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Paita e Michelucci: “Berrino e Trenitalia facciano marcia indietro sul nuovo orario delle Cinque Terre che ha tagliato 10 treni”

I consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita e Juri Michelucci.

LA SPEZIA – Un orario invernale così penalizzante come quello in vigore dal 2 novembre scorso alle Cinque Terre non si era mai visto. La Regione e Trenitalia hanno tagliato ben 10 convogli e oltre al danno hanno aggiunto anche una tremenda beffa per tutti i pendolari: quattro dei dieci treni eliminati sono stati inseriti ugualmente negli orari affissi nelle stazioni, creando ulteriori disagi ai viaggiatori. Una vicenda allucinante, visto che le Cinque Terre sono state usate, in primavera e in estate, come un vero e proprio bancomat dalla Regione e dall’azienda. Gli enorme ricavi ottenuti grazie al Cinque Terre Express – costato ai turisti 4 euro a fermata – non hanno portato però alcun beneficio al territorio. Anzi, questo nuovo orario è il peggiore di tutti i tempi.

L’assessore Berrino anche in quest’occasione – dopo le proteste dell’anno scorso – ha dimostrato di non aver alcuna intenzione di ascoltare le richieste dei pendolari. Gli orari dovrebbero essere costruiti insieme a chi utilizza il treno per andare tutti i giorni a scuola e al lavoro, ma, a quanto pare, all’assessore ai Trasporti interessa davvero poco la partecipazione. E questi sono il risultati.

Come Partito Democratico lotteremo al fianco dei cittadini e dei pendolari della zona, che già si sono mobilitati per chiedere alla Regione e a Trenitalia di fare un passo indietro. Non è possibile continuare a penalizzare un territorio come questo, che dà tantissimo alla Liguria, ma poi non riceve mai nulla. Le Cinque Terre non possono vivere soltanto d’estate. Serve maggiore rispetto per chi vi abita e deve spostarsi ogni giorno con i mezzi pubblici.