laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

Società partecipate. Avviata la riforma

Più informazioni su

Licenziati dalla Giunta i provvedimenti su Gruppo ACAM e Gruppo ATC.

LA SPEZIA – La Giunta Comunale, su proposta dell’assessore alle società partecipate del Comune della Spezia Jacopo Tartarini, ha dato l’avvio alle riforma delle società partecipate del Comune della Spezia. Nella seduta di ieri ha infatti licenziato due provvedimenti, inviandoli alle commissioni consiliari competenti e al Consiglio Comunale.

Si tratta del “Piano industriale del Gruppo ACAM- Prospettiva di aggregazione ed indirizzi” e del “Progetto di riorganizzazione delle aziende della mobilità e della sosta: autorizzazione alla costituzione della nuova società newco” (testi integrali in allegato)

“Per quanto riguarda il Gruppo ACAM – ha dichiarato l’assessore Jacopo Tartarini –  a valle di un iter che ha avuto spunto dalla manifestazione di interesse da parte di IREN, i soci hanno sondato, con specifico mandato all’Amministratore Unico del Gruppo Gaudenzio Garavini, la fattibilità giuridica di un’ operazione aggregativa ma, soprattutto, le positive ricadute industriali e sul servizio che ne potessero derivare.

Quindi, a fronte di norme nazionali che favoriscono tali processi secondo iter trasparenti, l’Amministrazione Comunale, insieme agli altri soci, ha scelto di attuare un processo di sollecitazione del mercato volto a favorire la possibile miglior soluzione a fronte delle necessità del territorio.

I Consigli Comunali saranno chiamati dunque ad analizzare e deliberare sulle garanzie nei confronti dei cittadini, del Gruppo ACAM e dei suoi dipendenti, nonché sulle caratteristiche del possibile soggetto aggregante.

In ordine al cosiddetto soggetto aggregante, caratteristica richiesta è la maggioranza pubblica e patti di governance che assicurino l’importanza delle amministrazioni locali, oltre ad una superiore capacità di gestione rispetto al Gruppo ACAM attuale, soprattutto per i servizi idrici ed ambientali. In particolare, tale soggetto dovrà avere un fatturato pari ad 1,5 volte quello di ACAM, un patrimonio netto pari al doppio. Dovrà inoltre gestire ambiti simili al nostro ed avere una sana condizione finanziaria. Non meno importante sarà la tutela dell’occupazione e il definitivo superamento degli esuberi attualmente ancora previsti, nonché la garanzia della dimensione organizzativa locale.

Sul lato dei servizi, elemento preponderante nella scelta saranno maggiori investimenti nel settore idrico, per favorire la riduzione delle perdite e l’incremento dei risultati depurativi ed allacci fognari, nonché nel settore ambientale, con forte spinta sulla raccolta e valorizzazione della differenziata, con previsione di nuove isole ecologiche e nuovi mezzi, oltre a modalità organizzative di raccolta che accentuino i risultati e riducano i disagi. Obiettivi oggi non raggiungibili per una ACAM da sola. Si tratta di elementi qualificanti di una possibile aggregazione e della sua necessità.

Il perimetro dell’operazione complessiva, è bene precisarlo, non è procedere a cessioni, bensì divenire parte integrante di un soggetto giuridico con potenzialità e capacità più ampie.

In caso di deliberazione favorevole nei Consigli Comunali e, conseguentemente, nell’assemblea dei soci, potrà pertanto iniziare l’iter di selezione del partner che si concluderà nella prossima consiliatura”

“Per quanto riguarda il Gruppo ATC – prosegue l’assessore – la riorganizzazione parte dal presupposto di perseguire continui efficientamenti e, allo stesso tempo, valorizzare gli strumenti societari ad oggi controllati dagli enti locali.

Il provvedimento nel suo complesso, quindi, vuole essere parte di un processo straordinario razionalizzazione delle partecipazioni societarie, insieme ad una focalizzazione di ruoli e competenze, in ossequio anche al Testo unico delle società partecipate dal pubblico (Decreto Legislativo 15/2016).

La riorganizzazione permetterà di passare da tre a due società, con l’accorpamento di ATC ed ATC Mp. All’esito di questa operazione la società sarà conforme, per dotazioni organizzative e dimensionali, alle previsioni di legge.

Mediante poi lo scambio di partecipazioni tra gli enti locali soci, la Provincia uscirebbe completamente da ATC Esercizio, che rimarrà interamente pubblica con la partecipazione diretta dei comuni della provincia. Tale operazione potenzialmente consentirebbe alla Provincia di affidare ad ATC le importanti attività strumentali afferenti la prossima gara per il TPL e la gestione successiva del contratto di servizio con il relativo controllo e monitoraggio.

Il nuovo soggetto infine potrebbe vedere pienamente dispiegate anche le opportunità legate ad una gestione provinciale della sosta”.

