hemphill, John Carter e Sun Ra fra gli altri), poi il trattamento, come si diceva in possesso di una sua unitarietà stilistica, è inventivo, vivace, qua e là con qualche lieve eccesso di misura ma con efficaci geometrie interne, di regola piuttosto fitte.  Alberto Bazurro – L’isola della musica italiana

LIVE

Le Mura (Roma)

Pensa alle linee melo­di­che pos­si­bili del blues, all’idea del blues, alla potenza cir­co­lare del blues. Cerca e trova tutto que­sto in spunti e strut­ture ela­bo­rati in pas­sato da jaz­z­men di punta, Julius Hem­phill, John Car­ter, Sun Ra. Aggiungi nuovi temi e nuovi nuclei sonori, ori­gi­nali, sem­pre sulla base del blues, usciti dai pen­ta­grammi e dalle espe­rienze di jaz­z­men di punta che vivono oggi in Ita­lia e pra­ti­cano il dis­senso musi­cale. Rein­venta i mate­riali pas­sati e quelli nuovi col cri­te­rio della free music molto strut­tu­rata e pre­pa­rata. È quanto fanno quat­tro musi­ci­sti di gran classe. Mario Gamba – Il Manifesto

Along Came Jazz (Roma)

Il concerto di più forte impatto, ad onta delle presenza di pubblico meno folta, è parso quello dei Roots Magic, gruppo di chiara vocazione internazionaleIl quartetto romano – autore di una esibizione infuocata – ha rispettato appieno le proprie caratteristiche espressive, confermando la capacità non comune di portare verso il pubblico una musica niente affatto compiaciuta di sé, gravida di umori e foriera d’una capacità comunicativa per più versi esplosiva. L’originale miscela di blues delle origini e di free ribadisce che è nella tensione permanente tra la forma e la sua dissoluzione la ragion d’essere di questa musica. MusicaJazz.it

PRESS QUOTES

A magia vem de quatro italianos que dão a este repertório uma vitalidade e calor que fazem parecer estioladas e afectadas tantas bandas que vivem com os olhos postos no passado. Do afro-funk altamente contagioso de “Unity”, ao hipnótico e misterioso “A Call For All Demons”, passando pelo solene “Dark Was the Night” (uma radical reinvenção do original de Blind Willie Johnson) e pelo sinuoso e sensual “Blues for Amiri B”, eis uma homenagem em que o respeito não sufoca a creatividade. José Carlos Fernandes Time Out Lisboa

Highlights include a remake of Johnson’s “Dark Was the Night,” featuring Tedeschi and DeFabritiis immersed in a miasma of ghost-like clatters, clangs and moans from percussionist Fabrizio Spera and clarinetist Alberto Popolla; the Hispano-funk jubilance of Cohran’s “Unity,” on which Popolla’s burr-tone declamations evoke Saturday night and Sunday morning with equal fervor; and the juxtaposition between edge-of-chaos jubilance and dark-hued introspection on Tedeschi’s “The Joint Is Jumping.” Echoes of artists like Archie Shepp, Albert Ayler, Eric Dolphy, Jimmy Garrison, Henry Grimes and others resonate throughout, but they’re effectively reimagined and recontextualized. David Whiteis – Jazztimes

a convergence between the soil of old-school blues and the space of forward-thinking jazz improvisation.  Music that displays qualities of structure and wild abandon, sometimes simultaneously, sometimes alternating with one joyous wave after the otherBird is the Worm

The basic quartet plays with commitment, energy and invention, with a consistent blues feel that’s no museum piece or ideological statement. Just good tunes. Dusted Magazine

Dark was the Night becomes a primitive riverside aubade with didjeridoo-like clarinet shrieks, tumbling toms and yearning alto sax prayer… the Joint is Jumping is boiling Free Jazz with sharp horn charts embedded in savagely ricocheting drums  The Wire

Excellente nouvelle formation en provenance d’Italie. Un jazz enraciné dans la tradition blues, mais punché et joyeux. Camuz Musique Montreal

on Blind Willie Johnson’s “Dark Was The Night” Tedeschi hands the melodic line off to DeFabritiis before bringing out the bow, and the song swells above the sea storm of Spera’s cymbals and mallets. Here the group not only captures the haunting mood of the 1927 original but uses it as a point of departure for what develops into such a personal, organic, and emotional musical experience
Eric McDowell – FreeJazz Blog

Blues do Delta do Mississipi, free dos anos 60 e afro-funk remisturados, com convicção, humor e energia, por um quarteto italiano. Não é preciso ter nascido em New Orleans para ter os blues a palpitar nas veias. Observador

Hoodoo Blues restores my zeal for life on Earth. There stands the glass – Kansas City’s Original Music Blog

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