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“Giorno della Memoria”. Tutto il programma

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LA SPEZIA – Questa mattina il presidente del Consiglio Comunale Paolo Manfredini e l’assessora alle politiche giovanili Alice Parodi hanno presentato le iniziative organizzate in occasione del “Giorno della Memoria”, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.

Con loro erano presenti anche Maria Stefania Ariodante capo di gabinetto della Prefettura, Andrea Luporini fotografo, Silvano Andreini per il cinema “Il Nuovo” e Doriana Ferrato presidente ANED  La Spezia.

Il programma prevede alle 9 la deposizione di Corone presso il Monumento ai Deportati nel Campo di sterminio nazista, nel Parco del “2 Giugno.

Alle 9,30 si terrà un incontro  con gli alunni della scuola  “Adriana Revere” a Fossitermi.

Alle 10,30 presso il Cinema “Il Nuovo”  (via Colombo 99) verranno consegnate le medaglie d’onore ai cittadini italiani militari e civili deportati ed internati nei lager nazisti (legge 296/2006) e alle 10.45 avrà luogo la consegna  delle borse di studio  ANED agli studenti vincitori del Concorso “Franco Cetrelli”.

Alle 11,45 sempre al Cinema “il Nuovo” si terrà un Consiglio Comunale straordinario.

Seguirà la proiezione del film “il viaggio di Fanny”.

Alle 12,30 in Piazza Verdi coro formato dalla prime classi della scuola “Silvio Pellico”.si terrà un  concerto.

Alle 17,30 presso il Tunnel Antiaereo di via del Prione sottostante Scalinata Quintino Sella

si terrà l’inaugurazione dell’installazione artistica “Heimweh”

Il layout grafico del manifesto ideata per la ricorrenza  è stato realizzato dagli studenti dell’Istituto  “Einaudi- Chiodo” sezione grafica

Schede di dettaglio

Il viaggio di Fanny“.Quest’anno per la Giornata della Memoria uscirà al cinema IL NUOVOLA SPEZIA E ASTORIA LERICI, Il viaggio di Fanny, vincitore del Giffoni Film Festival . Il filmracconta la storia vera della tredicenne Fanny Ben-Ami e delle sue sorelle, lasciate dai genitoriin una delle colonie francesi destinate a proteggere i minori dai dai rischi della guerra. Lìconoscono altri coetanei e con loro, quando i rastrellamenti nazisti si intensificano einaspriscono, sono costrette alla fuga. Questi bambini dovranno fare appello a tutta la loro forzainteriore e alloro coraggio per affrontare pericoli e peripezie nel tentativo di raggiungere ilconfine svizzero e salvarsi.  Anche nelle difficoltà più ardue e nella paura riusciranno  però aconservare il loro essere bambini, imparando ad essere indipendenti e scoprendo il valoredella solidarietà e dell’amicizia. Perché  vedere ed eventualmente portare al cinema i propristudenti o figli  a vedere Il viaggio

di Fanny? Perché è un viaggio emozionante ispirato a una storia vera che parla di amicizia e libertà. Perché è un racconto inedito sulla persecuzione razziale durante la seconda guerra mondiale. Perché i protagonisti sono bambini e il loro sguardo consentirà ai giovani spettatori una fruizione diretta ed empatica. Perché è ricco di insegnamenti morali come il rispetto della dignità e della libertà della persona, l’importanza  della solidarietà e l’aiuto reciproco. Perché raramente si vedono film sull’argomento  adatti anche per la scuola primaria e secondaria diprimo grado. Perché rappresenta, per questi e molti altri motivi, una rara occasione per dare anche ai più piccoli un immancabile appuntamento con la storia. Perché il cinema rappresenta un utile e valido strumento di aiuto alla didattica grazie al suo linguaggio diretto,coinvolgente ed efficace. ORARI SPETTACOLI IL NUOVO: GIOVEDI 26 E VENERDI 27GENNAIO ORE 16.00-17.30-19.00-21.00, ASTORIA LERICI GIOVEDI 26 GENNAIO ORE16.00-17.30-21.00  VENERDI 27 GENNAIO ORE 9.30

MATTINEE’ , inoltre su prenotazione sono possibili proiezioni riservate alle scuole fino a finefebbraio