 

I testi integrali dei provvedimenti

DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE

Oggetto: PIANO INDUSTRIALE DEL GRUPPO ACAM – PROSPETTIVA DI AGGREGAZIONE ED INDIRIZZI – APPROVAZIONE

IL CONSIGLIO COMUNALE

PREMESSO CHE

ü  la Società ACAM S.p.A. è una società partecipata dal Comune della Spezia per una quota pari al 35,52 % del capitale sociale che opera in via prevalente nel settore dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica;

ü  Con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 17/2013 il Comune della Spezia ha approvato il Piano di Riassetto del Gruppo ACAM;

ü  Con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 50/2015 il Comune della Spezia ha da ultimo approvato “Il Piano di Riassetto di ACAM Ambiente – Aggiornamento del Piano depositato in data 18 giugno 2013”;

ü  Tale ultimo Piano di Riassetto prevedeva, fra l’altro, la costituzione di una società a capitale misto pubblico-privato per la gestione e realizzazione impianti destinati allo smaltimento e valorizzazione di rifiuti solidi urbani, mantenendosi la totale proprietà pubblica di ACAM AMBIENTE, in modifica al precedente Piano anch’esso approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 17/2013;

ü  In attuazione di detta previsione, in data 29.09.2016, previa aggiudicazione della gara per l’affidamento in gestione e manutenzione dell’impianto di produzione di CDR sito in Saliceti e con esecuzione di opere di revamping nonché per l’affidamento in gestione e manutenzione dell’impianto sito in Boscalino, è stata costituta ReCos S.p.A. le cui partecipazioni sono detenute per il 49% da ACAM e per il 51% dall’RTI Iren Ambiente/Ladurner; Tali Piani di riassetto costituivano presupposto ed applicazione dell’articolo 182 – bis della Legge Fallimentare, al fine di costituire percorso e strumento di fuoriuscita dalla difficile situazione economica e finanziaria del Gruppo, conclamata a partire dal 2008;

ü  I Piani di riassetto erano quindi contraddistinti anche da elementi di carattere finanziario e di razionalizzazione ed efficientamento spinto dei costi di produzione, in ossequio a principi di continuità e sostenibilità, ponendosi in secondo piano possibili sviluppi di carattere industriale;

ü  Alla data odierna il Gruppo ACAM ha portato a termine molte delle suddette misure oltre alla cessione di asset, previsti nei citati Piani;

ü  Sia le singole società, ad eccezione di ACAM AMBIENTE nel 2014, che il Gruppo, hanno chiuso in utile gli ultimi tre esercizi;

ü  Di particolare interesse è il dato afferente l’esercizio 2015, ove l’utile di impresa è stato determinato in via quasi esclusiva dalla attività ordinaria di impresa e non anche da partite straordinarie quali le plusvalenze da cessioni;

ü  Risulta ora possibile traguardare dimensioni di carattere industriale, volte in primo luogo a perseguire il miglioramento dei servizi pubblici a gestione del Gruppo;

ü  Con Delibera della Assemblea di coordinamento e dei soci di ACAM del 24 giugno 2016, è stato dato mandato esplorativo all’Amministratore Unico della società, anche a fronte di manifestazioni di interesse di limitrofe multiutilities, affinché mettesse a punto un piano di fattibilità sulla concreta prospettiva di un percorso di aggregazione di ACAM con altra multiservizi pubblica o a controllo pubblico, approfondendo in particolare gli aspetti normativi, economico-patrimoniali, finanziari e industriali della suddetta prospettiva;

ü  Nella successiva Assemblea di coordinamento e dei soci di ACAM del 19 ottobre 2016, l’Amministratore Unico di ACAM ha relazionato in merito al mandato a lui conferito, indicando come possibile una operazione aggregativa, consentita e favorita dalla normativa in essere, comma 2 bis, articolo 3-bis del D.L. 138/2011 – normativa meglio specificata nel prosieguo della presente deliberazione – a valle della approvazione di un iter di pubblicità ed attuazione di un piano industriale da approvarsi da parte dei consigli comunali degli enti locali soci;

ü  Nella Assemblea di coordinamento e dei soci di ACAM del 24 novembre 2016 l’Amministratore Unico ha presentato le linee guida del Piano industriale del Gruppo ACAM come di seguito indicate nonché l’iter al quale dare attuazione con la presente deliberazione;

ü  Il Gruppo ACAM ha quindi poi presentato un Piano industriale (denominato “Piano Industriale del Gruppo ACAM” – allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione) volto ad individuare gli aspetti industriali di miglioramento dei servizi pubblici a gestione del Gruppo, ed in particolare il servizio idrico integrato, per il tramite di ACAM Acque ed il ciclo integrato dei rifiuti, per il tramite di ACAM Ambiente;

ü  Tale Piano muove dalle seguenti principali e di maggior interesse linee strategiche:

o   Per quanto riguarda il servizio idrico integrato risultano necessari maggiori investimenti al fine di:

§  Ridurre il grado di obsolescenza ed il gap impiantistico;

§  Valorizzare il livello di investimenti da parte della società;

§  Ridurre le percentuali di perdite acqua, in funzione degli investimenti realizzati, sia al fine di tutela della risorsa che ai fini di una contrazione dei costi di produzione ed in particolare energetici;

o   Per quanto riguarda il ciclo integrato dei rifiuti:

§  Consolidare il presidio territoriale servito (Provincia della Spezia) e attuare sinergie operative ed industriali in un’ottica di “filiera integrata”;

§  Attuare piani di investimento nel settore dell’igiene urbana volti ad ottimizzare e migliorare la qualità del servizio;

o   Per quanto riguarda il Gruppo nel suo complesso:

§  Traguardare il miglioramento e la diversificazione di attività in grado di garantire al meglio la sostenibilità del Gruppo e gli attuali livelli occupazionali;

