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“Sao Tomé e Principe – Diario do centro do mundo”

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Un libro e una mostra fotografica di Giorgio Pagano presentati al Dialma Ruggiero.

LA SPEZIA – Giorgio Pagano ha presentato il suo ultimo libro e ha inaugurato la sua seconda mostra fotografica personale, entrambi dal titolo “Sao Tomé e Principe – Diario do centro do mundo”, al Centro Culturale Dialma Ruggiero, presente un vasto pubblico. Assente per motivi di salute il grande africanista Gian Paolo Calchi Novati, dell’Università di Pavia, alcuni brani della sua Prefazione, unitamente a brani del contributo al libro di Mario Giro, Viceministro agli Affari Esteri, sono stati letti all’inizio da Pagano. Entrambi i testi valorizzano l’originalità dell’esperienza di cooperazione internazionale praticata da Pagano a Sao Tomé e Principe, e si soffermano sul tentativo di costruire nelle due isole “al centro del mondo” un modello di sviluppo diverso, socialmente e ambientalmente sostenibile.

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Enrico Cecchetti, di Euro African Partnership, ha definito il libro “un mix riuscito di analisi politica, analisi sociologica e reportage di testi e immagini contrassegnati da un amore profondo per questa terra africana”. Cecchetti ha poi apprezzato la centralità, nel lavoro di Pagano e nel libro, del tema del decentramento istituzionale e del sostegno ai Comuni, “decisivo per l’Africa”, e “la capacità di guardare la realtà e di immaginare il futuro di Sao Tomé e Principe accanto alle persone, non dall’alto”. Alfiero Ciampolini, del Forum delle Attività Internazionali della Toscana e di Funzionari senza Frontiere, ha definito l’esperienza africana di Pagano “un’esperienza modello di cooperazione”, perché “ricerca la qualità dello sviluppo, non uno sviluppo qualsiasi”, “uno sviluppo territoriale non imposto ma condiviso con la partecipazione popolare”. Per Sergio Schintu, di Januaforum, il libro “affronta un tema decisivo per il futuro dell’Italia e dell’Europa, perché la cooperazione è la strada più intelligente per la sopravvivenza del mondo, che consente un nuovo sviluppo dei Paesi poveri ma anche l’uscita dalla crisi dei Paesi dell’Occidente”.

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Infine l’autore: “Ho scritto questo libro contemporaneamente a ‘Eppur bisogna ardir’, dedicato alla Resistenza: i valori fondamentali sono comuni, sono quelli umanistici della solidarietà, della concezione della vita come autogoverno di sé e dell’incontro con gli altri”. Questi valori, ha proseguito Pagano, “li ho ritrovati tra i saotomensi”: “la solidarietà comunitaria e la capacità di autogovernarsi saranno alla base di una crescita vera di questo piccolo Paese”. Centralità delle persone e dei sistemi locali e lotta al neocolonialismo e allo “sviluppismo”: sono queste le “rotte”, per l’autore, della nuova cooperazione. Su rapporto Europa-Italia-Africa Pagano ha detto: “I destini sono interconnessi, il rapporto è e sarà sempre più stretto, loro hanno bisogno di noi e noi di loro, e le migrazioni saranno sempre più ‘circolari’, perché anche noi andremo sempre più da loro, con le nostre imprese”. L’ultima parte del libro è dedicata a “L’esempio”, perché la politica della cooperazione e dell’incontro tra i popoli “ha bisogno di esempi, di persone credibili, sobrie, austere”. Pagano ha citato non solo i grandi leader ma “anche le donne e gli uomini semplici, soprattutto le donne, la spina dorsale che sorregge Sao Tomè e Principe e tutto il continente”.

E’ stata poi inaugurata la mostra fotografica, 35 fotografie scelte tra le 115 del libro. Il critico Giovanna Riu le ha così presentate: “Chi guarda si sente catturato nei sentimenti. Vorrebbe sentirsi migliore”. La mostra sarà visitabile fino al 7 gennaio.

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