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Consiglio Regionale di martedì 13 dicembre

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Prevenzione e controllo della Trichinellosi nella fauna selvatica

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha presentato un’interrogazione rilevando che il territorio ligure è interessato da un incremento di ungulati selvatici, «aumentando così in maniera direttamente proporzionale i rischi sanitari», e ha specificato che nella relazione annuale al Piano Nazionale Integrato 2015 del Ministero della Salute pubblicato nel giugno 2016, si dà notizia di un focolaio di trichinellosi che ha interessato 52 persone (di cui 18 bambini) ricoverate in un ospedale genovese. «Regione Liguria ha approvato la convenzione per l’anno 2015 con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, che prevede, fra l’altro, la distribuzione sul territorio regionale del numero indicativo di capi di animali da sottoporre a campionamento, – ha aggiunto –  incontri formativi per la collaborazione fra operatori faunistico venatori, cacciatori, uffici preposti e Istituto Zooprofilattico,  report dell’attività svolta e dei risultati conseguiti;  istruzioni operative e procedure predisposte dall’IZSPLV per il campionamento mentre il nominativo dei referenti provinciali devono essere trasmessi al Settore Prevenzione Sanità Pubblica e al Servizio Politiche della Montagna e della Fauna Selvatica della regione Liguria entro 30 giorni». Il consigliere, infine, ha ricordato che nel regolamento regionale del  2016 viene spiegato che il biometrista incaricato effettua i rilevamenti biometrici ed eventualmente biosanitari, senza in alcun modo citare l’IZSPLV e una sua eventuale collaborazione. Il consigliere ha chiesto, dunque, alla giunta se l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta ha soddisfatto gli impegni assunti e di migliorare e velocizzare l’attività dell’IZSPLV rispetto anche all’attività dei cacciatori biometristi.

L’assessore alla caccia Stefano Mai ha spiegato che, sulla base di un attento piano di monitoraggio, i dati prodotti dall’Istituto  Zooprofilattico hanno dimostrato che «la ricerca di trichinella  su diaframma di cinghiale  e muscolo tibiale di volpe, hanno dato esito negativo, così come i campionamenti fatti negli anni passati». I dati dimostrano, quindi «l’assenza  di circolazione del parassita». Per quanto riguarda il caso specifico evidenziato nell’interrogazione, Mai ha sottolineato che non è stato possibile risalire alla provenienza della carne  contaminata –  con relativi provvedimenti a carico dell’agriturismo dove la carne era stata consumata probabilmente cruda –  pertanto non è stato rinvenuto un collegamento  con la presenza del parassita,  né in carne di allevamenti  liguri, né in quella di animali selvatici allevati in Liguria.

Intervenire nelle gallerie di Sant’Anna tra Lavagna e Sestri Levante.

Luca Garibaldi (Pd) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta a quale punto siano gli interventi previsti, in questi mesi, da parte di ANAS e quali iniziative siano state intraprese da Regione Liguria per ripristinare definitivamente il tratto stradale delle gallerie di Sant’Anna tra il Comune di Lavagna e di Sestri Levante, e di istituire un tavolo di confronto tra ANAS, Regione e i Comuni di Sestri Levante e Lavagna, per definire le strategie di intervento e i tempi per la realizzazione. Il consigliere ha rilevato che il litorale di Sestri Levante e Lavagna, anche recentemente, è stato interessato da forti disagi causati dal maltempo e dalle intense mareggiate al punto che ANAS ha disposto la chiusura temporanea del tratto stradale dell’Aurelia in prossimità delle gallerie di Sant’Anna ma –  ha aggiunto – analoghi disagi si erano verificati anche nei mesi precedenti.

Per la giunta ha risposto l’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone il quale ha spiegato che Anas ha comunicato l’avvio della fase progettuale di una serie di interventi di manutenzione straordinaria della galleria per metterla definitivamente in sicurezza. Anas – inoltre – ha chiesto al Comune di Sestri se ci siano interferenze rispetto a questa progettazione e, una volta che il Comune avrà comunicato ad Anas le proprie valutazioni, l’assessore ha garantito la disponibilità a partecipare ad un tavolo di interesse regionale sugli interventi previsti.

Più controlli sanitari nei confronti di migranti.