ü  Date tali linee strategiche il Piano prevede “un Piano base” ed un “Piano ottimizzato”;

ü  Il “Piano base” costituisce il massimo sforzo che possa essere effettuato autonomamente (“stand alone”) dal Gruppo ACAM in termini di miglioramento dei servizi ed effettuazione degli investimenti ed in particolare:

o   Per quanto riguarda il servizio idrico integrato:

§  La elaborazione di un piano di investimenti che sulla base dell’ultimo Piano degli Investimenti approvato (redatto a Giugno 2016 ai fini dello Schema regolatorio ex delibera AEEGSI 664/2015), traguardi:

·       La soddisfazione graduale del deficit delle Infrastrutture acquedottistiche sia attraverso un processo di rinnovamento e aggiornamento fisico delle reti che tecnologico;

·       L’efficientamento degli investimenti in tema di acque reflue;

o   Per quanto riguarda il ciclo integrato dei rifiuti:

§  La elaborazione di un piano di investimenti in grado di consolidare le attività di raccolta e valorizzazione di rifiuti solidi urbani sia per quanto riguarda la raccolta indifferenziata e la sinergia con gli impianti a realizzazione della società costituita a seguito del project finance, che soprattutto per la raccolta differenziata al fine di consolidare e migliorare già dal 2017 la raccolta differenziata del 65% raggiunta a fine 2016.

CONSIDERATO CHE

ü  Il “Piano base”, come sopra ricordato riguarda soluzioni “stand alone”, ossia il caso di livelli di servizi ed investimenti compatibili con le capacità attuali del Gruppo ACAM;

ü  È necessario a questo punto individuare punti industriali di ulteriore sviluppo, funzionali ad una crescita del livello di qualità dei servizi più alta e comunque più rapida rispetto a quella oggi individuabile anche mediante le suddette linee di sviluppo e azione;

ü  Il “Piano ottimizzato “ risulta quindi funzionale a questi ultimi scopi;

ü  In particolare:

o   Per quanto riguarda il servizio idrico integrato:

§  L’incremento e l’anticipazione di investimenti volti a favorire i seguenti elementi:

·       Riduzione delle perdite idriche;

·       Copertura del servizio fognatura e depurazione attraverso estendimenti di reti fognarie oggi non servite e potenziamento sistema depurativo;

·       Sostituzione massiva di sistemi di misurazione dei volumi idrici;

 

Tali obiettivi implicano fra l’altro maggiori investimenti nel periodo 2018/2027 per euro 24.5 mln, dei quali l’85% realizzati nel periodo 2018/2025 e la restante parte nei due anni successivi.

o   Per quanto riguarda il ciclo integrato dei rifiuti

§  L’elaborazione di un piano di investimenti che permetta di offrire un maggior livello di servizio ed in particolare:

·       Potenziamento ulteriore della raccolta differenziata con focus sulla raccolta del vetro e ottimizzazione del decoro urbano;

·       Costruzione e gestione di isole ecologiche fisse in almeno 9 comuni della Provincia;

·       Revisione del modello di pulizia stradale con valutazioni organizzative sulle varie fasi afferenti lo spazzamento, lavaggio e manutenzione aree verdi;

·       Acquisto entro la fine del 2017 con gara ad evidenza pubblica di 55 automezzi che nello scenario base sono previsti a noleggio e possibili ulteriori acquisti in sostituzione di 20 mezzi in proprietà;

Tali obiettivi implicano fra l’altro circa euro 12 mln di maggiori investimenti nel periodo 2017/2021;

ü  In linea generale il “Piano ottimizzato” risulta volto a ridurre se non ad eliminare le problematiche riguardanti i livelli occupazionali e la presenza di liste di esuberi, invece punto imprescindibile dei piani “stand alone”;

 

VISTO CHE

ü  È necessario pensare a come reperire maggiori risorse finanziarie e competenze industriali, stanti le necessità di incremento dei livelli dei servizi come sopra prospettati;

ü  È altresì fondamentale superare la attuale fase di esuberi che i piani in essere indicano da regolare mediante demansionamenti ed uscite anticipate entro il 2018;

ü  In un tale ambito risulta importante individuare i percorsi normativi ad oggi consentiti che da un lato salvaguardino gli affidamenti dei servizi in essere e dall’altro valorizzino sia economicamente che industrialmente il Gruppo ACAM;

ü  La normativa, come sopra riportato, oggi in vigore supporta e favorisce operazioni di aggregazione;

ü  In tal senso è stata effettuata l’introduzione da parte dell’art. 1, comma 609, lettera b)) della Legge 23 dicembre 2014 n. 190, del comma 2-bis all’art. 3-bis del Decreto Legge 13 agosto 2011 n. 138, convertito con modificazione dalla Legge 14 settembre 2011 n. 148;

ü  Il citato comma 2 bis consente che “……l’operatore economico succeduto al concessionario iniziale, in via universale o parziale, a seguito di operazioni societarie effettuate con procedure trasparenti, comprese fusioni o acquisizioni, fermo restando il rispetto dei criteri qualitativi stabiliti inizialmente, prosegue nella gestione dei servizi fino alle scadenze previste.”

