laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

Consiglio Regionale di martedì 10 gennaio

Più informazioni su

Minuto di silenzio per ricordare la strage a Istanbul
Il presidente del Consiglio regionale Francesco Bruzzone ha aperto la seduta chiedendo all’Assemblea di osservare un minuto di silenzio per ricordare le vittime dell’attentato avvenuto la sera di Capodanno a Istanbul.

«Il 2016 si è chiuso tristemente con la commemorazione delle vittime al mercatino di Natale di Berlino, ed oggi ci vediamo dolorosamente costretti ad aprire la prima seduta del nuovo anno nel ricordo di altre vittime – ha esordito Bruzzone – Nuovamente Istanbul, nuovamente un momento di festa, un locale alla moda, un attacco ad un modello di vita palesemente inviso a quanti, in nome di una presunta ortodossia, seminano orrore e morte. Ancora una volta – ha concluso – siamo chiamati a condannare un vergognoso atto criminale esprimendo il nostro cordoglio alle famiglie delle vittime di tanta violenza e inviare ai numerosi feriti il messaggio di augurio di questa Assemblea».

Accertare la stabilità del viadotto Bormida di Mallare sulla A 6
Andrea Melis (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta dall’intero gruppo, con la quale ha evidenziato che tra ottobre e novembre 2016 sono state pubblicate su diversi social media segnalazioni di cittadini preoccupati per lo stato delle gabbie d’acciaio e dei piloni sul viadotto Bormida di Mallare, nel tratto autostradale A 6. Il consigliere ha chiesto alla giunta se conosca le segnalazioni e di attivarsi presso i ministeri competenti affinché venga garantita la realizzazione delle opere infrastrutturali assicurate dalla concessionaria “Autostrada Torino-Savona S.p.A.” . Il consigliere ha chiesto, inoltre, di fare verifiche con prove di carico dinamiche per accertare la presenza di degradi o danneggiamenti strutturali intervenuti nell’assetto statico della struttura.

Per la giunta ha risposto l’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone il quale ha precisato che non esiste una competenza regionale sulla manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere autostradali e ha, quindi, illustrato la relazione giunta dalla Società Torino-Savona che, in merito al viadotto, ha assicurato che i degradi “riguardano le sole parti corticali dei calcestruzzi e non alterano in alcun modo la resistenza e la stabilità dell’opera”. L’assessore ha inoltre comunicato di avere segnalato il caso all’ufficio ispettivo del Ministero delle Infrastrutture il quale ha spiegato che gli interventi sui viadotti vengono realizzati in seguito ad una esplorazione visiva mentre eventuali manutenzioni straordinarie sono vincolate al piano industriale triennale, attualmente in approvazione al ministero stesso. Giampedrone ha, comunque, garantito la vigilanza della Regione sulla questione.

Incrementare il personale in Arpal
Francesco Battisti (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, con la quale ha ricordato che, in seguito dell’approvazione del Disegno di legge  “Disposizioni di modifica della normativa regionale in materia di protezione civile e di organizzazione dell’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure” vengono attribuite ad Arpal nuove funzioni in materia di protezione civile. Il consigliere ha evidenziato che Arpal, in una relazione, ha dichiarato che per far fronte alle nuove funzioni occorre personale aggiuntivo: in particolare almeno 7 geologi, 5 idrologi, 4 tecnici informatici e 2 tecnici di rete. Battistini ha chiesto, quindi, alla giunta «se condivida le previsioni di ulteriore personale necessario al corretto espletamento delle nuove funzioni assegnate ad ARPAL,  quali siano le diverse valutazioni in merito» e di provvedere, infine, all’inserimento di nuovo personale, come richiesto da ARPAL.

Per la giunta ha risposto l’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone. Giampedrone ha spiegato che, rispetto al 2015, le risorse destinate dalla Regione ad Arpal sono aumentate di due milioni di euro. Un milione di euro è stato destinato nel 2016 ed un ulteriore milione  riguarda  il bilancio 2017. Queste maggiori risorse, secondo l’assessore, possono consentire la riorganizzazione anche per quanto riguarda  l’allertamento e le previsioni di carattere idrogeologico. Dopo aver fornito le notizie inerenti l’operato della giunta, Giampedrone ha quindi invitato i sottoscrittori dell’interrogazione a chiedere al presidente della Commissione Territorio Ambiente di organizzare delle audizioni con i responsabili Arpal, per entrare nel dettaglio della riorganizzazione.

