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Piazza Verdi. Cimino: «Passata la festa, la città non dimentica i problemi esistenti»

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Pietro Antonio Cimino – Capogruppo Gruppo Fiammetta Chiarandini Sindaco per La Spezia.

LA SPEZIA – «Passata la festa riemergono con prepotenza le criticità di un progetto mai condiviso con una città perché come dice il suo primo cittadino “è una favola che una città venga fuori dalla condivisione e dalla partecipazione”. Ed ecco allora che l’Amministrazione sprizza gioia da tutti i pori per le due serate di festa in piazza senza tener conto che nella realtà, e non nelle favole, la città non dimentica i problemi esistenti e quelli che si presenteranno una volta tolta l’ultima transenna del cantiere.

Ed ecco allora giustificare gli errori accusando i cittadini ed i lavoratori spezzini come accaduto in questi due giorni. L’Architetto Vannetti qualche mese fa in una seduta della Commissione Lavori Pubblici rispondendo alle mie domande ebbe a dire che quando aveva elaborato il progetto di Piazza Verdi non aveva tenuto conto del carattere degli spezzini. A capodanno lo stesso architetto accusa gli autisti ATC di essere responsabili della rottura del travertino in quanto gli stessi usano le corsie come fossero piste di formula uno.

Ritengo che un professionista, peraltro pagato profumatamente con i soldi dei cittadini della Spezia, non debba fare simili affermazioni offensive della dignità degli spezzini e dei lavoratori che fanno il loro lavoro in maniera esemplare.

L’Amministrazione, successivamente a quella seduta della Commissione ammetteva che forse si era verificato un problema con la tipologia di materiale usati per la realizzazione di una corsia carrabile dove transitano mezzi pubblici con pesi di notevole portata. Allora dispose, con nuovi costi, di sottoporre il travertino ad un collaudo tecnico presso laboratori specializzati. Peccato che anche qui, come al solito, nulla si è saputo sui risultati degli esami, ammesso che gli stessi siano stati effettuati. Soluzione; via il travertino e sua sostituzione con cemento architettonico, che a distanza di pochi mesi inizia ad usurarsi profondamente.

Progetto sbagliato? Materiali non idonei? No, tutta colpa degli autisti di ATC e del carattere degli spezzini.

Ora al di là dei pini, degli archetti belli o brutti, del travertino o del cemento architettonico che si sbriciolano, della pavimentazione che è terminata tanto da non consentire la finitura del basamento degli archetti, delle fontane che devono essere riempite con le manichette, dei costi di manutenzione che dovranno essere sostenuti in futuro, al di là di tutte le problematiche emerse e che emergeranno, sono le bugie di questa Amministrazione che hanno alimentato e continueranno ad alimentare le polemiche sui lavori infiniti di questa piazza.

Bugie legate ai costi che ogni settimana lievitano come la pasta della pizza; bugie legate alla sicurezza dove una volta l’Assessore Mori assicura che i mezzi di soccorso potranno sorpassare gli autobus alla fermata passando sul marciapiede. Marciapiede che però poi viene chiuso con tre cilindri paracarro in travertino, uno dei quali peraltro già divelto dal passaggio acrobatico di un mezzo ATC. Bugie legate al fatto che i Vigili del Fuoco non dovranno accedere in Piazza Verdi con le autopompe in quanto per spegnere un incendio che dovesse propagarsi in uno degli edifici dove risiedono, studiano e lavorano centinaia di persone, sono sufficienti gli attacchi per idranti collocati nella piazza. Peccato che degli idranti non ve ne sia neanche l’ombra.

Bugie legate alla negazione che prima o poi i mezzi pubblici non transiteranno più dal centro cittadino non considerando tutte le problematiche legate alla conformazione di una città che non ha grosse via di comunicazione che ne permettano l’agevole attraversamento senza congestionare il traffico aumentando così il livello d’inquinamento.

Il progetto di Piazza Verdi voleva essere un punto di partenza per fare della Spezia una grande città europea. Certo tutte le grandi città europee hanno delle piazze bellissime. Peccato che le grandi piazze europee sono presenti nelle città dove la pedonalizzazione può essere realizzata grazie alla presenza di arterie stradali adeguate, piste ciclabili, corsie preferenziali per i mezzi pubblici e tanto altro ancora. La Spezia è una città europea, una città a vocazione turistica, una città con un golfo fra i più belli al mondo.

Gentile Sindaco Federici, gentile Assessore Mori, gentile architetto Vannetti, La Spezia è già una grande città europea grazie ai suoi cittadini europei che non hanno nulla da invidiare alle più blasonate città europee.

Cittadini con un carattere schietto e leale, cittadini lavoratori, attaccati alla loro meravigliosa terra, cittadini che non meritano di vedersi accusati degli errori altrui.

Un grande uomo politico come Enrico Berlinguer diceva: “Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno.”»

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