ü  L’ordinamento nazionale ancora una volta favorisce quindi operazioni volte a rendere dimensionalmente più strutturati e competitivi i gestori dei servizi pubblici locali, al fine di permettere investimenti ed il raggiungimento di standard di servizi che società, di solo e diretto appannaggio degli enti locali di riferimento del territorio, non possono effettuare e conseguire;

ü  Nel perseguimento di tali obiettivi la normativa prevede esclusivamente “procedure trasparenti”;

ü  Risulta utile e necessario interpretare, come già sopra indicato da parte dell’Amministratore Unico di ACAM nelle assemblee sopraccitate, nel modo più rigoroso possibile quanto previsto dalla normativa, volendo procedere con un iter che oltre alla trasparenza propria di ogni iter deliberativo pubblico, associ anche la previsione della pubblicazione di un apposito avviso mediante il quale selezionare il partner con cui effettuare una operazione di aggregazione, con la indicazione di indirizzi cogenti, da parte di questo Consiglio Comunale, in termini di requisiti dell’operatore economico e di condizioni minime di garanzia per il Gruppo ACAM, tutto questo come di seguito meglio specificato;

ü  È in primo luogo utile individuare come operazione aggregante, qui di interesse, quella operazione straordinaria in grado di permettere e garantire il permanere della partecipazione del Comune della Spezia, nonché degli altri enti locali soci di ACAM, nel soggetto risultante dalla stessa;

ü  Rimane quindi ferma l’intenzione di non procedere a semplici cessioni e dismissioni di partecipazioni, bensì di garantire l’evoluzione del Gruppo ACAM in un soggetto di dimensioni e caratteristiche sia economiche che industriali superiori ed in grado di supportare la realizzazione di quanto previsto nel “Piano ottimizzato”;

ü  Il 23 settembre scorso è entrato in vigore il d.lgs.175 del 19 agosto 2016, “Testo unico in materia di società partecipate” (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 210 dell’8 settembre 2016), in attuazione dell’art. 18 della Legge delega n. 124/2015;

ü  Il testo reca con sé un vero e proprio riordino del sistema delle società partecipate, in ossequio ai dettami impartiti nel macro disegno di Riforma della Pubblica Amministrazione;

ü  L’art. 24 denominato “Revisione straordinaria delle partecipazioni dell’Ente” prevede una ricognizione straordinaria obbligatoria delle partecipazioni direttamente ed indirettamente detenute dalla Pubblica Amministrazione, che gli enti sono chiamati ad effettuare entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, pertanto entro il 23 marzo 2017. Tale adempimento consiste in una ricognizione delle partecipazioni esistenti da intendersi come aggiornamento del Piano di razionalizzazione già adottato dal Consiglio Comunale;

ü  La “Revisione straordinaria delle partecipazioni dell’Ente”, in alternativa all’alienazione prevede la redazione di un piano di riassetto per la razionalizzazione di alcune fattispecie di società ivi incluse possibili operazioni di aggregazione tra società svolgenti attività consentite, quali quelle di servizio pubblico locale, di cui all’articolo 4 del medesimo decreto;

ü  Le recenti pronunce di illegittimità costituzionale, contenute nella sentenza n. 251/16 della Corte Costituzionale, sono circoscritte ad alcuni articoli contenuti nella legge 7 agosto 2015, n. 124 di riforma della P.A., cosiddetta «Riforma Madia», e non si estendono alle relative disposizioni attuative ed in particolare ai decreti già approvati: non viene intaccata pertanto l’efficacia del D.Lgs. 175/2016, potendosi al limite incorrere in successive sue modifiche e correzioni, che non potranno comunque inficiare i criteri del presente adeguamento del Piano di riorganizzazione in termini di razionalizzazione ed ottimizzazione delle società partecipate;

ü  In ogni caso già il comma 611, lett. d), dell’art. 1, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 contemplava l’“aggregazione di società di servizi pubblici locali di rilevanza economica” tra le possibili forme di riorganizzazione delle società partecipate;

ü  Con Decreto Sindacale n° 74 del 23 marzo 2015 ed aggiornato con Decreto Sindacale n°109 del 31 marzo 2016 (relazione sull’attuazione del piano operativo di razionalizzazione) è stato adottato il Piano Operativo di Razionalizzazione adottato ai sensi del comma 612, dell’art. 1 della Legge n. 190 del 23/12/2014 ed approvato dal Comune della Spezia con Decreto Sindacale, di cui la presente deliberazione costituisce modifica ed integrazione;

 

VISTO QUANTO SOPRA

ü  Al fine procedere con la pubblicazione di un avviso pubblico al fine di selezionare un operatore economico per una operazione aggregativa come sopra descritta è necessario definire i seguenti criteri ed indirizzi:

o   Relativamente al Gruppo ACAM devono essere garantiti:

§  Gli attuali livelli occupazionali ed il completo superamento delle condizioni di esubero e connesse modalità di demansionamento mediante la destinazione a servizi operativi come oggi previsti nel piano di riassetto del Gruppo ACAM ai sensi dell’articolo 182 – bis della Legge Fallimentare;

§  Il mantenimento dei vigenti CCNL e accordi sindacali di secondo livello in atto nelle società del Gruppo ACAM, salvo ipotesi migliorative da concordare con le OO.SS. rappresentative;

§  La permanenza della dimensione operativa locale nell’ambito dei servizi pubblici e strumentali a gestione del Gruppo e, per almeno il primo quinquennio, con la permanenza dei soggetti giuridici ACAM Acque ed ACAM Ambiente;