Franco Senarega (Lega Nord Liguria-Salvini) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta gli esami a cui vengono sottoposti i migranti, la forma adottata per effettuare i controlli sanitari e i costi sostenuti, a livello regionale, dal Sistema Sanitario, nell’ultimo anno, per questi esami. Il consigliere ha rilevato: «L’Italia continua a subire un massiccio flusso migratorio soprattutto dai Paesi del Nord Africa, flusso che comporta una continua situazione di emergenza. In Liguria è ospitato un numero rilevante di migranti provenienti da Stati nei quali sono ancora presenti numerose malattie contagiose ed infettive e sembrerebbe che nei luoghi di approdo non vengano effettuati esami approfonditi per quanto riguarda il periodo di incubazione. E’ dunque necessario ed opportuno – ha concluso – prevenire eventuali situazioni critiche attraverso un monitoraggio costante».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale che ha illustrato le misure previste rilevando «una grave lacuna delle procedure a livello nazionale» e, in particolare, la carenza di comunicazioni fra asl e prefetture ha costretto la Regione a costituire un tavolo di coordinamento e «a rimboccarsi le maniche» per affrontare l’emergenza. Viale ha spiegato che, secondo le misure adottate dalla Regione, viene effettuata una valutazione clinica: chi ha necessità di un trattamento sanitario urgente è trasportato in sicurezza all’ospedale mentre per i soggetti che non necessitano di ricovero, ma sono sottoposti a un trattamento medico, è previsto l’invio alle strutture di accoglienza con una scheda anamnestica. «Il nostro obbiettivo – ha spiegato – è mettere in sicurezza non solo le persone sottoposte a procedure di accoglienza ma anche la popolazione che si trova nelle zone limitrofe». Viale ha ricordato di avere proposto nel ruolo di vicepresidente della Commissione immigrazione che in ogni struttura di accoglienza ci sia una figura sanitaria in grado di monitorare la situazione. L’assessore, infine, ha spiegato che non è ancora possibile definire i costi degli accertamenti sanitari eseguiti sugli immigrati. 

Rapporti tra Marina Militare e ACAM S.p.A. e tutela dei lavoratori dell’Azienda.

Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta se attualmente la Marina Militare Italiana presenti, nei confronti di Acam S.p.A., pendenze debitorie che possano mettere a rischio i diritti dei lavoratori dell’azienda. Il consigliere ha ricordato che  ACAM S.p.A. è la holding del Gruppo ACAM di La Spezia, che gestisce il ciclo integrato dell’acqua e dei rifiuti e che, in passato, la Marina Militare Italiana sarebbe risultata debitrice di ACAM S.p.A.  «L’eventuale esistenza di un simile debito renderebbe molto difficoltoso, per l’Azienda, erogare regolarmente la tredicesima ai dipendenti – ha aggiunto – Già negli anni passati, principalmente a causa della mancata estinzione del debito da parte della Marina Militare, sono stati percepiti con difficoltà gli emolumenti di dicembre e le tredicesime. L’inadempimento delle obbligazioni – ha concluso  – è regolato dal Capo III del Libro IV del Codice Civile italiano mentre il primo comma dell’articolo 35 della Costituzione dice che “la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni” ».

L’assessore al personale Gianni Berrino ha puntualizzato che la Regione Liguria non ha competenza sui bilanci delle partecipate  dagli Enti locali. Si ritiene, pertanto, possibile soltanto  – ha sottolineato – una richiesta diretta  alla società affinché fornisca dati ufficiali, indispensabili per approfondire la vicenda. Sulla base degli elementi così acquisiti, di concerto con i proponenti dell’interrogazione, Berrino  ritiene sarà poi possibile  proporre al Consiglio regionale di assumere iniziative mirate, compresa la presentazione di un ordine del giorno al ministero competente.

No al trasferimento di chirurgia da Sestri Levante a Rapallo

Luca Garibaldi (Pd) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta se è confermato nella futura riorganizzazione dell’ASL 4 lo spostamento della RSA nel polo ospedaliero di Sestri Levante e del reparto di chirurgia verso il polo ospedaliero di Rapallo, gli orientamenti nella riorganizzazione dei 3 Distretti Socio Sanitari dell’ASL 4, e se ne è prevista una riduzione. Il consigliere ha rilevato: «Il polo ospedaliero di Sestri è considerato strategico e fondamentale per le sue prestazioni sanitarie, offre eccellenze nel campo della riabilitazione, ospita il polo chirurgico, con il maggior numero di operazioni annue nell’Asl (day surgery e operazioni a bassa complessità), il centro senologico/oncologico, il polo delle cure intermedie e del post-acuzie, una grande attività diagnostica multidisciplinare. Si tratta di eccellenze – ha aggiunto – che devono essere mantenute e valorizzate nell’ambito della riorganizzazione complessiva». Secondo Garibaldi gli ospedali di Sestri e di Rapallo devono sviluppare ulteriormente funzioni rispetto ai propri territori e possono differenziare la propria offerta sanitaria senza spostamenti di attività da un polo all’altro, «che non risponderebbero all’obiettivo generale di centralizzare le funzioni per acuti verso l’ospedale di Lavagna».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale la quale ha assicurato di tenere conto dei suggerimenti che, in merito alla riorganizzazione sanitaria, arrivano dai consiglieri di maggioranza e minoranza sottolineando, però, che spetta ad ogni singola asl avanzare le proposte tecniche e poi alla politica, con i necessari passaggi anche attraverso la Conferenza dei sindaci, individuare la soluzione migliore. Viale ha sottolineato il ruolo svolto da Alisa in questa fase: «Alisa ha avviato un confronto con i direttori generali e con gli uffici regionali in una logica di sistema affinché le asl non siano più repubbliche a sé stanti, ma siano inserite in una logica di condivisione dei servizi perché questi siano più vicini al territorio e ai cittadini».