Investire in rsa e hospice di Sarzana
Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle)  con un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, ha chiesto alla giunta come e con quali tempi la ASL5 potrà investire la somma di denaro fino ad oggi immobilizzata per il riacquisto della porzione retrostante la Casa della Salute di Sarzana. Riacquisto che, secondo Battistini, non avverrà per problemi di non fattibilità dell’operazione. Il consigliere ha, inoltre, chiesto di invitare la dirigenza di ASL5, anche avvalendosi di A.Li.Sa., ad investire la somma di denaro disponibile per concludere i lavori della RSA e dell’Hospice ubicati di fronte al Nuovo San Bartolomeo di Sarzana; acquistare gli arredi e le attrezzature sanitarie per migliorare e ampliare i servizi offerti sul territorio e negli ospedali di Sarzana, La Spezia e Levanto e ristrutturare i reparti e le strutture più bisognose, dal punto di vista estetico-strutturale-organizzativo, dell’ospedale Sant’Andrea della Spezia

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha detto che da quando riveste l’incarico  gli uffici, ed in particolare l’Asl 5, le hanno evidenziato che la pratica riferita alla quota di capitale a disposizione in ASL 5 per il riacquisto della porzione retrostante della Casa della Salute doveva essere rivista in quanto le finalità iniziali, per quanto riguarda la contrazione del mutuo, non corrispondevano alle reali esigenze dei bisogni di salute dei cittadini dell’ASL 5.  E’ stata quindi  riconsiderata l’opportunità del riacquisto della parte della cosiddetta Casa della Salute di Sarzana e si è proceduto a fare la rimodulazione del mutuo, finalizzata a destinare la quota di 2,5 milioni di euro ad altri investimenti, che rivestono carattere d’urgenza, non impegnando più tali somme nelle riacquisto della porzione che originariamente era di proprietà della ASL, ma che  era stata ceduta. Viale ha quindi evidenziato il 24 ottobre scorso l’ASL 5 ha trasmesso la deliberazione sul “Riallineamento del piano degli investimenti da finanziarsi con il mutuo di 8.750.000 euro” unitamente a copia della documentazione tecnica utile alle necessarie valutazioni. Il riallineamento  – ha puntualizzato – è afferente all’utilizzo di quote di mutuo originariamente destinate ad interventi la cui realizzazione, appunto, non rientra più tra le priorità aziendali, a favore, invece, di interventi ritenuti più urgenti. L’assessore ha quindi fornito un dettagliato elenco degli interventi e degli acquisti programmati da Asl 5.

No al pedaggio autostradale per le ambulanze
Su questo argomento sono state illustrate due interrogazioni: una è stata presentata da Claudio Muzio (FI), e sottoscritta  anche dal collega di gruppo Angelo Vaccarezza, e la seconda da Sergio Rossetti (Pd).

Muzio ha ricordato le disposizioni ministeriali che negli anni hanno stabilito, fra l’altro, che sono esentati dal pagamento del pedaggio i veicoli con targa C.R.I., i veicoli delle associazioni di volontariato e degli organismi simili non aventi scopo di lucro, adibiti al soccorso nell’espletamento dello specifico servizio, muniti del relativo contrassegno e che, infine, per le attività di trasporto dei malati effettuate a titolo gratuito opera l’esenzione del pagamento del pedaggio, poiché questa ipotesi è assimilabile al soccorso/trasporto in emergenza. «Nel concetto di “soccorso in emergenza”  – ha aggiunto – sono ricomprese il servizio 118, il trasporto organi, il trasporto di sangue ed emoderivati in condizioni di emergenza, il trasporto sanitario assistito, il trasporto neonatale/pediatrico, il trasporto di pazienti oncologici e di pazienti dializzati che necessitano dell’utilizzo di ambulanza». Tuttavia – ha spiegato –  Società Autostrade dall’1 gennaio 2015 ha deciso di non concedere più il transito gratuito ai mezzi di pubblica assistenza che non fossero in servizio di urgenza e ha chiesto il pagamento alle pubbliche assistenze della Liguria dei pedaggi dal 2015 al 2016. «Questo  provvedimento – ha concluso – colpendo in modo particolare le pubbliche assistenze del Tigullio, costrette ad utilizzare le infrastrutture autostradali nell’espletamento del pubblico servizio, rischia di pregiudicarne la sopravvivenza e il prezioso ed essenziale servizio pubblico». Il consigliere ha chiesto, quindi, alla giunta di intervenire.

