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«Vietare la vendita degli animali nelle fiere e sagre cittadine»

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LA SPEZIA – Depositata in comune dai consiglieri comunali Masia Roberto Luciano e Ferraioli Maurizio una mozione che chiede all’amministrazione di vietare la vendita degli animali nelle fiere e sagre cittadine.

La motivazione prima  di questa mozione, che è aperta alla condivisione di altri consiglieri, è essenzialmente  giuridica, le normative di legge sulla tutela e il benessere animale parlano chiaro, la vendita occasionale ed il commercio ambulante di animalirisultano incompatibili con le loro esigenze etologiche sia per le modalità e la frequenza dei trasporti che di stazionamento sul posto, non essendo adeguatamente garantito il loro benessere dato che vengono ospitati in spazi pubblici o aperti al pubblico, spesso privi di ripari da intemperie o assiepati in gabbie e, durante la notte, in furgoncini in condizione di sovraffollamento.

Ma un’altra riflessione, in linea con l’azione politica portata avanti dal consiglio comunale negli ultimi anni, caratterizzata da una graduale crescita della coscienza ambientale e civica si pone  ormai doverosa, noi siamo la città che per prima in Italia si è dichiarata contro la “vivisezione”, che ha introdotto nel regolamenti comunali il divieto di potatura durante il periodo di nidificazione, la tutela dei nidi di rondine e di altri insettivori,  che ha adottato le  misure anticollisione per le vetrate degli edifici e altre  ancora, che ha programmato una campagna di sensibilizzazione contro i botti di capodanno con manifesti raffiguranti gli ..ospiti… del canile municipale.

I tempi sono cambiati, la sensibilità delle persone nei confronti degli animali è aumentata, il senso civico comune sta mutando sempre più velocemente, per cui se 20 o 30 anni fa era una cosa “normale” vedere animali in vendita nelle fiere, ora non lo è più. Gli animali non possono più essere considerati più degli oggetti, come dei pelouche da vendere e da comprare in un mercato. L’amore che ci dona un animale non ha prezzo, non si può mercanteggiare.

Tra l’altro decidere di tenere  un animale in casa non può e non deve essere la decisione di un momento di spensieratezza,  quando ci vengono messi in bella mostra dei cuccioli. Il cucciolo in quanto essere vivente e non un pelouche ha le sue esigenze, il suo carattere e non sempre le persone poi, una volta arrivate a casa, si trovano preparate a gestire gli inevitabili problemi, gli impegni, che ne derivano. La decisione di avere un animale in casa deve essere ponderata accuratamente, deve essere presa considerando tutti i possibili problemi che ne potranno derivare che si devono saper affrontare e risolvere. E visto che  un animale dovrà rimanere con noi per tutta la sua vita, un mercato o una fiera non sono certo i luoghi ideali dove tali considerazioni possono essere valutate con la dovuta riflessione e maturità.

In ultima analisi, auspicando dunque l’approvazione della mozione e che altri comuni della Provincia  seguano l’esempio del  comune capoluogo,  vorremmo insomma  far riflettere tutti, amanti degli animali e non, sul fatto che in un momento di crisi economica così lunga, come quella che stiamo vivendo tutti da diversi anni ormai, spendere centinaia  di euro per comprare un animale,  quando nei canili e gattili ci sono  cani e gatti abbandonati in cerca di una famiglia, ci sembra veramente un’assurdità  e vietare la vendita  di animali vivi nelle fiere invece  un  opera di civiltà.

Roberto Luciano Masia

Ferraioli Maurizio

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