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Messaggio per il Santo Natale

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S.E. Mons. Luigi Ernesto Palletti Vescovo della Spezia-Sarzana-Brugnato.

LA SPEZIA – Ancora una volta siamo invitati a volgere il nostro sguardo alla Grotta di Betlemme. Da essa si irradia luce e speranza. Infatti non si può non rimanere affascinati dal prodigio veramente grande di una nuova vita. Per il credente poi lo stupore va ben oltre. Egli è infatti chiamato a contemplare nella scena della Natività la nascita stessa del Figlio del Padre che, nel grembo di Maria, ha assunto la nostra natura umana. È dunque una luce di salvezza quella che promana dal mistero di Betlemme e, in quanto tale , luce di speranza.

Anche quest’anno, nelle consuete visite di saluti – in modo particolare sui luoghi di lavoro – ho trovato una calorosa accoglienza. Certo ho potuto constatare come la crisi si faccia ancora sentire. Però ho visto che tiene il tessuto di solidarietà e di attenzione reciproca fra le persone: ritengo che questo sia un valore non indifferente e un segno di speranza nel continuare il cammino. Sul fronte della povertà, purtroppo, la situazione si è andata aggravando. Molte sono le persone e le famiglie in difficoltà. Anche il dramma delle migrazioni ci tocca profondamente e da vicino nell’impegno di accoglienza dei migranti. A tal proposito, mentre invito tutti ad un gesto più profondo di solidarietà in occasione del Santo Natale, sento il dovere di esprimere la mia più sincera gratitudine alla Caritas Diocesana e a tutte le altre associazioni e persone che si prodigano con tanta generosità in questo campo.

L’Anno della Misericordia ci ha fatto riflettere sull’importanza di vivere, custodire e trasmettere questa dimensione fondamentale della nostra esistenza. Tutti infatti abbiamo bisogno di riceverla e di donarla. Ma la misericordia che viene dal Vangelo non è un lungo discorso fatto di tante parole. Essa ha un volto, una storia, un nome: è infatti soprattutto un dono, il dono che il Padre ci fa nel suo Figlio. La misericordia ha però delle caratteristiche ben precise. In esse ci chiede di essere vissuta e donata.

Innanzitutto non cessa di chiamare il bene e il male con il loro nome; non li confonde e non appiattisce tutto sul versante di un puro sentimento. Infatti la premessa, affinché possa essere correttamente vissuta, è proprio quella della chiarezza. Essa ci è data per la salvezza e per essere liberati dalle tenebre dell’errore. Non è neppure un “chiudere gli occhi” e far finta di nulla. Infatti chi ama deve anche saper correggere e lasciarsi correggere, perché amare vuol dire “volere il bene della persona amata”. Ed è proprio qui che possiamo comprendere la grandezza della misericordia di Dio. Egli infatti guarda alle nostre vite, alle nostre azioni e le vede per quelle che sono. Non le osserva però come un giudice impietoso, desideroso solo di far prevalere una giustizia che diverrebbe vendetta, ma come un padre che desidera la vita dei suoi figli e per questo li invita alla conversione. In tal modo misericordia e verità, misericordia e giustizia non si contraddicono ma anzi si esigono vicendevolmente. Infatti nella verità brilla la luce, nella misericordia il calore del cuore, nella giustizia il desiderio della salvezza.

Ovviamente tutto ciò richiede che in noi sia presente la volontà di una autentico cambiamento. Infatti, come ci ricorda Sant’Agostino, “Colui che ti ha creato senza chiederti nulla, non ti salva senza il tuo consenso”. Allora misericordia e gratuità, dono e responsabilità vengono a camminare insieme, e l’uomo può così far esperienza di una amore nuovo e duraturo.

Mentre di fronte al presepe e sotto l’albero di Natale si mettono i vari regali, propongo pertanto a tutti che si aggiungano piccoli ma efficaci doni di misericordia: un atto di perdono, un tempo dedicato alla vicinanza e all’ascolto, un segno di carità… Questi sono sempre graditi e permettono di vivere il Natale come vero momento di comunione con Dio e con i fratelli.

Infine permettetemi di rivolgere a tutti e a ciascuno i miei più sinceri auguri di un Santo Natale di luce e di pace. Il mistero del Figlio di Dio che è nato per noi ci sia di conforto e speranza sicura nel cammino che siamo chiamati a compiere.

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