Rossetti ha sottolineato che nell’accordo quadro tra ANPAS (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) e Regione viene riconosciuta la copertura da parte della Regione dei costi effettivamente effettuati dalle pubbliche assistenze e che viene riconosciuta dalla Regione la copertura, con la tariffa, dei costi effettivamente effettuati dalle Pubbliche Assistenze. Tuttavia «dal 2014 Società Autostrade ha limitato l’esenzione del pedaggio, mantenendo la totale gratuità solo per la Croce Rossa Italiana, mentre i pedaggi in  altre Regioni sono già riconosciuti perché – ha spiegato – perché le amministrazioni regionali, usando rimborsi in automatico, si sono fatte carico dei nuovi oneri autostradali a partire dal 2010». Rossetti ha ricordato, inoltre, che Società Autostrade ha chiesto i costi retroattivi alle pubbliche assistenze del pedaggio dal 2014 e, in attesa della la risoluzione positiva del contenzioso, le azioni di pagamento ingiuntivo avviate da Società Autostrade pregiudicano la sopravvivenza delle Pubbliche Assistenze. Il consigliere ha chiesto alla giunta, fra l’altro, l’obbligo di restituzione alla Regione dei costi delle pubbliche assistenze nel caso in cui Società’ Autostrade dovesse restituire alle stesse in toto o in quota parte i pedaggi.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha ribadito che delle somme in questione non  dovranno farsi carico volontari e pazienti e ha annunciato l’intenzione, di concerto con il presidente della giunta Giovanni Toti, di aprire un tavolo con la società autostradale per affrontare la questione, sia per quanto riguarda il passato che per la situazione futura. Non è da escludere, tra l’altro, un’ipotesi di chiusura dei contenziosi in corso, anche con una soluzione una tantum , della quale potrebbe farsi carico la Regione. Sarà il presidente – ha ribadito Viale – ha farsi carico di affrontare la questione con i vertici della società autostrade, sia per in contenziosi in essere che per la situazione futura.

Verifiche su regolarità dei lavori del Terzo valico
Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha presentato un’interrogazione relativa all’indagine definita “Arka di Noè”, che ha portato nell’ottobre scorso a 14 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Tribunale di Genova, per i reati di corruzione, concussione e turbativa d’asta nei confronti di alcuni imprenditori e di dirigenti del consorzio Cociv, general contractor dei lavori del Terzo Valico. «Alla luce di quanto emerso nell’indagine si può ipotizzare – ha spiegato il consigliere – che i lavori della galleria di Cravasco potrebbero non essere stati fatti a regola d’arte, come ha affermato dal Procuratore Capo di Genova Francesco Cozzi. Questo aspetto, se fosse confermato rappresenterebbe un danno incalcolabile alle finanze pubbliche impegnate per la realizzazione del Terzo Valico, e una seria minaccia per la sicurezza dei lavoratori e le popolazioni circostanti». Pastorino, dunque, ha chiesto quali controlli stia eseguendo la Regione per verificare la corretta e sicura realizzazione delle opere eseguite finora, le azioni intraprese nei confronti di Cociv e, infine, se la Regione sia in grado di valutare un eventuale incremento dei costi delle opere e se intenda intraprendere azioni legali a propria tutela e a tutela dei cittadini.

