laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

Barli: La discarica di Servizio a Saturnia sarebbe la sconfitta delle istituzioni

Più informazioni su

Federico Barli già consigliere Comunale della Spezia.

LA SPEZIA – «La vicenda delle colline del Levante avrebbe dovuto servire da monito per l’intera classe dirigente e per le comunità locale. Una mancanza di programmazione, le successive varianti in corso d’opera alle autorizzazione concesse, un sistema delle imprese che cambiavano formalmente proprietari, asseti sociali, ma che risultavano nei fatti sempre intrecciati tra di loro, la mancanza di trasparenza e le decisioni prese in urgenza, ci hanno consegnato quel quadro che tutti conosciamo e che ha visto interrompere la sua spirale devastante solo attraverso le inchieste giudiziarie e un nuovo patto sociale –politico che ha coinvolto associazioni, cittadini e istituzioni.

Ultimo impianto nel levante cittadino, si era detto all’apertura di Valbosca che negli anni ha moltiplicato la sua capienza e che da discarica di servizio è diventata l’unica sito di conferimento del piano Provinciale era susseguito un dibattito in merito alla deriperimetrazione del Sito di interesse Nazionale. La Regione Liguria si era fatta garante del processori bonifica e le dichiarazioni di intenti con cui gli enti locali avevano sostenuto questa tesi era quella di più vicino ai cittadini più controllo delle comunità locali.la stagione delle bonifiche procede a rilento, la discarica “Sistemi Ambientali” quella di Ruffino per intenderci ha un ritardo nella tabella di marcia, la motivazione addotta che manchi la terra da conferire, aspettavamo la ripresa dei lavori delle Gallerie Anas per veder finire la bonifica. In questo quadro politico e sociale si è deciso di intraprendere la bonifica di Saturnia un vecchio sito silente già autorizzato per il conferimento delle Ceneri della centrale Enel la cui attività era stata interrotta per provvedimento giudiziario poteva a dire dei tecnici provocare problemi ambientali.

I proprietari del sito che lo avevano rilevato dai precedenti proprietari, l’avevano tenuto inattivo e le autorizzazioni erano scadute, le strade da percorrere potevano essere molteplici ma la società scelse di affidare la bonifica ad una società pubblica, l’innovativa inchiesta pubblica scelta dalla Regione come procedura di partecipazione e’ stata svolta con poca pubblicità ma comunque arricchita dalla presenza di comitati e portatori di interessi diffusi.

Attraverso la stampa con poca chiarezza si parla di osservazioni regionali e di “nuova discarica di Servizio”, per chi come me ha una lunga storia di militanza e di partecipazione nel levante spezzino, quei silenzi e quelle ambiguità riportano ad un ‘epoca storica che speravo ci fossimo lasciati alle spalle, di quell’esperienza porto tanta consapevolezza e le stigmate di chi si è assunto le responsabilità anche di altri, di chi ha creduto nelle istituzioni e nei patti politici sottoscritti.

Nessun nuovo impianto nel Levante era l’impegno di una classe dirigente e di un’intera comunità, a questo aggiungo trasparenza nelle procedure e qui sinceramente le vedo poco chiare (un nuovo impianto non ha bisogno di Valutazione di impatto ambientale??), poca chiarezza sui costi e i benefici pubblici e il ritorno ad una stagione di diffidenza nelle istituzioni e nei controlli.

Si dica chiaramente che nessuno ha richiesto le autorizzazioni per la discarica di servizio, che quella raccomandazione tecnica regionale non è parte di una programmazione del territorio che i cittadini del levante possano ancora continuare a credere nelle istituzioni e nella responsabilità. Per quanto mi riguarda quel patto l’ho sottoscritto con la mia comunità e sono fermamente contrario alla discarica di Servizio. Mi auguro ci sia chiarezza ma ci sarà in caso negativo tutta la battaglia politica e giudiziaria, se la politica nel suo insieme non sente il bisogno di chiarezza e di fiducia per quanto mi riguarda ne sento una irrinunciabile necessità personale.»

Più informazioni su