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«No al referendum sull’articolo 18, ma giusto riformare i voucher»

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LA SPEZIA – La CNA della Spezia esprime soddisfazione per il verdetto della Corte Costituzionale di inammissibilità del quesito referendario sulle modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori contenute nel Jobs Act.

“Un esito contrario – commenta il Direttore CNA La Spezia e Liguria Angelo Matellini – avrebbe significato un passo indietro nella certezza del diritto per le imprese che investono e creano occupazione. La CNA auspica, inoltre, che l’ammissione del quesito sui voucher rappresenti l’occasione per accelerare quel processo necessario di revisione perché i voucher si confermino strumento per combattere il lavoro nero”.

“Bisogna distinguere la realtà delle piccole e medie imprese da quella delle grandi aziende, nelle piccole aziende – prosegue Matellini  –  il datore di lavoro deve poter valutare le proprie necessità in linea con l’esigenza del mercato e spesso è il rapporto fiduciario esistente tra datore di lavoro e dipendenti delle piccole e piccolissime imprese che esclude la necessità dell’estensione dell’articolo 18. Ricordiamo peraltro che la tutela legata all’articolo 18 escludeva il lavoratore della piccola impresa, e questo non ha mai suscitato alcuna presa di posizione da parte dei sindacati.”

“L’utilizzo dei voucher va regolamentato e ristretto – dichiara Federica Maggiani Presidente CNA La Spezia –  c’è stato un abuso di utilizzo per le prestazioni temporanee e accessorie e sono stati utilizzati per finalità molto differenti da quelle che il legislatore si era proposto. Ma cancellare questo strumento sarebbe sbagliato. Si potrebbero imporre dei limiti all’utilizzo mensile anziché annuale dei voucher, e controllare meglio alcuni settori, quali quello dell’edilizia, in modo tale che l’utilizzo di questo strumento non faccia concorrenza sleale ad imprese che hanno in regola dipendenti e contributi. Se l’obiettivo dei voucher è quello di far emergere il lavoro nero nel settore dei servizi alla persona, dei lavori domestici e di offrire lavoretti a studenti e pensionati, solo un quinto dei percettori appartiene a queste categorie. I voucher sono cresciuti di meno proprio nei settori dove c’è più lavoro nero come tra i collaboratori domestici e in agricoltura, mentre sono stati usati ampiamente in altri”.

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