Per la giunta ha risposto l’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone il quale ha spiegato che, inseguito all’inchiesta, Anac il 14 novembre scorso ha aperto nella sostanza una procedura di commissariamento che – ha aggiunto – non andrà a condizionare l’operatività del cantiere e, quindi, non inciderà sui livelli occupazionali. Giampedrone ha illustrato le misure assunte dal nuovo presidente del Cociv “per realizzare una netta discontinuità gestionale e assicurare la regolare prosecuzione dei lavori”. Fra queste ci sono la sospensione dal servizio dei dipendenti coinvolti nell’indagine, il rinnovo degli organi amministrativi, l’implementazione dei processi di verifica sull’operatività del consorzio, e la risoluzione del rapporto con Sintel, la società affidataria della direzione dei lavori interessata dall’indagine. L’assessore ha comunque garantito l’impegno della Regione nelle verifiche che i lavori fino ad ora eseguiti siano stati fatti secondo le regole.

Dubbi sull’accreditamento della Croce Celeste Genovese San Benigno
Giovanni Battista Pastorino (Rete a Sinistra) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta «come sia stato possibile accreditare la Croce Celeste Genovese San Benigno nella lista delle pubbliche assistenze regionali, anche per il trasporto sanitario di emergenza e urgenza». Il consigliere ha rilevato che la Croce Celeste Genovese San Benigno è salita alla ribalta della cronaca a causa di un intervento dei NAS che avrebbe rilevato «numerose irregolarità, da dispositivi medici scaduti da anni a mezzi senza defibrillatori, la sede stessa dell’associazione presenta gravi problemi strutturali e non risulta affiliata all’Anpas. Eppure la Croce è stata inserita nella lista delle pubbliche assistenze “promosse” da ASL e Regione Liguria, mentre la delibera regionale 1385 del 14 stabilisce requisiti stringenti riguardo la conformazione delle sedi, le dotazioni delle ambulanze messe a disposizione del 118 Genova Soccorso e sull’organizzazione interna».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale che ha illustrato le verifiche effettuate dalla Asl, a partire dall’aprile 2015 fino al novembre scorso, e ha rilevato che al momento del sopralluogo iniziale alcune condizioni, riscontrate come non conformi ai requisiti di legge, sono state accettate sul presupposto di un rapido adeguamento. In altri casi la pubblica assistenza ha provveduto a intervenire positivamente su alcuni aspetti segnalati. Viale ha spiegato che, durante il sopralluogo dell’aprile 2015, le condizioni igienico sanitarie della sede erano sufficienti e le ambulanze, controllate presso il servizio 118, erano in buone condizioni igieniche. Rispetto alle inadempienze rilevate dai Nas il 28 ottobre scorso – ha spiegato Viale – la Asl3 ha sospeso la convenzione per 7 giorni e sono state effettuate successive verifiche a novembre sulle irregolarità segnalate, ma alcune delle inadempienze verbalizzate dai nas non sono state riscontrate ma è stata chiesta comunque un’integrazione della documentazione presentata in sede autorizzativa. Successivamente a questi ultimi accertamenti la pubblica assistenza ha chiesto una proroga per procedere agli adeguamenti.

Installare nelle stazioni e sui treni defibrillatori semiautomatici.
Valter Ferrando (Pd) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi del gruppo Raffaella Paita e Giovanni Lunardon, in cui ha chiesto alla giunta se nel nuovo contratto di servizio con Trenitalia sarà inserita una clausola per installare nelle stazioni ad alta frequentazione e su ogni treno regionale un defibrillatore semiautomatico, in modo tale da coprire tutto il parco mezzi. Il consigliere ha ricordato il tragico caso della morte per arresto cardiaco di un pendolare sul treno intercity Milano-La Spezia, intervenuta nonostante i tentativi del capotreno di rianimare l’uomo con massaggio cardiaco: «In caso di arresto cardiaco la tempestività è indispensabile per salvare la vita e l’impiego immediato di un defibrillatore – ha spiegato  – può consentire un più rapido ed efficace soccorso e i treni Italo e i Frecciarossa sono stati dotati di questi dispositivi salvavita».