§  La dimensione territoriale a livello provinciale per tutto il personale non direttamente impiegato in attività operative, per un congruo periodo e comunque non inferiore a cinque anni;

§  La sussistenza di opportune misure di governance e patti parasociali in grado di permettere la valenza decisionale del territorio provinciale relativamente ai servizi che lo interessano direttamente;

§  Un valore base , da porre a base d’asta, riconosciuto pari a 58 mln di euro, come da relazione estimativa redatta da PWC agli atti della società ACAM;

o   Relativamente all’operatore economico devono essere garantiti:

§  La maggioranza degli enti pubblici soci nel capitale sociale;

§  I seguenti requisiti dimensionali

·       Gestire i Servizi del ciclo integrato dei rifiuti e idrico integrato in almeno un ambito con 200 mila abitanti;

·       Avere ricavi per cessioni e prestazioni di servizio rispettivamente per il servizio idrico integrato e ciclo integrato dei rifiuti pari almeno a 1,5 volte il valore medio negli ultimi tre bilanci di esercizio approvati rispettivamente da ACAM Acque ed ACAM Ambiente;

·       Avere un Patrimonio netto di Gruppo almeno pari a 2 volte quello del Gruppo ACAM al 31/12/2015 come da bilancio approvato;

·       Avere un rapporto tra Posizione Finanziaria Netta e Margine Operativo Lordo inferiore a 4,7 volte (dato Gruppo ACAM al 31/12/2015);

o   Relativamente agli elementi di carattere industriale l’avviso pubblico dovrà sottoporre a valutazione, in via prevalente rispetto alla valutazione ed al valore base come sopra indicato per il Gruppo ACAM, la capacità dell’operatore di raggiungere gli obiettivi sopra indicati e riportati nell’allegato 1 alla presente delibera, quale parte integrante e sostanziale della stessa, anche prevedendo la valutazione dei minori impatti tariffari che lo stesso potrà garantire;

o   Sempre in connessione agli aspetti industriali l’operatore economico dovrà inoltre garantire capacità di diversificazione e sviluppo delle attività e servizi strumentali, valorizzando le competenze oggi presenti nel Gruppo ACAM;

 

PRESO ATTO ai sensi dell’art. 49 del Decreto Legislativo 267/2000, del parere favorevole del responsabile del Servizio in ordine alla regolarità tecnica del provvedimento;

PRESO ATTO del parere di regolarità contabile da parte del responsabile dei Servizi Finanziari ai sensi dell’art. 49 del Decreto Legislativo 267/2000 ed ai sensi dell’art 57 del Regolamento di Contabilità del Comune della Spezia;

PRESO ATTO del parere del Collegio dei Revisori dei Conti, rilasciato ai sensi dell’art. 239, comma 1, lettera b), punto 3), del D.Lgs. n. 267 del 2000, allegato alla presente deliberazione;

DELIBERA

1.     Di approvare “il Piano Industriale del Gruppo ACAM” allegato 1, quale parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;

2.     Di dare mandato al Sindaco affinché nella Assemblea di coordinamento e nella Assemblea dei soci di ACAM possa deliberare favorevolmente alla indizione di un avviso pubblico da parte di ACAM per la selezione di un operatore economico al fine di addivenire ad una operazione di aggregazione societaria ed industriale, intendendosi per tale quella operazione straordinaria in grado di permettere e garantire il permanere della partecipazione del Comune della Spezia, nonché degli altri enti locali soci di ACAM, nel soggetto risultante dalla stessa, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 3-bis. Comma 2-bis del D.L. 138/2011;

3.     Ai fini del presente deliberato di approvare i seguenti criteri ed indirizzi:

a.     Relativamente al Gruppo ACAM devono essere garantiti:

i.     Gli attuali livelli occupazionali ed il completo superamento delle condizioni di esubero e connesse modalità di demansionamento mediante la destinazione a servizi operativi come oggi previsti nel piano di riassetto del Gruppo ACAM ai sensi dell’articolo 182 – bis della Legge Fallimentare;

ii.     Il mantenimento dei vigenti CCNL e accordi sindacali di secondo livello in atto nelle società del Gruppo ACAM, salvo ipotesi migliorative da concordare con le OO.SS. rappresentative;

iii.     La permanenza della dimensione operativa locale nell’ambito dei servizi pubblici e strumentali a gestione del Gruppo e per almeno il primo quinquennio con la permanenza dei soggetti giuridici ACAM Acque ed ACAM Ambiente;

iv.     La dimensione territoriale a livello provinciale per tutto il personale non direttamente impiegato in attività operative, per un congruo periodo e comunque non inferiore a cinque anni;

v.     La sussistenza di opportune misure di governance e patti parasociali in grado di permettere la valenza decisionale del territorio provinciale relativamente ai servizi che lo interessano direttamente;

vi.     Un valore base, da porre a base d’asta, riconosciuto pari a 58 mln di euro, come da relazione estimativa redatta da PricewaterhouseCoopers Advisory S.p.A., agli atti della società ACAM;

b.     Relativamente all’operatore economico devono essere garantiti:

i.     La maggioranza degli enti pubblici soci nel capitale sociale;

ii.     I seguenti requisiti dimensionali

a.     Gestire i Servizi del ciclo integrato dei rifiuti e idrico integrato in almeno un ambito con 200 mila abitanti;

