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La vera differenza tra serie A e serie B sta negli accordi. Spezia “piccola Udinese”

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LA SPEZIA – Il calciomercato è da sempre la fase più calda, intrigante e nevrotica della stagione. Ogni tifoso sogna di vedere approdare nella propria squadra un campione, anziché un altro. È indubbio che il mercato di serie A è quello che catalizza maggior attenzione perché le star internazionali sono lì. Va, però, detto, che, da quando serie A e serie B si sono scisse, anche il campionato cadetto è diventato un torneo che attira un cospicuo numero di giocatori.

Ovviamente, la principale differenza tra il calciomercato di serie A e quello di serie B risiede nel vil denaro. Ad oggi, le 20 società di serie A hanno investito 550 milioni di euro contro i 13 milioni netti della serie cadetta, un dato che piazza l’Italia al terzo posto europeo dietro Premier e Bundesliga come emerge da un rapporto Bwin sugli investimenti dell’ultima sessione di mercato. Un divario enorme. Eppure non si può dire che in B non vi sia un cospicuo gruppo di calciatori. Le 22 squadre, tra entrate e uscite hanno mosso 1227 calciatori tra chi è stato ceduto (627) e chi è entrato (600). Nello stesso periodo la serie A ha mosso 1747 atleti tra entrate (874) e uscite (873).

L’enorme divario in termini economici, sta nelle modalità di acquisti e vendite delle due leghe. In serie A si paga molto più cash. Va detto, però, che in quest’ultimo periodo, va molto di moda la formula del prestito con diritto o obbligo di riscatto. Con questa formula, sono stati mossi quasi la metà dei soldi 403,40 milioni. Il nostro campionato è primo per distacco in questa speciale classifica. Al secondo posto, c’è la Premier League con appena 63,70 milioni. Questa formula è stata molto sfruttata dalla Roma sotto la gestione Sabatini. Basta dire che, solo nell’ultimo calciomercato con i riscatti di Salah, El Shaarawy, Dzeko, Perotti, Rudiger e Zukanovic i giallorossi hanno speso 59.80 milioni. E’ interessante notare come al sesto posto ci sia proprio la serie B con 33,10 milioni. La Liga è solo nona con 21,30 milioni. In totale, serie A e serie B hanno mosso con questa formula 359 calciatori (168 la serie A e 191 la B) più di tutti gli altri tornei europei messi insieme.

La vera differenza tra serie A e serie B sta negli accordi che le seconde stringono con le prime. Molto spesso, infatti, i prestiti che le società cadette ricevono da quelle del massimo torneo sono secchi o con qualche premio di valorizzazione. Va anche di moda la formula del riscatto da parte della società che acquisisce il giocatore in prestito, con controriscatto a vantaggio di chi cede.
Molte società di serie B creano delle vere e proprie partnership con big o squadre medie di serie A, in modo da avere i loro giovani migliori. Il caso più eclatante, a questo riguardo, è quello dell’Ascoli, strettamente legato all’Atalanta. Solo negli ultimi due anni, la società orobica ha dato a quella marchigiana 7 giocatori.

In questo panorama un caso a parte recita lo Spezia. Di fatto, il club ligure, è una specie di “piccola Udinese”. Il fatto che il suo proprietario, l’imprenditore Gabriele Volpi, possieda anche il Rijeka (club croato della massima serie croata) h portato ad una sinergia tra i due club. Molti, infatti, sono stati i calciatori croati transitati a La Spezia in questi ultimi anni: ben 10 e 9 si sono trasferiti con la formula del prestito. In Italia, invece, la partnership, paradossalmente è con un’altra squadra della piccola-media borghesia italiana: il Verona. Ben 14 sono stati i trasferimenti negli ultimi dieci anni.
Lo Spezia, quindi, a suo modo, è un unicum. Basti dire che ha mosso un giro di 53 calciatori tra acquisti e cessioni, senza spendere un euro e incassando 7.750 milioni.

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