Per la giunta ha risposto l’assessore ai trasporti Giovanni Berrino  il quale ha detto che, attraverso l’assessorato alla sanità, si intende affrontare la questione con la competenza del 118, per verificare «quale sia il metodo migliore per assicurare il servizio». Infatti, per quanto riguarda i treni regionali, che affrontano un percorso costellato di moltissime fermate, occorre valutare se è meglio dotare di defibrillatore le stazioni o i treni. In quest’ultima ipotesi, però,  la situazione presenta alcuni problemi  in particolare per i vecchi convogli poiché c’è il rischio che nella composizione quotidiana del treno non venga inserito proprio il vagone munito di defibrillatore. Per quanto riguarda  le nuove forniture, Berrino  ha chiarito che si chiederà che vengano forniti treni muniti  di defibrillatore.

Rivedere la delibera sui posteggi per le ambulanze.
Gabriele Pisani (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dagli altri consiglieri del gruppo, in merito alla delibera del 2016 relativa all’elenco regionale dei soggetti autorizzati all’attività di trasporto sanitario di emergenza urgenza. Secondo il consigliere «sono state riscontrate indicazioni da diverse Pubbliche Assistenze sull’adeguamento dei settori di sosta destinati ai veicoli di soccorso operativi in servizio di emergenza urgenza con il timore che si vogliano togliere i posteggi destinati alle Pubbliche Assistenze e lasciare solo i posti riservati ai veicoli di pronta urgenza, ossia per le ambulanze di tipo A, escludendo le ambulanze di tipo B. Tuttavia – ha aggiunto – entrambi i tipi di veicoli di soccorso sono altamente performanti ed egualmente importanti. Anche quando vengono usate autovetture non emergenziali, ci si trova di fronte ad un servizio pubblico sanitario di notevole importanza». Poiché, secondo Pisani, anche le ambulanze di tipo B sono usate quotidianamente per persone bisognose, il consigliere ha chiesto alla giunta le ripercussioni dell’adeguamento dei settori di sosta destinati ai veicoli di soccorso operativi in servizio di emergenza urgenza e la gestione dei posti auto forniti alle Pubbliche Assistenze, ad esempio nel Comune di Genova, con il rischio che le Pubbliche Assistenze debbano stipulare abbonamenti con i vari gestori.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale, la quale ha spiegato che la gestione dei parcheggi è una specifica competenza comunale, ma ha assicurato l’impegno della Regione per sensibilizzare i Comuni affinché i veicoli operativi delle pubbliche assistenze, che svolgo servizi di pubblica utilità e non solo di emergenza, non siano danneggiati dagli adeguamenti delle disposizioni comunali.

Costi ed elenco invitati alla prima de “ La Traviata” al Carlo Felice
Giovanni Lunardon (Pd) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dagli altri componenti del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta se gli inviti alla prima de “La Traviata”, che si è svolta al Teatro Carlo Felice giovedì 15 dicembre 2016, siano stati a carico della Regione Liguria e, in caso affermativo, quanto sia stato il costo complessivo e a quale capitolo di bilancio sia stato imputato oppure se siano stati posti a carico del Teatro Carlo Felice e, in ogni caso, quante sono le persone che sono state invitate. «Alcune fonti giornalistiche – ha precisato Paita – hanno riferito che il Presidente della Regione Liguria ha invitato alla rappresentazione molti esponenti politici del centro-destra e volti televisivi molto conosciuti. Tuttavia non appare giustificata la presenza di un numero così elevato di invitati ad un evento culturale come la messa in scena dell’opera verdiana, anche considerando esclusivamente la finalità promozionale».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla cultura Ilaria Cavo che ha sottolineato il grande successo ottenuto dalla manifestazione, sia fra il pubblico che nel mondo dei social. Cavo ha rilevato, inoltre, che la Regione, in quanto socio fondatore del teatro, ha a disposizione una quota di inviti e ha ritenuto opportuno invitare «illustri ospiti. Sono state 63 le persone che hanno usufruito di inviti di cortesia, fatti a nome del sovrintendente del Carlo Felice». Queste personalità di spicco – ha aggiunto – hanno potuto dare maggior rilievo a questa serata. Secondo l’assessore anche le manifestazioni collaterali, organizzate dalla Regione a margine dell’evento per non gravare sul teatro, hanno dato «un contributo aggiuntivo ai progetti di rilancio del Carlo Felice». Secondo l’assessore «il combinato disposto delle iniziative ha portato ad un ampio riscontro della critica, del pubblico e della cittadinanza» e ha sottolineato che lo spettacolo è stato seguito in streaming in numerosi Comuni della Liguria. L’assessore ha ribadito la politica della giunta, che intende valorizzare il teatro lirico genovese.

