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Ragazzi in festa in nome della pace

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LA SPEZIA – Oggi, domenica 29 gennaio, anche alla Spezia, come in tutte le altre diocesi italiane, l’Azione cattolica ragazzi celebra la tradizionale “festa diocesana della Pace”. L’iniziativa è rivolta a tutti, ed in particolare, come negli anni scorsi, a bambini e ragazzi dai sei ai quattordici anni. Questo appuntamento, preparato già nelle settimane scorse nei diversi gruppi parrocchiali, farà convergere nei locali della parrocchia della cattedrale di Cristo Re bambini e ragazzi provenienti da tutte le zone della diocesi. La giornata, secondo il programma messo a punto dal gruppo degli educatori, prevede momenti di gioco e di animazione, di riflessione e di confronto, che avranno come linea guida le riflessioni sul tema della pace e della non violenza proposte da Papa Francesco nell’ultimo messaggio per la Giornata mondiale della Pace, che si è tenuta lo scorso primo gennaio. La “festa diocesana della Pace” intende così rappresentare per tutti, alla conclusione di un mese di gennaio che l’Azione cattolica dedica sempre proprio a questo tema, una vera occasione per riscoprire la bellezza del costruire la pace insieme, piccoli e grandi, con la gioia di chi vuole testimoniare che solo in questo modo è possibile essere felici. Il programma della giornata prevede dunque, alle 10, il ritrovo dei partecipanti nei locali della parrocchia di Cristo Re. Seguiranno i giochi e le attività suddivisi per fasce di età, il pranzo al sacco in oratorio e, a conclusione della giornata, la Messa che il vescovo Luigi Ernesto Palletti presiederà alle 16 nella cripta della cattedrale, con accesso da via Vittorio Veneto. A loro volta, nei giorni scorsi, il settore Giovani dell’Azione cattolica diocesana ha organizzato in piazzetta del Bastione, alla Spezia, la “tenda della Pace” in collaborazione con la Pastorale giovanile. Si è trattato, secondo una formula innovativa rispetto agli anni scorsi, di uno spazio di preghiera per tutti dove singole persone, gruppi e parrocchie hanno potuto sostare in preghiera di fronte al Santissimo Sacramento. Prima dell’inizio dell’adorazione si è svolta anche una celebrazione di preghiera ecumenica con i fedeli delle altre comunità cristiane spezzine, in concomitanza con la settimana di preghiera per l’unità. C’è stata anche una nuova esperienza di evangelizzazione di strada.

Adorazione perpetua da cinque anni alla Spezia
Una preghiera che si innalza giorno e notte, sette giorni su sette, da fine gennaio 2012. I protagonisti di questa catena ininterrotta sono i fedeli che partecipano, con turni di un’ora, all’adorazione eucaristica perpetua nella cappella del Crocifisso presso la chiesa abbaziale di Santa Maria Assunta. Domenica scorsa il vescovo Luigi Ernesto Palletti ne ha ricordato il quinto anniversario con una Messa. Palletti ha preso spunto dal brano del vangelo in cui Matteo racconta le prime chiamate degli apostoli: «Il tutto sembra prendere avvio da un incidente di percorso, l’arresto di Giovanni il Battista. In realtà è il compiersi di profezia: Gesù deve crescere, Giovanni diminuire». Gesù quindi si trasferisce da Nazareth a Cafarnao, secondo un’altra profezia. «Non c’è spazio per la casualità o il fatalismo – commenta Palletti –, è la mano della Provvidenza che guida passo passo il cammino della Redenzione, e anche il nostro». La Provvidenza si manifesta come luce: «Gesù è la luce che rischiara un popolo abituato a vivere nelle tenebre. E la luce di Gesù porta alla conversione». Quella degli apostoli è ben più che una conversione morale, è una conversione di vita. E nasce da una chiamata. Le chiamate di Dio ti colgono dove sei, al mare a pescare, o al banco delle imposte, come avvenne per Matteo. Tutti siamo chiamati. La chiamata non presuppone un merito, ma chiede una risposta fedele… ». Questa dinamica si applica benissimo all’adorazione perpetua, che è «un atto ecclesiale», per cui «siamo chiamati a viverla per tutta la Chiesa». Palletti ha concluso auspicando che «la partecipazione all’adorazione perpetua avvenga come scritto nel Vangelo: adorazione al Signore Gesù, risposta alla Sua chiamata, testimonianza della Sua luce». Al termine della Messa, l’ammiraglio Francesco Andreuccetti, che coordina l’attività di alcune centinaia di adoratori, ha voluto mettere in evidenza l’importanza del dono dell’adorazione, invitando a nuove adesioni.