Sulla messa in sicurezza del torrente San Francesco di Rapallo.

Fabio Tosi (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo,  in cui ha chiesto alla giunta se la messa in sicurezza del torrente San Francesco di Rapallo rientri nel bilancio regionale approvato dalla giunta pochi giorni fa.  Tosi ha ricordato che la copertura del torrente risulta usurata ed è vietato il transito ai mezzi superiori alle 9 tonnellate di peso. «Nelle ultime settimane sono state fatte diverse dichiarazioni a mezzo stampa – ha concluso Tosi – da parte del Comune di Rapallo e da qualche Consigliere regionale sull’inizio dei lavori».

L’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone ha puntualizzato che si tratta di un progetto importante nel quadro generale della messa in sicurezza del territorio e che “cuba” un importo di circa 6 milioni e mezzo di euro, con una quota consistente a carico del Comune. Il progetto – ha puntualizzato l’assessore  – è iscritto al settore assetto del territorio, a valere sulle risorse POR/FESR, sulla base di un bando   ratificato  con una delibera della giunta del maggio scorso.  Il bando è chiuso, mentre è ancora in atto la fase istruttoria.

No alla cancellazione dallo schedario Taggiasca

Marco de Ferrari  (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo,  in cui ha chiesto alla giunta di tutelare il prodotto “Cultivar Taggiasca” e ogni singolo coltivatore. De Ferrari ha rilevato: «Nel maggio 2016 è stata presentata alla Regione e al Ministero una lettera di richiesta di cancellazione dallo Schedario Oleico Italiano della Cultivar Taggiasca per poi presentare un disciplinare di produzione dell’oliva taggiasca in salamoia per tutelare il prodotto dalla possibile forte concorrenza da fuori Liguria. Tuttavia – ha aggiunto  –  successivamente all’adozione di questa  certificazione nessuno potrebbe più usare il termine “Taggiasca” se non con un prodotto certificato DOP, e la maggior parte dei coltivatori dovrebbe adottare la nuova denominazione “Giuggiolina”, comportando un’interruzione drastica della storia e delle tradizioni locali legate alle coltivazioni quasi millenarie. Sarebbe, inoltre, necessario rispettare un disciplinare prestabilito, sia per il livello qualitativo che per la resa quantitativa del prodotto, che comporterà un aggravio economico e di procedimenti burocratici a carico dei piccoli e micro imprenditori olivicoli, anche nel settore biologico».

L’assessore all’agricoltura Stefano Mai ha ricordato di aver ereditato nel 2015 la procedura in corso per la Dop, ma che questa non si è rivelata sufficiente per salvaguardare il cultivar ligure che – ha ribadito – deve essere vincolato al territorio. Per farlo – ha precisato – è necessario che la denominazione “taggiasca” possa essere usata soltanto  per le produzioni del  territorio d’origine, con una sorta  di certificazione esclusiva,  e non in altre aree geografiche dove alcuni coltivatori stanno invece già avviando la produzione. Per raggiungere questo obiettivo – ha ribadito Mai – si è intrapreso un percorso che, attraverso l’attivazione di un consorzio, metta a sistema le coltivazioni dell’oliva taggiasca mediante la sottoscrizione di un accordo di filiera che definirà precisi criteri, tra  i quali quelli per fissare il prezzo minimo. Attraverso questo percorso soltanto  la Liguria potrà fregiarsi della denominazione “oliva taggiasca”. Per le altre aree geografiche si potrà, invece, utilizzare la denominazione  “giuggiolina”. La taggiasca, quindi, – secondo quanto ribadito da Mai – sarà imprescindibile dal suo territorio d’origine.

