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Paita e Michelucci: “Sanità spezzina al collasso e bloccata da liti, faide e prevaricazioni”

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I consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita e Juri Michelucci.

GENOVA – La sanità ligure – compresa quella spezzina – è al collasso, ma per Toti va tutto bene. I reparti sono affollati, i posti letto sono tutti pieni, mancano gli infermieri e i medici sono costretti a chiedere le barelle in prestito alle ambulanze; secondo l’assessore Viale, però, la situazione è sotto controllo.

Forse il problema è che il vero assessore non è lei ma Walter Locatelli, commissario di Alisa, visto che tutte le decisioni passano da lui, con un accentramento totale che taglia fuori i territori. Se le cose non funzionano non è certo colpa di medici e infermieri, che fanno il possibile per sopperire alle mancanze di una governace totalmente incapace di affrontare l’emergenza. Nella sanità ligure oggi mancano un’idea e una programmazione, si naviga a vista e appena accade qualcosa di particolare, come il picco influenzale di questi giorni, si scatena il caos. Sulle barelle, per esempio, sappiamo che da tempo l’Asl 5 ha chiesto di poterne acquistare di nuove, ma la gara, gestita ancora una volta a livello regionale, non è mai partita. Un altro esempio di questa disorganizzazione è ciò che sta accadendo alla Pediatria dell’ospedale della Spezia: il reparto è stato trasferito momentaneamente a Traumatologia per un intervento di riqualificazione, ma i lavori, dopo tanto tempo, non sono ancora partiti e visto che nell’ospedale gli spazi sono compressi, ritardi come questo generano problemi in tutta quanta la struttura.

Anche al San Bartolomeo di Sarzana le criticità non mancano. I lavori previsti per l’attivazione dell’Intensità di cura non sono mai iniziati, anche se il progetto esiste ed è stato finanziato da tempo. Al momento è tutto bloccato. Così come il day hospital dove i lavori per le nuove sale sono finiti da sei mesi, ma gli spazi rimangono inspiegabilmente chiusi.

Tutta la macchina sanitaria spezzina è vittima di un impasse decisionale che sta bloccando da mesi gli ospedali. Liti, faide interne, dimissioni annunciate e poi revocate, prevaricazioni dei ruoli stanno rendendo la vita impossibile ai pazienti e al personale sanitario.

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