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Consiglio Regionale di martedì 7 febbraio

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Minuto di silenzio per ricordare l’agente della polizia stradale Pischedda, l’ex consigliere regionale Sette e il sindaco di Bajardo Littardi.

Questa mattina, subito dopo avere aperto la seduta, il presidente del Consiglio regionale Francesco Bruzzone ha ricordato l’agente scelto della polizia stradale Francesco Pischedda, morto in servizio nei giorni scorsi, l’ex consigliere regionale Michele Sette e il sindaco di Bajardo Jose Littardi.

«Prima di avviare i lavori di questa seduta – ha esordito – sento il dovere di rivolgere un pensiero commosso alla memoria di Francesco Pischedda, giovanissimo agente scelto della Polizia stradale morto tragicamente a Colico, nel lecchese, alcuni giorni fa, mentre era in servizio. Un lutto che tocca la nostra comunità e in modo particolare quella imperiese dove Pischedda era nato solo 28 anni or sono». Bruzzone ha ricostruito le drammatiche circostanze della sua morte: «Tragico epilogo ha avuto, purtroppo, l’inseguimento e la cattura di un fuggitivo che, insieme ad altri, aveva forzato il posto di blocco lungo la superstrada» e ha espresso alla famiglia la commossa partecipazione di tutta l’Assemblea legislativa. «E’ appena giunta la notizia dell’improvvisa scomparsa di Josè Littardi, amatissimo sindaco di Bajardo, – ha aggiunto – spentosi nelle prime ore del mattino all’età di 65 anni. La piccola comunità, ancora sorpresa dalla tragica notizia, ne ricorda affettuosamente l’eccezionale carisma e il tenace impegno di amministratore». Il presidente, infine, ha ricordato l’ex consigliere regionale Michele Sette, spentosi nei giorni scorsi all’età di 88 anni: «Pugliese di nascita, brillante ingegnere, animato da una genuina e tenace passione politica, esercitò il mandato regionale nella terza e nella quarta legislatura – ha dichiarato Bruzzone – al servizio di questa terra, che amò profondamente. Sento di corrispondere al sentimento di ciascuno di noi, rendendo a Michele Sette, l’ omaggio che ritengo dovuto a chi, in questo Ente, si è speso con profonda serietà e sincero impegno. Alla moglie e al figlio esprimiamo la nostra affettuosa vicinanza». 

Ampliare l’accesso ai progetti di Vita Indipendente.

Andrea Melis (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, con cui ha chiesto alla giunta di modificare i requisiti di accesso al programma “Vita Indipendente”, in particolare per quanto riguarda il limite dell’età anagrafica e la capacità di autodeterminazione. Il consigliere ha spiegato che il contributo per la “Vita indipendente” è una tra le misure di integrazione sociosanitaria previste dalla Regione a supporto delle persone disabili. «Le prestazioni – ha aggiunto – vengono effettuate tramite fornitori convenzionati con gli enti titolari (Comuni) e il riconoscimento di un eventuale contributo per l’assunzione di un assistente familiare o di un’altra figura mentre il valore massimo dell’intervento riconosciuto è di 1.200 euro mensili». Attualmente i beneficiari possono essere esclusivamente persone con disabilità motoria o intellettiva, con capacità di esprimere direttamente (attraverso un amministratore di sostegno) la propria volontà, con età compresa fra i 18 ed i 65 anni, e devono essere in possesso della certificazione di gravità con la presentazione dell’Isee per prestazioni sociosanitarie inferiore o uguale a 25 mila euro.

Per la giunta ha risposto l’assessore alle politiche sociali Sonia Viale.

«Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha avviato una sperimentazione con l’adozione di specifiche linee guida e le Regioni – ha spiegato – devono avviare progetti in materia di Vita indipendente e inclusione nella società di persone con disabilità. Queste sperimentazioni andranno a definire linee operative nazionali di messa a regime che, si suppone, verrà inserita nella programmazione e finanziamento del fondo nazionale della non autosufficienza che, purtroppo, in queste ore abbiamo appreso dai tecnici che verrà dimezzato dall’attuale Governo». Secondo l’assessore, quindi, al momento è «opportuno rispettare questo limite di età proprio per le risorse limitate a disposizione. Tuttavia, per un principio di continuità, i progetti già avviati possono essere gestiti senza alcun limite di età, quindi oltre al sessantacinquesimo anno, per non interrompere dei percorsi già iniziati prima del compimento del sessantacinquesimo anno».

Rischio radioattività negli allevamenti dell’entroterra spezzino.

 Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini) con un’interrogazione ha ricordato che, da recenti articoli di stampa, è emersa la potenziale presenza di due isotopi radioattivi (stronzio 90 e potassio 40) nel foraggio di alcuni allevamenti bovini nell’entroterra spezzino. In un ’azienda zootecnica – ha aggiunto – a titolo preventivo, sono già stati abbattuti due animali e altri sono stati posti in stato di isolamento. Quest’azienda si trova nel cuore del Biodistretto della Val di Vara e, per tale ragione, «un’eventuale contaminazione degli allevamenti procurerebbe un gravissimo danno socio-economico all’intera provincia spezzina». De Paoli, ha evidenziato che i controlli effettuati dalla ASL 5 hanno assicurato fino ad oggi l’assoluta sicurezza delle carni degli allevamenti del Biodistretto della Val di Vara, rimarcando che la qualità e la sicurezza delle aziende zootecniche della provincia della Spezia «sono sempre state un’eccellenza del comparto agroalimentare della zona, ragion per cui un inutile allarmismo comporterebbe la potenziale rovina dell’intero settore, anche in assenza di un reale pericolo per la salute dei consumatori». Il consigliere ha, quindi, chiesto alla giunta di conoscere  la portata concreta del rischio di contaminazione radioattiva nella catena alimentare degli allevamenti siti nel Biodistretto della Val di Vara, per «fugare ogni possibile allarmismo non corroborato da dati scientifici certi».