Controlli su Amt sulla funzionalità della ferrovia Genova Casella

Lilli Lauro (Giovanni Toti Liguria) con un’interrogazione ha ricordato che nel febbraio 2010 è stata disposta l’aggiudicazione della gara d’appalto per l’assegnazione dei servizi di trasporto ferroviario sulla linea Genova Casella a favore di AMT Genova e il 12 aprile 2010 veniva stipulato tra Regione e Amt il contratto di servizio per la gestione della ferroviara Genova Casella. Ma – ha sottolineato il consigliere – da novembre 2013 a giugno 2016, il servizio è stato sospeso a causa dei lavori straordinari per la messa in sicurezza dei ponti in località Fontanassa ed in località Crocetta. Negli ultimi tre mesi la ferrovia Genova Casella – ha aggiunto –   ha subito più volte interruzioni per guasti dovuti a ritardi nella manutenzione ordinaria e periodica dei mezzi, «segno di una scarsa capacità di pianificazione, ma anche di una cattiva gestione dei fondi regionali da parte di AMT Spa, nonostante l’azione di monitoraggio e controllo da parte degli uffici regionali». Lauro ha chiesto alla giunta controlli ancora più serrati e costanti affinché venga attuata da parte di AMT Spa una pianificazione dei lavori di manutenzione «più efficiente, efficace e puntuale e vengano rispettati tutti gli impegni e gli standard qualitativi e quantitativi dei servizi previsti nel Contratto stipulato nel 2010».

Per la giunta ha risposto l’assessore ai trasporti Gianni Berrino il quale ha annunciato che da oggi il trenino ha ripreso gli orari previsti, ma ha ammesso il danno di immagine subito nei giorni scorsi, anche da un punto di vista turistico in seguito alle ripetute interruzioni del servizio. Berrino ha quindi ricordato che la revisione del contratto di servizio, adottata nel luglio scorso, prevede «un più severo sistema di penalità a carico dell’azienda per ritardi e problemi legati alla manutenzione straordinaria delle infrastrutture e dei mezzi». E questo nuovo accordo sulle penalità – ha aggiunto – richiede un attento controllo da parte della Regione con la creazione di un tavolo di confronto fra le parti che si riunirà periodicamente per affrontare i problemi legati alla manutenzione. L’assessore ha ricordato che Amt ha presentato un piano di investimenti per gli anni 2017 -2019 in cui sono previsti interventi per rinnovare e ridare efficienza al materiale rotabile rilevando che attualmente, per quanto riguarda il trenino Genova-Casella, il servizio viene effettuato da un solo locomotore su sette.

Favorire la cultura del rispetto della donna

Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta di promuovere interventi per «difendere la cultura del rispetto della dignità della donna e specifici progetti e interventi, anche rivolti a docenti e genitori, presso le istituzioni scolastiche per la diffusione di una cultura dei diritti umani e del rispetto dell’altro, con particolare riferimento alla prevenzione e al contrasto della violenza e al superamento degli stereotipi di genere». Il consigliere ha sottolineato la necessità di trattare questi temi sin dai primi anni di scuola, in modo da aumentare la consapevolezza e il rispetto per l’altro, scardinare luoghi comuni e l’insorgenza di forme d’odio prevenendo, così, comportamenti a rischio. «L’educazione al rispetto e la formazione specifica degli operatori che si occupano di queste tematiche rappresentano, accanto al monitoraggio, – ha concluso – un elemento fondamentale per la prevenzione della violenza di genere».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla scuola Ilaria Cavo la quale ha fatto il punto sugli impegni normativi e finanziari assunti dalla Regione per il contrasto alla violenza di genere, interventi gestiti dalla Conferenza dei sindaci che vengono poi inviati ai centri antiviolenza. Lo scorso anno i finanziamenti sono stati di 175 mila euro, ripetuti anche quest’anno e integrati, grazie all’assestamento di bilancio e al reperimento di altri 100 mila euro. Cavo ha ricordato, fra l’altro, tutte le iniziative e gli incontri nelle scuole e nelle carceri «da cui è emersa la necessità di intervenire già a scuola, perché, le radici del fenomeno affondano sempre nell’infanzia e nell’adolescenza». L’assessore ha annunciato che per il prossimo «è prevista un’azione combinata di politiche giovanili e di misure nelle scuole proprio su questa tematica» anche grazie a fondi regionali aggiuntivi, che saranno recuperati dai centri antiviolenza, i quali godranno di altri fondi nazionali. «Questa è un’attività che dobbiamo assolutamente mettere in campo. Grazie agli stimoli che abbiamo avuto dagli incontri fatti e dal dialogo avviato con le procure e in quest’aula – ha concluso – abbiamo tutti i tasselli che ci dicono che dobbiamo andare avanti in questa direzione».