Veglia di preghiera per la vita
Domenica prossima 5 febbraio si celebrerà in Italia la Giornata della vita, promossa dalla Conferenza episcopale italiana e giunta alla sua trentanovesima edizione. In diocesi, ferme restando le iniziative di preghiera e di riflessioni organizzate dalle singole parrocchie e comunità, si terrà come ogni anno la Veglia di carattere diocesano. La Veglia, venerdì prossimo alle 21, si terrà nella chiesa parrocchiale di Ceparana, ed avrà come filo conduttore il tema indicato dai vescovi: “Donne e uomini per la vita nel solco di Santa Teresa di Calcutta”. Si fa particolare riferimentoÈ ciò che ripete ancora oggi Santa Teresa di Calcutta con il famoso discorso pronunciato al momento di ricevere il premio Nobel 1979: “Facciamo che ogni singolo bambino sia desiderato”. La celebrazione di Ceparana sarà presieduta dal vescovo Luigi Ernesto Palletti. La organizza l’ufficio diocesano per la Famiglia e vita diretto da don Roberto Poletti, in collaborazione con il Centro di aiuto alla vita della Spezia e con la Pastorale giovanile. Tutti sono invitati.

La vita consacrata, dono prezioso alla Chiesa
di Luigi Ernesto Palletti*
Cresciuta in un contesto familiare ateo, Itala Mela abbracciò anche lei tale proposta e visse così gli anni della sua giovinezza fino a quando, nel misterioso disegno della Provvidenza, incontrò la luce della fede. Da quel momento iniziò per lei un cammino nuovo, che la portò fino a desiderare una condizione di vita monastica. Ma il Signore, attraverso varie vicissitudini, la condusse ad essere totalmente Sua lasciandola però in pieno contatto con il mondo che la circondava (la sua famiglia, le amicizie, la scuola, i travagli della guerra, le vicissitudini legate alla malattia). Tale rimase la sua vita anche quando, dopo tanta attesa, poté emettere i voti come “oblata benedettina” del monastero di San Paolo Fuori le Mura, in Roma.

Secolarità, vita consacrata, desiderio di una condizione eremitica e impegno fattivo nel mondo trovano in lei una mirabile sintesi, che non può sfuggire alla nostra attenzione. Sempre alto è stato il livello di professionalità sia nella scuola e nelle ripetizioni private, sia nell’incontro e nel confronto con le persone, senza mai venir meno a quello sguardo soprannaturale che le permetteva di vedere molto più in profondità di quanto la sola ragione umana possa fare. In questo non è difficile per noi comprendere il forte richiamo a riscoprire la vocazione alla santità nella vita in cui Dio ci chiede di operare, e nel contempo alla responsabilità di ognuno di annunciare ai fratelli la gioia e la bellezza del Vangelo. ﷯Da una comunità evangelizzata ad una comunità tutta evangelizzante. ﷯Ogni membro del popolo di Dio ha un posto ben preciso nella comunità di fede. Egli porta con sé l’irripetibilità e la specificità della propria chiamata, i doni che il Signore gli ha voluto elargire e l’energia concessa per l’edificazione del Regno dei Cieli. Dobbiamo pertanto sentirci tutti interpellati in prima persona, soprattutto nella missione d’essere testimoni del Vangelo. Ogni battezzato è missionario e la comunità dei credenti è tutta evangelizzante; pertanto diventa essenziale passare da una comunità solo oggetto di evangelizzazione, sia pur generosa e fedele, da parte del Pastore, a quella sì curata e governata dal Pastore, ma perché possa diventare, sotto la sua guida, tutta evangelizzante. In tutto ciò i laici hanno uno specifico campo di azione, che compete loro in forza della grazia battesimale, ovvero l’animazione delle realtà temporali nella luce dei Regno dei Cieli, sempre più attenti e partecipi alla vita della Chiesa e della società, nella concretezza della storia… Particolare attenzione e gratitudine va poi riservata a coloro che ricoprono specifici servizi e ministeri (ad esempio, la catechesi o il servizio della carità), o agiscono appartenendo a varie realtà associative ecclesiali. Un posto di particolare importanza nella vita della diocesi viene ricoperto dalle persone di vita consacrata. Dono prezioso di Dio alla sua Chiesa, ad esse compete tener desta in tutti i membri del popolo di Dio la dimensione ultima dell’esistenza. Avendo accolto nella loro vita i consigli evangelici nei tre voti di castità, povertà e obbedienza, sono infatti chiamate a rendere presente già da ora quella beatitudine nella comunione eterna con Dio e con i fratelli per la quale tutti siamo stati creati.