L’assessore alla sanità, Sonia Viale ha detto che i tecnici dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale della Puglia e della Basilicata, che è competente per la valutazione, «hanno assolutamente escluso motivi di preoccupazione sanitaria relativamente al consumo di carne macellata in quel luogo». Ha quindi ribadito che «i prodotti alimentari provenienti dalla Val di Vara, carne, latte e latticini non presentano livelli di radioattività anomali, sono sicuri e la salute del consumatore è totalmente garantita». 

Gare al massimo ribasso in ARTE

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta di applicare anche ad ARTE il protocollo sottoscritto dal Comune di Genova negli scorsi mesi, in materia di lavoro negli appalti e di superamento del massimo ribasso. Pastorino ha rilevato che una “gara ad invito” emessa dal gestore del patrimonio immobiliare pubblica ARTE sarebbe stata assegnata con un ribasso di oltre il 40%, seguendo la logica del massimo ribasso. «Ritenuto che sono stati banditi 770.000 euro e si effettueranno le lavorazioni per poco più della metà, non è difficile prevedere – ha spiegato – le nefaste conseguenze inerenti il rispetto delle norme e della contrattazione, mentre il protocollo sottoscritto dal Comune di Genova, dalle Confederazioni sindacali, da Confindustria, da ANCE, da CNA, da Confartigianato, da ASCOM, da Confesercenti e dall’Alleanza delle Cooperative Italiane rilancia il settore degli appalti pubblici all’insegna della trasparenza, del rispetto dei diritti dei lavoratori e dei principi della corretta concorrenza».

Per la giunta ha risposto l’assessore all’edilizia Marco Scajola il quale ha spiegato che la gara citata dal consigliere, a cui hanno partecipato 27 imprese, è stata aggiudicata ad una società che aveva proposto un ribasso del 29,02%. Una delle imprese concorrenti, che aveva proposto il ribasso del 42,55%, ha presentato ricorso al Tar che le ha dato ragione. «Arte, tuttavia – ha spiegato l’assessore – ha mantenuto l’appalto aggiudicato con il ribasso del 29% e ha intenzione di ricorrere contro la sentenza del Tar». Scajola, inoltre, ha garantito la massima trasparenza e correttezza delle procedure: «Per quanto riguarda Arte – ha concluso – ha agito nel pieno rispetto della normativa». 

Convegno dell’estrema destra a Genova

Con 15 astenuti (maggioranza di centrodestra) e 13 favorevoli (minoranza) il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno, firmato da Raffaella Paita e Valter Ferrando del Pd, Alice Salvatore (Mov5Stelle) e Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) che, in merito al “convegno internazionale a cui parteciperanno movimenti o partiti fascisti e nazionalisti europei” che dovrebbe tenersi a Genova il’11 febbraio, “esprime forte preoccupazione per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica” e “dà mandato al presidente della giunta regionale esprimere nelle sedi istituzionali competenti contrarietà e preoccupazione rispetto allo svolgimento del convegno

Vigilare sulla manifestazione dell’11 febbraio

Con 15 voti favorevoli (maggioranza di centrodestra) e 13 astenuti (minoranza) è stato approvato l’ordine del giorno  che ha come firmatari Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini), Matteo Rosso (FdI), Lilli Lauro (Giovanni Toti Liguria), Angelo Vaccarezza (FI) e Andrea Costa (Liguria Popolare)  con il quale si  invita la giunta “ad attivarsi presso le autorità preposte per legge affinché vengano rigorosamente valutate le condizioni di legge e di ordine pubbliche affinché questa manifestazione possa tenersi; a vigilare affinché la manifestazione non diventi occasione per la propaganda di idee e proposte politiche contrarie alla leggi della Repubblica italiana”.

Le massime cariche dello stato partecipino a celebrazioni nazionali per il Giorno del ricordo

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, firmato da Angelo Vaccarezza e Claudio Muzio di FI, che impegna il presidente della giunta regionale ad “attivarsi con i mezzi istituzionalmente adeguati per chiedere a tutte le massime cariche dello Stato Italiano di presenziare, in occasione delle celebrazioni del Giorno del Ricordo, alla cerimonia che si terrà il 10 febbraio a Trieste presso il monumento nazionale della Foiba di Basovizza, in memoria e in onore delle migliaia di morti innocenti italiani, che persero la vita per mano dei partigiani comunisti jugoslavi e delle centinaia di migliaia di profughi italiani che furono costretti a fuggire e a lasciare per sempre le loro terre, portando nel cuore l’incancellabile lacerazione per avere lasciato lì speranze, sogni, ricordi e tradizioni di una vita”.

 Giornata internazionale contro le mutilazioni femminili

All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno, sottoscritto da consiglieri di maggioranza e minoranza, con il quale si impegna la giunta ad esprimere pubblicamente ferma condanna per le pratiche di mutilazione genitale femminile, in modo che la cittadinanza sia consapevole del significato delle stesse e del dovere etico e civile che impone di prevenirle e condannarle in ogni ambito sociale e ad ogni livello istituzionale. 

Assenti: Berrino, Battistini, De Vincenzi

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