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Pellegrinaggio mariano a Porto Venere

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PORTO VENERE – Il pellegrinaggio mariano del primo sabato del mese ha fatto oggi tappa a Portovenere. La processione, partita dalla Chiglia, ha seguito il lungomare e quindi il caruggio, fino alla chiesa di San Pietro, per poi salire verso la chiesa parrocchiale di San Lorenzo, dove è venerata l’immagine della Madonna Bianca.

“La messe è molta, gli operai sono pochi. Pregate il padrone della messe perchè mandi operai alla sua messe”, diceva il Vangelo del giorno. Commentandolo, il vescovo Luigi Ernesto Palletti ha sottolineato «quanto sia doveroso un annuncio forte del Vangelo. Sull’esempio di San Francesco Saverio (missionario gesuita di cui oggi si festeggia la ricorrenza, ndr), bisogna far sì che ogni comunità bruci di ardore missionario. Bisogna che la Parola di Dio raggiunga la messe, che è abbondante, e va irrigata dalla Parola del Vangelo».

«La missionarietà compete a ogni battezzato, dentro la comunione della Chiesa, nell’unica fede, nell’unico battesimo, nell’unico salvatore dell’uomo. Uno non evangelizza come vuole e portando quello che vuole, una fede fatta da sé. Bisogna essere una cosa sola, chiede il Signore. Il corpo è una cosa sola, e si esprime nella sua pienezza se le sue membra sono coordinate. Serve certamente l’impegno personale. Nessuno può dire “fai tu quello che devo fare io”, ma neppure “faccio io da solo”. In un corpo, tutte le membra hanno bisogno le une della altre».

«Nella messe del Signore, servono operai di ogni genere.  Ma i pellegrinaggi mensili mariani sono dedicati in particolare alla vocazione sacerdotale, che ha caratteristiche sue proprie. Il sacerdote agisce su mandato ricevuto dal Signore. Non per proprie forze, ma per la potenza di Cristo.  Egli può rendere presente sempre di nuovo sull’altare il sacrificio di Cristo sulla croce, può rimettere peccati. Ha quindi un posto speciale nella comunità, non per privilegio, ma per grazia di Dio, conferitagli attraverso il sacramento dell’Ordine sacro».

«Tanti doni messi assieme senza chi li armonizzi fanno solo rumore. E’ necessario che il popolo sia ben guidato. Questo non toglie dignità ad alcuno. La dignità, per tutti, viene dal battesimo. La comunità ha bisogno di chi rinnova il sacrificio di Cristo e rimette i peccati. Dall’altra parte, il pastore ha bisogno dei laici, che, permeando i vari ambiti di vita, permettono di portare il piccolo seme della fede anche laddove neanche il sacerdote potrebbe arrivare».

«Il sacerdote è un dono di servizio, di salvezza, che va invocato. Lo facciamo oggi, con forza. Con Francesco Saverio, grande missionario in terre lontane. Oggi la missione ci è chiesta con chi ci sta accanto. Questo costa fatica e, talora, anche il martirio».

«Prendiamo sul serio Gesù, che ha chiesto di invocare il padrone della messe. Siamo insistenti nella preghiera, chiedendo non uno, ma tanti sacerdoti per la nostra Chiesa, e santi. Perché insieme possiamo annunciare l’unico Vangelo e l’unico Redentore».

Al termine della Messa, il parroco Don Maurizio Comparoni ha ringraziato, tra gli altri, le varie autorità civili e militari presenti, tra cui il sindaco Cozzani, con la fascia tricolore.

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