*Vescovo (6 – continua)

Il film “Silence” proiettato al “Don Bosco”
A partire da giovedì prossimo 2 Febbraio, alla Spezia, il cineclub “Controluce” presenta nella sala del cinema teatro “Don Bosco”, in via Roma 138, il film “Silence” del regista americano Martin Scorsese.
Il film sarà proiettato in programmazione ordinaria, ma preparerà un evento che si svolgerà poi nella Settimana Santa, coordinato con il Centro internazionale dello spettacolo e della comunicazione sociale. Si tratta, come è noto, del centro fondato dal gesuita padre Nazareno Taddei e da lui guidato per molti anni proprio dalla sede di Spezia. Il film è tratto dal romanzo storico “Silenzio” dello scrittore giapponese Shūsaku Endō ed affronta il tema delle persecuzioni subite dai cristiani in Giappone durante il cosiddetto “periodo Tokugawa”, ovvero nella prima metà del Seicento. L’anteprima del film si è tenuta a fine novembre a Roma.

Il Vescovo ai giornalisti: studiate la figura di Itala Mela
Martedì scorso è stata celebrata la festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Secondo una tradizione consolidata in diocesi, iniziata oltre quarant’anni or sono dal vescovo Siro Silvestri, il vescovo Luigi Ernesto Palletti ha celebrato la Messa per gli operatori e le operatrici dell’informazione spezzina, intrattenendosi poi con loro a pranzo. Quest’anno luogo dell’incontro è stato il monastero benedettino di Castellazzo, sui colli di Spezia, nella cui chiesa si è tenuta la celebrazione eucaristica. Il perché è stato spiegato dallo stesso vescovo, ed è legato all’ormai prossima beatificazione della serva di Dio spezzina Itala Mela. Itala, infatti, era un’oblata benedettina, alla quale solo le cattive condizioni di salute avevano impedito di farsi monaca di clausura. Proprio per questo aveva desiderato a lungo che alla Spezia sorgesse un monastero benedettino di clausura, come quello aperto poi negli anni Sessanta prima a Marinasco e in seguito a Castellazzo. Così, nei locali attigui al monastero i giornalisti hanno potuto visitare il piccolo museo che ricorda la vita semplice e spiritualmente intensa della prossima beata. Che una spezzina diventi beata, ultima tappa prima della santità riconosciuta dalla Chiesa, è un fatto unico, sinora mai accaduto e, ha detto il vescovo, merita attenzione e studio anche dai mezzi dell’informazione. Nel refettorio sono state poi consegnate dal vescovo due targhe a ricordo dei quarant’anni di “Spezia 7”, la pagina domenicale di “Avvenire”. Si tratta di una riproduzione della prima edizione dell’inserto, datata febbraio 1976, e consegnata ai due giornalisti “superstiti” di quella prima redazione: Egidio Banti e Guido Ghersi. Dopo il pranzo, infine, la tradizionale foto ricordo (vedi foto sopra) del gruppo di circa quaranta giornalisti, riuniti con il vescovo nel piazzale del monastero.

Celebrazione della Candelora
Giovedì prossimo 2 febbraio, festa della Presentazione del Signore al tempio, detta della Candelora, il vescovo presiede alle 18 in cattedrale, alla Spezia, la liturgia delle candele e la Messa. Partecipano religiosi e religiose, che insieme ai fedeli ricordano quel giorno la Giornata della vita consacrata.

Festa di San Giovanni Bosco
Martedì prossimo 31 gennaio è la festa di San Giovanni Bosco. Alla Spezia, dove i Salesiani sono presenti dal 1877, il vescovo Palletti celebrerà una Messa alle 18 a Nostra Signora della Neve in viale Garibaldi. Tutti sono invitati.

Si è spento padre Eugenio Elmo
Si sono svolti martedì a Massa, nella chiesa dei Cappuccini, i funerali di padre Eugenio Elmo. Nato nel 1933 a Cavanella Vara, allora diocesi di Massa, era stato ordinato sacerdote a Lucca nel 1957. A Massa, per vent’anni, fu apprezzato parroco al santuario dei Quercioli. In seguito, dal 2001 al 2009 fu amato parroco alle Grazie, nel comune di Porto Venere. Si era poi ritirato nel convento cappuccino di Massa. Ai familiari, che risiedono a Fabiano, ed ai frati Cappuccini le nostre sentite condoglianze.

Giornata contro la lebbra
Si tiene oggi 29 gennaio la Giornata mondiale contro la lebbra, la malattia “biblica” che può tuttavia essere debellata quando viene affrontata per tempo. In tutte le chiese si prega e si raccolgono offerte per i malati.

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