Heimweh

Di Grazia Cantoni, Daniela Spaletra, Andrea Luporini, con il contributo del Comune dellaSpezia, Assessorato alle Politiche Giovanili

In occasione della Giornata della Memoria, verrà presentata alla cittadinanza Heimweh,installazione che pone l’attenzione sul dramma dei migranti, sullo stato d’animo di persone messe in fuga dalla guerra e costrette a trovare rifugi di fortuna nei paesi occidentali.Rifacendosi alla tecnica siriana del patchwork, gli artisti invitano lo spettatore a entrare in uno spazio in cui la coperta non è più qualcosa che protegge e delimita il nostro spazio personale,ma diventa strumento di una riflessione più profonda e collettiva. L’oggetto quotidiano diventa straordinario, un diaframma fra la morte e la sopravvivenza, un possibile collante fra la comunità mediorientale e quella italiana.

Nei giorni precedenti l’inaugurazione e fino al termine della stessa, gli artisti organizzano unaraccolta coperte per la realizzazione dell’opera. Ringraziamo Distrò, Origami e Borgata di Lerici per aver messo a disposizione  i propri locali come punti di raccolta.

A installazione conclusa, le coperte verranno destinate a persone in stato di bisogno grazie all’aiuto dei volontari di Hopeful Giving, ONLUS padovana che lavora nei campi profughi in Grecia e nelle zone terremotate del Centro Italia.

https://www.facebook.com/HopefuiGivingldomeni/

Inaugurazione  venerdì 27 Gennaio, ore 17:30, con la partecipazione dei Mitilanti, gruppo spezzino di poesia performativa, che per l’occasione leggeranno brani tratti da Argo, Poesia del nostro Tempo.

Testo critico:

Heimweh è una parola tedesca che non trova una diretta traduzione in italiano ma rimanda alla nostalgia di casa, della terra di provenienza, una nostalgia che non è solo un sentimento dimales  ere legato a una mancanza ma un dolore profondo, assimilabile a quello fisico.

L’opera di Maria Grazia Cantoni, Daniela Spaletra e Andrea Luporini pone l’attenzione suldramma dei migranti, sullo stato d’animo di persone messe in fuga dalla guerra e costrette atrovare rifugi di fortuna nei paesi occidentali. Ispirati dall’antica tradizione siriana di realizzarepatchwork di coperte cucite tra loro, la coperta è la prima cosa che viene fornita ai naufraghiper proteggerli dall’ipotermia ma è anche l’unico riparo di cui dispongono  i senza tetto.

Si tratta di un oggetto pensato per essere utilizzato individualmente, è un rifugio personale che delimita il proprio spazio e forse la propria individualità e la propria solitudine. In Heimweh, gli artistirendono questi singoli elementi parte di un riparo più grande e

comunitario dove le esperienze, i traumi, i sogni e le aspettative possono essere condivisi.

Il tunnel che lo spettatore attraversa, a differenza di quello che lo ha ispirato, non è un luogo dipassaggio ma di sosta. Non lo si attraversa freneticamente perché non porta in nessun altroluogo, non ci sono treni da prendere o persone sdraiate da scavalcare, non c’è fretta:l’esperienza è nel tunnel. Gli artisti ci invitano a fermarci al suo interno, ad esplorare il suospazio soffermandoci sulla sua struttura e sui materiali che lo compongono,  elementi comunipresenti nella nostra quotidianità che possono però fare la differenza tra la morte e lasopravvivenza e che, cucite con una tecnica siriana, rappresentano  anche una possibilità diunione e condivisione  tra la comunità mediorientale e quella italiana.

Per realizzare Heimweh, Cantoni, Luporini e Spaletra si sono serviti di un cospicuo numero di coperte, reperite attraverso una campagna di crowdfunding finalizzata a donare questi oggetti ai campi profughi. Il loro utilizzo artistico è dunque temporalmente limitato: ritenendo che l’arte abbia anche il compito di farsi portatrice di un cambiamento reale all’interno della società, al termine della mostra, gli artisti separeranno di nuovo le coperte e le doneranno alle strutture in cui vengono accolti i migranti.

(testo di Emanuele Riccomi)

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