b.     Avere ricavi per cessioni e prestazioni di servizio rispettivamente per il servizio idrico integrato e ciclo integrato dei rifiuti pari a 1,5 volte il valore medio negli ultimi tre bilanci di esercizio approvati rispettivamente da ACAM Acque ed ACAM Ambiente;

c.     Avere un Patrimonio netto di Gruppo almeno pari a 2 volte quello del Gruppo ACAM al 31/12/2015 come da bilancio approvato;

d.     Avere un rapporto tra Posizione Finanziaria Netta e Margine Operativo Lordo inferiore a 4,7 volte (dato Gruppo ACAM al 31/12/2015);

c.     Relativamente agli elementi di carattere industriale l’avviso pubblico dovrà sottoporre a valutazione, in via prevalente rispetto alla valutazione ed al valore base come sopra indicato per il Gruppo ACAM, la capacità dell’operatore di raggiungere gli obiettivi sopra indicati e riportati nell’allegato 1 alla presente delibera, quale parte integrante e sostanziale della stessa, anche prevedendo la valutazione dei minori impatti tariffari che lo stesso potrà garantire;

d.     Sempre in connessione agli aspetti industriali l’operatore economico dovrà inoltre garantire capacità di diversificazione e sviluppo delle attività e servizi strumentali, valorizzando le competenze oggi presenti nel Gruppo ACAM;

4.     Di sottoporre al Consiglio Comunale, a valle della selezione come sopra indicata, il documento di accordo quadro che conterrà in via indicativa i seguenti elementi:

i.     Regole statutarie;

ii.     Accordi e patti parasociali;

iii.     Disciplina degli elementi ed obblighi industriali e di servizio che hanno implicato la individuazione dell’operatore economico;

iv.     Quantificazione di valori e rapporti di concambio;

v.     Caratteristiche e regolazione della operazione straordinaria da attuare;

5.     Di pubblicare la presente deliberazione sul sito istituzionale dell’Ente nella sezione Amministrazione Trasparente;

6.     Di trasmettere la presente deliberazione al MEF ed alla Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti, ai sensi dell’art. 24 comma 3 del D.Lgs. 175/2016;

 

 

 

Dopodiché a seguito di separata e successiva votazione che ha dato il seguente esito:

Presenti ___ e il Sindaco Massimo Federici ___ Votanti ___ Favorevoli ___ Contrari ___ Astenuti ___ Non Partecipano ___

( Hanno espresso voto favorevole: ______________, _________________, _________________ …..)

( Hanno espresso voto contrario: _______________, ________________, _______________…)

(Si sono astenuti: ________________, _______________, ________________, …)

(Non hanno partecipato: _________________, __________________, …..)

DELIBERA

di rendere il presente provvedimento immediatamente eseguibile

______________________________

Progetto di riorganizzazione delle Aziende della mobilità e della sosta: autorizzazione costituzione della nuova società “newco” ed atti conseguenti

IL CONSIGLIO COMUNALE

PREMESSO CHE:

·      Il Comune nella sua azione politico – amministrativa pone, quale obiettivo primario, il perseguimento e la individuazione della migliore organizzazione e forma di gestione dei servizi tesi al soddisfacimento dei diritti fondamentali dei cittadini;

·       Il 23 settembre scorso è entrato in vigore il d.lgs.175 del  19 agosto 2016, “Testo unico in materia di società partecipate” (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 210 dell’8 settembre 2016), in attuazione dell’art. 18 della Legge delega n. 124/2015; il provvedimento è intervenuto su una materia, quella delle partecipate pubbliche, che nell’ultimo decennio è stata oggetto di numerosi interventi normativi, al fine di razionalizzare una serie di società, cresciute a dismisura, e riportarle ad un numero più contenuto;

·       Il testo reca con sé un vero e proprio riordino del sistema delle società partecipate, in ossequio ai dettami impartiti nel macro disegno di Riforma della Pubblica Amministrazione;

·      L’art. 24 denominato “Revisione straordinaria delle partecipazioni dell’Ente” prevede una ricognizione straordinaria obbligatoria delle partecipazioni direttamente ed indirettamente detenute dalla Pubblica Amministrazione, che gli enti sono chiamati ad effettuare entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, pertanto entro il 23 marzo 2017. Tale adempimento consiste in una ricognizione delle partecipazioni esistenti da intendersi come aggiornamento del Piano di razionalizzazione già adottato dal Consiglio Comunale;

·      L’art 24 richiama l’art. 4 che interviene sul delicato aspetto inerente le finalità perseguibili attraverso le società partecipate; riprendendo quanto già sancito dalla Legge n. 244/2007, Finanziaria 2008, il provvedimento dispone che le amministrazioni pubbliche non possano, direttamente o indirettamente, detenere partecipazioni, acquisire o mantenere società aventi ad oggetto attività di produzioni di beni e servizi non strettamente necessarie alle proprie finalità istituzionali.