Dare piena operatività alla stazione ferroviaria di Imperia
Giovanni Barbagallo (Pd) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai colleghi di gruppo Raffaella Paita e Giovanni De Vincenzi, in merito all’inaugurazione il 12 dicembre 2016 del nuovo tratto di ferrovia tra Andora e San Lorenzo e della nuova stazione ferroviaria di Imperia. «La piena operatività della linea ferroviaria sarebbe dovuta coincidere con una piena funzionalità della nuova stazione di Imperia – ha sottolineato – eppure, nonostante da tempo fosse conosciuta la data di apertura della nuova stazione di Imperia, questa risulta ancora carente del secondo accesso, e alcune zone della città risultano ancora sprovviste di barriere antirumore. Nonostante – ha aggiunto il consigliere – i primi treni giornalieri, rispettivamente in direzione Ventimiglia delle ore 6.18 e in direzione Genova delle ore 5.24, effettuino una fermata presso la stazione, le scale mobili e gli ascensori entrano in funzione solamente dalle ore 9 e fino alle ore 17.30 e il loro funzionamento risulta inadeguato nelle ore di punta». Barbagallo ha chiesto, dunque, alla giunta di sollecitare Rete Ferroviaria Italiana ad intervenire nel più breve tempo possibile.

Per la giunta ha risposto l’assessore ai trasporti Gianni Berrino il quale ha rilevato che era risaputo che la stazione non sarebbe stata pronta entro la fine del 2016 e ha ricordato che il progetto risale ad almeno quindici anni fa, esprimendo perplessità sulla scelta della sua collocazione. Per quanto riguarda le barriere antirumore, Berrino ha replicato che sono state realizzate tutte quelle previste nel progetto iniziale e ha smentito che le scale mobili vengano attivate solo alle 9 del mattino: «Gli ascensori sono in funzione dalle cinque a mezzanotte». L’assessore ha concluso: «Regione Liguria, non essendo firmataria del contratto con Rete Ferroviaria Italiana, può solo fare pressioni e questo viene fatto quotidianamente, noi vigiliamo affinché i lavori siano terminati entro il termine che ci è stato detto del giugno 2017 e che tutto funzioni».

Attivare un stroke unit di I livello al San Paolo di Savona
Matteo Rosso (FI) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta di adottare la definizione di “stroke unit” di I livello per il polo presso l’ospedale San Paolo di Savona. Il consigliere ha ricordato che il 29 giugno scorso è stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale una mozione che chiedeva il potenziamento di questo servizio e che poche settimane dopo il direttore generale della Asl2 aveva annunciato che lo studio di fattibilità si sarebbe concluso entro l’ottobre successivo. «Ad una mia nota del 28 novembre – ha spiegato Rosso – la risposta pervenuta da parte del direttore sanitario dell’Asl 2 è stata, però, molto evasiva e fino ad oggi non è stato fatto nulla da parte dell’Azienda sanitaria savonese per implementare il Centro Ictus, che è di fondamentale importanza per i pazienti colpiti da stroke». Il consigliere, quindi, ha chiesto alla giunta che venga adottata la formale definizione di “stroke unit” di I livello presso l’ospedale San Paolo di Savona.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale, che in una dettagliata relazione ha spiegato le funzioni dello Stroke Unit (Centro Ictus) di primo livello, che deve fare fronte alla stragrande maggioranza degli eventi e rappresenta la risposta locale al fabbisogno di diagnosi, ricovero e cura per la maggior parte dei pazienti colpiti da ictus cerebrale. Viale ha specificato che, secondo la nuova revisione organizzativa, le funzioni di alta complessità vengono concentratore nell’Hub che, nel caso specifico, si trova al Santa Corona di Pietra Ligure, mentre le funzioni di media complessità sono mantenute in carico allo Spoke dell’ospedale San Paolo di Savona. L’assessore ha sottolineato, quindi che «il centro spoke del San Paolo presenta ad oggi gli effetti e i caratteri di una Stroke Unit di primo livello».

