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Caleo (PD): “Massimo rispetto del pensiero dei cittadini”

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Senatore del Pd Massimo Caleo.

ROMA – “Ho votato più volte in Parlamento la riforma costituzionale convinto, come lo sono ancora, che potesse dare un grande aiuto al nostro Paese. Per dimostrarne la necessità e farne comprendere le ragioni in questa campagna referendaria, ho tenuto decine di iniziative in tutta la provincia e nella regione, incontrando e parlando con passione a migliaia di persone.

Il risultato ha seguito un’altra direzione, preferendo il No. A urne chiuse come sempre ho il massimo rispetto del pensiero dei cittadini la cui partecipazione al voto ha rappresentato una rilevante pagina di democrazia del nostro Paese.

Molte volte la campagna referendaria è degenerata in rissa e atteggiamenti poco rispettosi: trascinata con astuzie in polemica da forze e partiti che alimentano Il populismo, privata di un adeguato confronto nel merito delle questioni.

La discussione, anziché concentrarsi sulle innovazioni introdotte, ha preso una piega politica e non è stato compreso appieno il significato di cambiamento e di adeguamento ai tempi introdotti dalla riforma costituzionale portata avanti dal governo e dalla maggioranza.

Persiste ancora purtroppo un disagio economico e sociale e c’è un impoverimento della classe media, con i quali bisogna confrontarsi. Dieci e passa anni di crisi hanno lasciato molte macerie. Il lavoro di ricostruzione ha bisogno di tempo. Penso che non siano stato percepiti, ritenuti ancora insufficienti, i segnali di ripresa economica. A mio avviso nasce in gran parte da qui il voto di protesta che si è materializzato nel No alla riforma. Il risultato va letto anche da questa angolatura: una valutazione politica rispetto all’azione di governo.

Il Partito democratico resta un punto fermo per la ripartenza grazie al largo consenso di cui gode. Attorno ad esso penso debba nascere un’alleanza in grado di continuare l’azione di governo per liberare l’Italia dalle difficoltà economiche.

Con le dimissioni del Presidente del Consiglio, a cui va tutta la mia stima e affetto, ora la parola passa al Presidente della Repubblica. Il Pd si dovrà mettere a disposizione delle sue scelte per il bene del Paese. Da primo partito ci spetta l’onere e l’onore di farci carico anche di questa situazione complessa, cercando di raccordarsi con le esigenze e i bisogni della gente.”

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