·      La “Revisione straordinaria delle partecipazioni dell’Ente”, in alternativa all’alienazione prevede la redazione di un piano di riassetto per la razionalizzazione di alcune fattispecie di società. Nello specifico, per le società:

– che non soddisfano i requisiti relativi alla procedura per la costituzione, acquisto o partecipazione di società di cui all’articolo 5, commi 1 e 2, del decreto;

– oggetto di misure di razionalizzazione di cui all’articolo 20, c. 2, (e cioè: prive di dipendenti; diverse da società costituite per la gestione di un servizio di interesse generale aventi registrato risultato negativo per 4 dei 5 esercizi precedenti; non rientranti fra le attività consentite previste dall’articolo 4 del decreto; necessità di aggregazione tra società consentite; fatturato medio dell’ultimo triennio inferiore al milione di euro);

PREMESSO INOLTRE CHE:

Il sistema della mobilità e della sosta nel Comune della Spezia fa capo alla Società ATC SpA; trattasi di società per azioni totalmente pubblica in house, holding del Gruppo ATC, che detiene la proprietà delle reti e degli impianti correlati al TPL – Trasporto pubblico locale;
ATC S.p.A. è partecipata da 27 Comuni della Provincia della Spezia per il 78,96% e per il residuo 21,04% dalla Provincia della Spezia;
ATC S.p.A. detiene partecipazioni in alcune società che operano nel campo della mobilità e dei servizi ad essa collaterali: in particolare ATC SpA detiene:
l’89,41% di ATC Esercizio S.p.A., società che gestisce il trasporto pubblico locale all’interno del bacino “L” della Regione Liguria a seguito di affidamento del servizio mediante gara ad evidenza pubblica in attuazione della normativa nazionale;
il 29% di ATC Mobilità e Parcheggi S.p.A., società totalmente pubblica in house che svolge il servizio pubblico locale di gestione della sosta in superficie all’interno del Comune della Spezia, nonché il servizio di gestione della segnaletica ad essa strumentale;
il Comune della Spezia detiene il controllo di ATC Mobilità e Parcheggi S.p.A., con una partecipazione pari al 70%; la restante quota del 30% è ripartita tra un 29%, come detto, di proprietà di ATC SpA ed il residuo 1% di proprietà del Comune di Monterosso;
ATC Esercizio SpA invece è partecipata per l’89,41% da ATC S.p.A. e per il residuo 10,59% da altre Aziende operative nel TPL;

CONSIDERATO CHE:

·      Tutte le recenti normative in materia di partecipazioni pubbliche che si sono succedute negli ultimi anni hanno come ratio la riorganizzazione delle società partecipate dagli Enti pubblici in un’ottica di innalzamento degli standard di efficacia ed efficienza delle prestazioni erogate e contemporaneamente di riduzione dei costi di funzionamento;

·      Anche il nuovo “Testo unico in materia di società partecipate” , D.Lgs. 175 del 19 agosto 2016, che raccoglie e riorganizza in maniera organica tutta la normativa di riferimento in materia di società partecipate, persegue lo stesso obiettivo di natura sostanziale ossia un’efficiente gestione delle partecipazioni pubbliche, della concorrenza e della conseguente razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica;

·      Le recenti pronunce di illegittimità costituzionale, contenute nella sentenza n. 251/16 della Corte Costituzionale, sono circoscritte ad alcuni articoli contenuti nella legge 7 agosto 2015, n. 124 di riforma della P.A., cosiddetta «Riforma Madia», e non si estendono alle relative disposizioni attuative ed in particolare ai decreti già approvati: non viene intaccata pertanto l’efficacia del D.Lgs. 175/2016, potendosi al limite incorrere in successive sue modifiche e correzioni, che non potranno comunque inficiare i criteri del presente Piano di riorganizzazione in termini di razionalizzazione ed ottimizzazione delle società partecipate;

ATTESO CHE:

·      Dal nuovo “Testo unico in materia di società partecipate” emerge la necessità che il Comune dia corso ad una ricognizione delle partecipazioni, maggioritarie, minoritarie, dirette o indirette e delle società in mano pubblica, al fine di verificare se le attività da queste perseguite siano strettamente necessarie agli scopi istituzionali dell’Ente locale;

·      ATC S.p.A., holding del Gruppo ATC è, di fatto, una società patrimoniale che svolge principalmente attività di gestione delle reti e degli impianti correlati al servizio di TPL di cui ne detiene la proprietà. La società svolge attività rilevanti e consentite ma non ha caratteristiche dimensionali tali che ne consentano il mantenimento ai sensi del D.Lgs. 175/2016;

·      In particolare Atc SpA risulta priva di dipendenti (vedi art. 20 comma 2 lett. b) e svolge attività affini a quelle svolte da altre società partecipate dal Comune della Spezia: ai sensi dell’art. 20 comma 2 lett. g) risulta pertanto necessaria l’aggregazione di Atc SpA ed Atc MP SpA, ai fini di una razionalizzazione delle partecipazioni detenute dal Comune della Spezia e del contenimento dei costi di funzionamento delle stesse;

·      Con Decreto Sindacale n° 74 del 23 marzo 2015 ed aggiornato con Decreto Sindacale n°109 del 31 marzo 2016 (relazione sull’attuazione del piano operativo di razionalizzazione) è stato adottato il Piano Operativo di Razionalizzazione adottato ai sensi del comma 612, dell’art. 1 della Legge n. 190 del 23/12/2014 ed approvato dal Comune della Spezia con Decreto Sindacale;

·      Recentemente è stato predisposto un “Progetto di Riorganizzazione delle Aziende della mobilità e della sosta” del Comune della Spezia che si allega alla presente Deliberazione e ne costituisce parte integrante e sostanziale (Allegato1);

·      Il Progetto di Riorganizzazione rappresenterà la prima parte, avente ad oggetto esclusivamente il Gruppo ATC, del Piano di Razionalizzazione Straordinaria ex art. 24 di cui alle premesse;

