laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

NAPOLI – SPEZIA 3 – 1 | O sole sta comunque in fronte a noi, grazie lo stesso Aquile!

Più informazioni su

Un ottimo Spezia tiene testa ai campani, avanti dopo due minuti con Zielinsky. Pareggia Piccolo, l’uno – due Giaccherini – Gabbiadini spegne nella ripresa il sogno aquilotto. Nonostante il K.O, dal San Paolo arrivano segnali incoraggianti per il futuro. 

I VENTIDUE DEL SAN PAOLO: DI CARLO SCEGLIE LA DIFESA A TRE, SARRI NE CAMBIA NOVE

Il nuovo anno degli aquilotti ha inizio nel prestigioso San Paolo, teatro degli ottavi di finale della Tim Cup. Per la storica occasione, Mister Di Carlo adotta la novità 3-4-3, schierando dal 1′ Chichizola in porta, Ceccaroni, Terzi e Valentini in difesa, De Col, Maggiore, Deiola e Migliore sulla mediana, Piccolo, Baez e Piu tridente offensivo.

I padroni di casa, reduci dalla vittoria sulla Samp in extremis scendono dinanzi al pubblico amico con un 4-3-3 in cui il turnover è il protagonista: tra i pali ecco il brasiliano Rafael, Maggio, Albiol, Maksimovic e Strinic a comporre la retroguardia, Zielinsky, Diawara e Rog a centrocampo, Giachherini, Gabbiadini e Insigne completano l’undici titolare di Maurizio Sarri, quest’oggi assente a causa delle due giornate di squalifica rimediate nell’affaire Mancini. Dunque, nove, in totale, i cambi rispetto alla gara di sabato contro i liguri, con Giaccherini e Strinic unici confermati. In panchina, il eo acquisto Pavoletti, ultimo arrivato sponda Genoa.

SBLOCCA ZIELINSKY, PICCOLO LA RIPRENDE: IL NAPOLI SPRECA, LO SPEZIA NO

Nonostante una partenza coraggiosa  e intraprendente, lo Spezia deve raccogliere il pallone in fondo alla rete dopo appena 120 secondi: a far felice i circa 20.000 del San Paolo ci pensa infatti un preciso piazzato del polacco Zielinsky, letale nell’approfittare dell’eccessiva distanza concessa dai reparti aquilotti.

La voglia di sorprendere e di ripetere l’impresa di Roma vivono però nei ragazzi di Di Carlo, che cercano subito la riscossa con un spunto di Migliore sulla sinistra per Baez, anticipato di un soffio dall’ex Real Madrid Raul Albiol.

D’altro canto, il Napoli, con il passare dei minuti, fa suo il campo grazie ad un prolungato possesso palla e a precise verticalizzazioni.

Dal quarto d’ora, difatti, chiaro il tema del match, con i campani padroni di gioco e i bianchi attendisti, pronti ad approfittare di eventuali errori degli avversari. Le sbavature dei napoletani sono però pressochè inesistenti e così a subire l’iniziativa è la squadra di Di Carlo, graziata nel giro di poche lancette di orologio da Insigne – protagonista di un palo colpito a porta quasi spalancata e di un chirurgico destro a giro di un soffio fuori – e da Chichizola, super nel respingere in corner il colpo di testa di Zielinsky.

La squadra di Sarri domina, ma spreca, concedendo così il fianco alle Aquile, vicine dapprima al pari con il destro dal limite di Maggiore – di non molto a lato – quindi, rapidissime, al 35’, nel riversarsi in contropiede e trafiggere la sbigottita difesa napoletana, colpita dallo sprint di Piu e soprattutto dalla deviazione di Albiol sull’apparente innocuo tiro del compaesano Piccolo che non lascia scampo a Rafael.

Ristabiliti, a sorpresa, i conti, gli ultimi dieci minuti della prima frazione di gioco sono di marca spezzina, con Piu che tenta allo scadere il colpaccio, senza tuttavia impensierire troppo l’estremo difensore brasiliano che respinge con i pugni la conclusione del classe ‘96 scuola Empoli.

Nessun minuto di recupero concesso dal direttore di gara Pairetto, Napoli e Spezia vanno a bere un the caldo sul risultato di uno a uno.

BLACK OUT AQUILOTTO, I PARTENOPEI NON PERDONANO

L’imperativo categorico imposto da Sarri nei secondi 45’ è di innalzare il ritmo e non è un caso che Gabbiadini, dopo appena 60 secondi, sfiori con un preciso diagonale il gol del vantaggio.

Lo Spezia tenta tuttavia di non farsi schiacciare, provando la ripartenza con lo scatto di De Col su Strinic, ma l’ex Cesena non è preciso nel concludere.

Gli aquilotti tengono dignitosamente il campo, anche se, a lungo andare, i valori tecnici dei partenopei emergono, non lasciando scampo alla squadra di Di Carlo: tra il 55’ e il 57’, infatti, un fantastico destro volante di Giaccherini e un’azione ubriacante del croato Rog che dà il là all’appoggio di petto facile facile di Gabbiadini, affondano di fatto le Aquile.

Sotto di due reti, nello Spezia entrano Granoche, Pulzetti  e Mastinu– fuori Piccolo, Ceccaroni e Baez – ridisegnando la formazione con il consueto 4-3-3, mentre tra i padroni di casa fanno il proprio ingresso in campo Callejon per Insigne, Hysaj per Strinic ed il neo acquisto Pavoletti per Gabbiadini, in quello che, di fatto, è un passaggio di consegne.

Acquisiti i quarti di finale, il Napoli si adagia nella propria metà campo, concedendo ad uno Spezia orgoglioso l’occasione del due a tre con il colpo di testa di Valetini su situazione di corner, ma il difensore argentino indirizza la sfera pochissimi centimetri a lato di Rafael.

Gli aquilotti non riescono a capitalizzare le scarne occasioni, rischiando di crollare allo scadere, ma il neo entrato Pavoletti si divora la quarta rete, sparando alto il pallone servitogli dalla torre di Callejon.

Finisce così la sfida tra Napoli e Spezia: una gara che lascia contenti tutti, il Napoli per la vittoria, lo Spezia per la bella e incoraggiante prestazione contro una grandissima della massima serie.

Andrea Licari

Più informazioni su