Favorire la dematerializzazione dei buoni mensili cartacei ai soggetti celiaci

Fabio Tosi (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta di agevolare la fruizione dei buoni da parte dei soggetti celiaci in un’ottica di dematerializzazione dei buoni cartacei destinati alle persone affette da celiachia. Il consigliere ha ricordato che con un decreto ministeriale del 2006 sono stati disposti i limiti massimi di spesa per l’erogazione dei prodotti senza glutine spendibili presso le farmacie convenzionate o, secondo le direttive emanate dalla Regione, presso altri fornitori incaricati dalle ASL e ha rilevato che «ci sono molte problematiche riguardo alla spendibilità dei buoni sia all’interno che al di fuori della regione di residenza. Questo – ha spiegato – ha spinto Lombardia e Umbria ad avviare progetti volti alla dematerializzazione dei buoni, per facilitare le modalità di accesso all’erogazione e l’applicabilità alla grande distribuzione organizzata e ai negozi specializzati».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale la quale ha dichiarato la massima disponibilità della giunta per migliorare la qualità della vita dei celiaci e ha annunciato che gli uffici regionali hanno preso contatto con la Lombardia per capirne il funzionamento e le tecniche applicative. L’assessore ha assicurato che verranno coinvolte anche le farmacie, luogo privilegiato per l’acquisto degli alimenti per celiaci, e che questo aspetto farà parte dell’accordo più generale che la Regione a breve andrà a siglare proprio con le farmacie.

Inchiesta interna ARPAL.

Raffaella Paita (Pd) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche da un altro componente del gruppo, Juri Michelucci, in cui ha ripercorso le vicende giudiziarie relative ai dragaggi del porto spezzino iniziati nel dicembre 2015, che ipotizzano il reato di inquinamento ambientale. Paita ha ricordato che il tribunale del riesame della Spezia aveva ordinato il dissequestro dell’area, a sua volta annullato dalla sentenza della Corte di Cassazione Penale del 3 novembre 2016. Paita ha sottolineato che «nelle valutazioni svolte dalla Suprema Corte per giudicare l’ordinanza del Tribunale del Riesame sono riportati elementi riferiti all’attività di ARPAL e cioè che “i responsabili dell’azienda incaricata dei lavori di dragaggio, si trovavano nella piena consapevolezza della condotta abusiva dal momento che, avvisati preventivamente dall’ARPAL dei futuri controlli, sospendevano momentaneamente i lavori per non innalzare il livello di torbidità delle acque” e che “i dati forniti dall’ARPAL erano comunque minimizzati”». Il consigliere ha ricordato che, secondo notizie di stampa, è stata avviata un’inchiesta interna ad Arpal. Paita ha chiesto  alla giunta quando si concluderà l’inchiesta interna ad ARPAL e le risultanze dell’inchiesta verranno esposte in Consiglio regionale.

Per la giunta ha risposto l’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone il quale ha premesso che si fa riferimento nell’interrogazione alla  Commissione interna speciale di Arpal, alla quale non partecipa la Regione. Da informazioni rese da Arpal, secondo quanto riferito dall’assessore, la Commissione ha in corso l’esame della documentazione  relativa all’attività di dragaggio nel porto della Spezia, prodotta dal competete dipartimento, e si prevede  che i lavori della stessa termineranno  entro la fine di dicembre. Giampedrone ha detto che la giunta intende  chiedere ad Arpal gli esiti del lavoro  della Commissione interna e che riferirà in tal senso al Consiglio.

Salvaguardare Tim spa

Al termine di un incontro con una delegazione dei lavoratori della Tim, l Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la giunta ad “attivarsi nei confronti della politica nazionale e regionale, anche per mezzo di un tavolo di confronto fra governo, azienda, organizzazioni sindacali e istituzioni regionali, per scongiurare che, attraverso alcune scelte manageriali venga sacrificata la principale azienda italiana del settore delle telecomunicazioni”. Nel documento si ricorda che l’azienda, che occupa 46 mila lavoratori di cui oltre 30 mila sono da sei anni in contratto di solidarietà, ha presentato un piano di riduzione dei costi di 1 miliardo e 600 milioni di euro senza prevedere un piano industriale mentre l’imminente delibera Agcom, che deve esprimersi sull’uso delle infrastrutture di rete “potrebbe originare nuovi esuberi strutturali e un decadimento della qualità delle infrastrutture”.

Assenti: Battistini e Toti

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