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Strutture extralberghiere abusive. Avviata attività di verifica da parte dell’Amministrazione Comunale

LA SPEZIA – Il Comune della Spezia ha avviato un’attività di verifica volta a individuare e sanzionare le strutture ricettive extralberghiere abusive ubicate nel territorio comunale.

A presentare i primi risultati di questa azione sono stati questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, il vicesindaco e assessore al bilancio Cristiano Ruggia, il Comandante della Polizia Municipale Alberto Pagliai e il commissario capo Enrico Pollina che coordina il progetto. Con loro la dirigente servizi finanziari Barbara Rodighiero.

“Si tratta di un’azione importante – dichiara il vicesindaco e assessore al bilancio Cristiano Ruggia- che si inserisce in quelle volte a favorire un concreto sviluppo delle attività ricettive. Il settore della ricettività extralberghiera, che conta circa 600 strutture in città, in questi anni è cresciuto con positive ricadute economiche e occupazionali dirette e indirette. Questa rete di accoglienza infatti, favorisce la permanenza del turista in città per alcuni giorni con ricadute ben più consistenti per gli operatori spezzini di quelle legate al turismo di un solo giorno.

Si tratta di un settore – continua Ruggia – che presenta ulteriori potenzialità e che va sostenuto, agendo su diversi livelli tra cui quello degli accertamenti della regolarità anche fiscale, combattendo la concorrenza sleale verso tutti coloro, che sono la stragrande maggioranza, che investono rispettando regole e normative.

Ora – conclude il vicesindaco – gli esiti della nostra attività di verifica verranno trasmesse alla Guardia Finanza, all’Agenzia delle Entrate e alla Corte dei Conti affinchè procedano per quanto di competenza”.

Il settore della ricettività è normato dalla Legge regionale 12 novembre 2014 n.32 “testo unico in materia di strutture turistico ricettive e norme in materia di imprese turistiche” che individua le seguenti tipologie di ricettività extralberghiera: case per ferie, affittacamere, bed&breakfast, case e appartamenti per vacanze.

L’iter burocratico per attivare una di queste attività è stato molto semplificato attraverso la presentazione della SCIA, la segnalazione certificata di inizio attività, che, attraverso la compilazione di un apposito modulo, deve essere presentata agli uffici turistici della Regione Liguria (quelli ex provinciali, per intendersi). La presentazione della comunicazione consente di iniziare subito l’attività. Gli uffici comunali delle attività produttive, presso lo Sportello Polivalente, sono a disposizione di chi vuole intraprendere l’attività per accompagnare tutta l’istruttoria della pratica.

Tra gli obblighi dei conducenti attività di ricettività extralberghiera c’è quello di comunicare al Ministero degli Interni per via telematica i nominativi degli alloggiati entro 24 h per non incorrere nel reato previsto dall’articolo 9 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza).

I gestori della struttura ricettiva sono inoltre tenuti a effettuare il versamento al Comune della Spezia, tramite SpeziaRisorse, delle somme riscosse a titolo di imposta di soggiorno, entro dieci giorni dalla fine di ciascun mese.

L’attività di indagine svolta dal Corpo di Polizia Municipale del Comune della Spezia, sulla base di una “black list” elaborata dall’Ufficio tributi, si è concentrato sul mancato rispetto di queste normative.

Le irregolarità riscontrate sono state sanzionate in quanto violazioni della legge regionale n.32/2014, stante l’aver a seconda dei casi attività di appartamenti ad uso turistico o appartamento per vacanze in assenza della preventiva comunicazione di SCIA al Comune e agli Enti competenti. Ulteriori accertamenti sono stati effettuati presso Spezia Risorse per quanto attiene l’assolvimento del pagamento della tassa di soggiorno, presso l’Agenzia delle Entrate per quanto concerne l’esistenza e la regolarità dei contratti di locazione e presso il Ministero dell’Interno per quanto riguarda l’obbligo della comunicazione degli alloggiati come previsto dall’art. 9 del Tulps.

L’attività, iniziata nel mese di settembre, è ancora in corso. Ad oggi, a fronte di 19 situazioni indagate, sono state rilevate 9 posizioni irregolari (esercizio abusivo di 5 appartamenti in affitto a uso turistico, 3 appartamenti per vacanze e 1 affittacamere) con sanzioni elevate per complessivi 31.000 euro. Sono tuttora in corso indagini per l’accertamento di violazioni in materia di pagamento della tassa di soggiorno, nonché l’accertamento di fatti relativi alla violazione dell’art.9 del TULPS e relativa segnalazione all’autorità giudiziaria. Per ulteriori 4 strutture si è provveduto a raccogliere elementi che fanno ragionevolmente ipotizzare casi di evasione tributaria.

Tutti gli esiti degli accertamenti sono stati quindi trasmessi all’Ufficio tributario del Comune della Spezia per la procedure di segnalazione certificata all’Agenzia delle Entrate per evasioni di imposta, dal momento che le verifiche hanno portato ad identificare realtà in attività che risultano invece inattive alla Camera di Commercio ed altre sanzioni sotto il profilo tributario. Infine, sono state attenzionate anche alcune situazioni sotto il profilo della regolarità edilizia e del lavoro irregolare. Inoltre prossimamente i risultati delle indagini saranno trasmessi alla Guardia di Finanza nonché alla Corte dei Conti.

Gli aspetti indagati sono stati dunque molteplici e hanno richiesto un lavoro molto complesso di incrocio di banche dati e attività sul campo.

Preliminarmente l’Ufficio Tributi del Comune della Spezia ha inviato al Comando di Polizia Municipale un elenco di strutture pubblicizzate su Booking. Come, quali appartamenti in affitto ad uso turistico, case vacanze etc.., che, da un primo incrocio di dati in possesso degli uffici comunali, non risultavano in regola con la dovuta comunicazione di inizio attività (SCIA). Altre segnalazioni sono giunte a seguito di esposti di cittadini che lamentavano il disturbo derivante da via vai di turisti in alcune unità immobiliari.

Trattandosi di dati grezzi, si è proceduto, sotto il coordinamento della sezione investigativa del Corpo di Polizia Municipale, ad identificare gli appartamenti pubblicizzati risalendo dall’annuncio alla via, al numero civico, al piano, agli identificativi catastali, ai proprietari ed ai locatari ove presenti.

Per ogni appartamento si è provveduto a controlli ripetuti fino all’identificazione dei turisti occupanti l’alloggio, spesso stranieri, cui è stato somministrato un questionario multilingue redatto ad hoc, al fine di reperire informazioni e dichiarazioni testimoniali utili a connotare eventuali illeciti da parte dei locatari.

Si è provveduto quindi a formalizzare richieste agli uffici regionali e comunali circa l’esistenza dei titoli necessari all’esercizio dell’attività convocando successivamente i proprietari ed i locatori, se persone diverse, che, alle contestazioni mosse, hanno avuto la possibilità, ove possibile, di spiegare e integrare eventuali carenze documentali.