Emergenza Xylella alle porte della Liguria
Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dagli altri componenti del gruppo, con cui ha chiesto all’assessore competente sia a conoscenza della presenza della Xylella del ceppo “pauca ST53”, a Mentone e quali misure sono o verranno adottate in merito all’eventuale sconfinamento del batterio nel territorio ligure. In particolare il consigliere ha chiesto quali controlli ed analisi si stanno svolgendo, quali sono gli enti e gli istituti coinvolti e gli eventuali risultati registrati. De Ferrari ha rilevato: «Il batterio, che è in grado di far morire le piante e contro il quale per il momento non sembrano esservi rimedi, è stato per la prima volta individuato alle porte della Riviera, a Mentone, si è poi insediato in Corsica ed è presente in Costa Azzurra con 15 focolai, uno dei quali, il più pericoloso per l’olivicoltura, rischia di sconfinare in territorio italiano».

Per la giunta ha risposto l’assessore all’Agricoltura Stefano Mai il quale ha ricordato che lo scorso anno, appena avuto notizia di quanto stava accadendo in Francia, la Regione ha incontrato gli interlocutori francesi. Nei Comuni  di confine con l’area “infetta” di Mentone è stata circoscritta una zona “cuscinetto”, delimitata da Ventimiglia e Olivetta San Michele. E’ stato quindi approvato un piano di monitoraggio. Sono state effettuate circa 1100 indagini ed ispezioni sul territorio: sono stati prelevati numerosi campioni vegetali  e sono state posizionate delle trappole  per la cattura  degli insetti che possono veicolare la malattia.  Le analisi dei campioni vegetali e degli insetti – ha puntualizzato l’assessore – sono state effettuate  presso il laboratorio di Quarantena del settore Fitosanitario regionale. Tutti i campioni analizzati – ha ribadito Mai – hanno dato esito  negativo.  L’assessore ha poi ricordato che, in collaborazione con la parte francese, è stato messo a punto un progetto a livello europeo per accedere a fondi, circa un milione di euro di cui 600 mila per la regione Liguria, che consentirebbero, tra l’altro, di avviare un’azione di prevenzione ed informazione.

Bando per la fornitura di strisce per la determinazione di glicemia
Matteo Rosso (FdI-An) con un’interrogazione ha ricordato che il servizio la fornitura di strisce reattive per la determinazione della glicemia, da destinare alla distribuzione in regime di assistenza integrativa esterna, è stato prorogato fino al marzo 2017 e che dovrà quindi essere approntato un nuovo bando  per garantire la continuità di controllo ai pazienti affetti da diabete melito. Il consigliere ha, quindi, chiesto alla giunta quali associazioni scientifiche siano state interpellate e i nominativi dei membri della commissione che provvederanno alla preparazione del bando.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale, la quale ha puntualizzato che il consigliere Matteo Rosso aveva già espresso preoccupazioni sulla composizione della commissione per il bando di gara. Secondo Rosso, infatti, è necessaria la presenza di un pediatra. «Condivido la preoccupazione del consigliere» ha detto Viale, puntualizzando che si è attivata, attraverso gli uffici competenti, per integrare la commissione con un pediatra esperto in questo tipo di patologia. In assenza di questo figura – ha chiarito Viale – sarebbero state comunque sentite le associazioni scientifiche. Ma la presenza del pediatra, secondo l’assessore, è più rassicurante per le famiglie di piccoli pazienti.

Assenti: Salvatore

Più informazioni su