·      Il progetto prevede:

La retrocessione delle quote detenute da ATC S.p.A. in ATC Esercizio S.p.A. ai Comuni soci di ATC S.p.A.; conseguentemente ATC Esercizio S.p.A. sarà partecipata direttamente dai Comuni e dalle altre società operative nel Tpl ;
La fusione delle società ATC S.p.A. e ATC MP S.p.A. in un’unica Nuova Società (NewCo) che si occuperà in sintesi della gestione:
·      del patrimonio funzionale ai servizi di Tpl;

·      della sosta nei comuni soci (secondo volontà dei singoli comuni);

·      della gara per l’affidamento dei servizi di Tpl ed il successivo contratto (la scadenza di quello attuale è il 31/12/2017).

DATO ATTO CHE:

·      Il nuovo assetto societario verrà costituito senza scambio di denaro. La Provincia della Spezia uscirà dall’azionariato di ATC Esercizio S.p.A., attuale soggetto gestore e, tramite uno scambio di quote di partecipazione tra soci, accrescerà la propria quota di partecipazione nella NewCo che si verrà a creare post fusione tra ATC S.p.A. e ATC MP S.p.A.;

·      Tale riorganizzazione comporterà anche l’affidamento, con successiva deliberazione che indichi le risorse che la Provincia della Spezia metterà a disposizione e le regole di governance tra quest’ultima e gli Enti locali soci, alla NewCo delle attività connesse all’espletamento della gara per il TPL nel bacino provinciale, nonché le successive fasi di gestione e controllo del servizio in base al contratto di servizio stipulato con l’affidatario da parte della Provincia stessa, titolare delle suddette funzioni ai sensi della Legge Regionale 33/2013 artt. 7 e 9;

·       Le compagini sociali finali, in via indicativa, dovendosi considerare che le effettive operazioni straordinarie descritte nella presente Deliberazione, verranno effettuate a valle delle stime peritali delle società coinvolte, saranno così determinate:

ATC Esercizio SpA

Comune della Spezia
79%
Altri Comuni
10%
Altre aziende Tpl
11%

Newco

(nata dalla fusione delle società ATC S.p.A. e ATC MP S.p.A)
Comune della Spezia
70%
Provincia della Spezia
25%
Altri Comuni
5%

·      In conseguenza della costituzione della Newco di cui sopra, si è resa necessaria l’elaborazione di uno schema di statuto della nuova società che si allega alla presente Deliberazione e ne costituisce parte integrante e sostanziale (Allegato2);

DATO INOLTRE ATTO CHE:

·      Competono al Consiglio Comunale gli atti fondamentali relativi alla partecipazione dell’ente locale a società di capitali ai sensi dell’art. 42 comma 2, lett. e) del D. Lgs. n. 267/2000;

PRESO ATTO:

·      Del parere favorevole Responsabile del Servizio in ordine alla regolarità tecnica ai sensi dell’art. 49 del D.Lgs. N. 267 del 18.08.2000;

·      Del parere favorevole del Responsabile dei Servizi Finanziari in ordine alla regolarità contabile ai sensi e per gli effetti dell’art. 57 del Regolamento di Contabilità del Comune della Spezia e dell’art. 49 del Decreto Legislativo 267/2000;

·      Del parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti, rilasciato ai sensi dell’art. 239, comma 1, lettera b), punto 3),  del D.Lgs. n. 267 del 2000, allegato alla presente deliberazione;

Con voti ____resi ed accertati nei modi di legge;

DELIBERA

1.     Di richiamare le premesse quale parte integrante e sostanziale del presente deliberato;

2.     Di approvare gli allegati alla presente Deliberazione quali parti integranti e sostanziali:

a.     “Progetto di Riorganizzazione delle Aziende della mobilità e della sosta” del Comune della Spezia – Allegato1;

b.     Schema di statuto della NewCo – Allegato2.

3.      Di dare atto che con successiva Deliberazione di Consiglio Comunale dovranno essere portati ad approvazione gli atti concludenti, successivi alle stime peritali delle società coinvolte, delle operazioni descritte nella presente Deliberazione e nel citato Allegato 1

4.      Di dare atto altresì che sempre con successiva Deliberazione di Consiglio Comunale dovranno essere approvati gli atti fondamentali, ai sensi del Decreto Legislativo 175/2016, afferenti l’effettivo affidamento alla Newco delle attivtà connesse alla gara di TPL su base provinciale;

5.     Di pubblicare la presente deliberazione sul sito istituzionale dell’Ente nella sezione Amministrazione Trasparente;

6.     Di trasmettere la presente deliberazione al MEF ed alla Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti, ai sensi dell’art. 24 comma 3 del D.Lgs. 175/2016;

7.     Di trasmettere la presente Deliberazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ai sensi dell’art. 5 comma 3 del D.Lgs. 175/2016;

8.     Di dare mandato al Dirigente del servizio proponente Partecipazioni Comunali, nell’ambito delle proprie competenze, ad effettuare tutti gli adempimenti necessari e connessi al presente atto;

9.     Di trasmettere il presente atto alle Società Partecipate oggetto della presente riorganizzazione, per l’adozione dei conseguenti provvedimenti di propria competenza.

Il presente provvedimento con voti _________________è dichiarato immediatamente eseguibile.

Più informazioni su