laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

Bisogna essere critici nei confronti della tecnologia per trovare la verità

Più informazioni su

LA SPEZIA – “L’innovazione e la società giusta”. Questo il tema affrontato nella seconda giornata del  convegno “Cittadinanza InFormazione” che si è svolto  a Teatro Civico della Spezia e rappresenta la tappa intermedia di un percorso quinquennale che l’Osservatorio Permanente Giovani – Editori e la Fondazione Carispezia hanno deciso di intraprendere a partire dal 2014/2015 nel  nostro territorio.

Si tratta di una nuova iniziativa sperimentale inserita nel contesto del progetto “Il Quotidiano in Classe” e denominata “Civico 2.0”. Un progetto che ha l’obiettivo di formare cittadini sempre più attivi, responsabili, informati del proprio presente e padroni dei mezzi che hanno a disposizione, anche grazie alla promozione nelle classi coinvolte, dell’educazione all’utilizzo delle copie cartacee e digitali dei quotidiani. Per  Andrea Ceccherini, presidente dell’Osservatorio permanente giovani-editori. le fake news nella politica italiana hanno «oggi un ruolo irrilevante, ma penso – ha spiegato – che avranno sempre più un ruolo significativo. Nell’ignoranza di segmenti di popolazione le bufale si espandono e producono danni. Per questo, bisogna curare lo spirito critico che è fondamentale perché permette di vedere il mondo con i propri occhi e ragionare con la propria testa. Se la scuola non si esercita in questo, perde una occasione». Il mondo, ha detto Ceccherini, «sarà sempre più complesso e la complessità si decodifica con lo spirito critico. La scuola deve educare proprio all’analisi perché le nuove generazioni saranno sempre più esposte a questi messaggi».

.

Barberis: “La tecnologia va utilizzata in modo positivo. Bisogna essere critici. Questo è il messaggio che deve passare alle nuove generazioni”.

Cangini: “La tecnologia digitale è il futuro  del lavoro.  In un mondo dove l’intelligenza artificiale farà sparire  migliaia di posti di lavoro, bisogna guaradare  oltre.   Già oggi si può far scrivere un articolo ad un robot. Non bisogna dimenticare   che la  la tecnologia e i social  sono come la cocaina, questo è il rischio che i giovani non devono correre”.

La parola è poi passata  a Valter Veltroni, giornalista, scrittore ed ex parlamentare. “Cari ragazzi _ devo affermare _ che  dopo che  un politico finisce di fare politica da un giorno all’altro l’agenda si svuota. E’ per questo  che  io ho portato avanti  le mie passioni (cioè scrivere). Il potere deve essere  visto come un mezzo  per degli obiettivi. Oggi stiamo vivendo una seconda “Rivoluzione Francese” dove le classi  sociali sono state  cancellate. In questo modo  si mette  in discussione la democrazia. Viviamo  solo di presente, nelle 24 ore, incapaci di reagire alle bufale che circolano. Siamo  nell’epoca  delle passioni tristi”.

La buona informazione  prepara  la buona  partecipazione?”. A   questa domanda  hanno rispostao  Andrea Ceccherini presidente  osservatorio  permanenti  giovani editori  e Ferruccio De Bortoli giornalista  presidente Longanesi e Vidas.

Ceccherini: “tre giornali  danno la stessa notizia in tre  modi diversi. Quindi ragazzi che cosa vuol dire?  Che per trovare la verità dovete andare in profondità. La curiosità  è una  delle più grandi garanzie in questa società. Per non essere cittadini passivi  bisogna essere informati. Oggi  conosciamo sempre di più,  ma capiamo  sempre di meno, siamo storditi da tutti questi social.  In questa società  c’è molta comunicazione, ma  poca informazione,  è questo il problema. Dovete allenare la mente. Per fortuna in Italia 45 mila insegnanti  portano avanti il progetto del “quotidiano in classe”.

De Bortoli: “L’esagerazione  della politica  corretta oggi  si è trasformata  in ipocrisia.  Nei populismi  c’è sempre  il “politicamente corretto” , la libertà  di espressione  non deve essere  limitata. Molti giornalisti sono sudditi  del potere.  A volte screditiamo  anche i nostri colleghi se ci disturbano  facendo delle inchieste.  Bisogna parlare di verità scomode, anche se si va controcorrente”.

Il convegno si è concluso   con l’argomento “Il giornalismo di qualità  chiave  per la partecipazione  democratica  nella società globale” trattato da Karen Elliot House  giornalista , scrittrice,  premio Pulitzer.

Claudia Verzani

Più informazioni su