laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia: risultati al 31 dicembre 2016

Volumi intermediati in crescita (impieghi +5%; raccolta totale +6%). Utile netto 2016 pari a 208 milioni (a 256 milioni, +9% a/a, escludendo effetti non ricorrenti) posizione patrimoniale solida e livelli adeguati di liquidità. Continui investimenti a sostegno della digitalizzazione e del business. 

PARMA – In data 07 febbraio 2017 il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia, presieduto dal Presidente Ariberto Fassati e guidato da Giampiero Maioli, CEO del Gruppo e Senior Country Officer di Crédit Agricole in Italia, ha approvato il bilancio 2016.

Il perimetro del gruppo risulta principalmente composto da Crédit Agricole Cariparma S.p.A.(capogruppo), Banca Popolare FriulAdria S.p.A., Cassa di Risparmio della Spezia S.p.A., Crédit Agricole Group Solutions S.C.p.A. e Crédit Agricole Leasing Italia S.r.l., consolidate integralmente.

SINTESI DATI DI GRUPPO Dati economici

 Utile netto di Gruppo pari a 208 milioni. Al netto del fondo di solidarietà e dei contributi straordinari al SRF

utile pari a 256 milioni (+9% a/a)

 Proventi Operativi Netti a 1.712 milioni (-3% a/a)

 Oneri Operativi a 965* milioni (stabili*)

 Risultato Gestione Operativa a 748* milioni (-7% a/a*)

 Costo del credito a 306 milioni (-24% a/a)

Dati patrimoniali

 Patrimonio Netto di Gruppo a 5,1 miliardi (+3% a/a)

 Crediti verso Clientela pari a 38 miliardi (+5% a/a)

 Raccolta totale pari a 105 miliardi (+6% a/a)

 Raccolta diretta pari a 40 miliardi (+2% a/a)

 Raccolta indiretta pari a 65 miliardi (+8% a/a)

 Raccolta gestita a 28 miliardi (+11% a/a)

Ratio di Gruppo

 Cost/Income ratio a 56%*

ROE al 4%

 ROTE al 7%

 Common Equity Tier 1 a 11,4%

 Tier Total a 13,3%

* escludendo il Fondo di Solidarietà, i contributi ai fondi DGS (Sistema di Garanzia dei Depositi) e Single Resolution Fund ordinari e straordinari.

CONTO ECONOMICO: PRINCIPALI ANDAMENTI 2016

I proventi operativi netti si attestano a 1,7 miliardi, in leggera flessione (-3%) rispetto al 2015 impattati

dall’andamento del margine di interesse.

Gli interessi netti evidenziano una diminuzione del 7,8% rispetto all’esercizio precedente, attestandosi a 932 milioni, condizionati da uno scenario di crescita congiunturale ancora modesta e da tassi di interesse che permangono in territorio negativo. L’andamento è impattato prevalentemente dai minori tassi degli impieghi clientela (maggiori volumi di rinegoziazioni, estinzioni e surroghe passive e livello inferiore di pricing delle nuove erogazioni), solo in parte bilanciati dal contenimento del costo del funding e dallo sviluppo delle masse intermediate. Gli interessi netti su rapporti interbancari, che risultano sostanzialmente stabili rispetto a fine 2015, comprendono anche il contributo positivo derivante dalla partecipazione del Gruppo al TLTRO 2. In diminuzione il flusso degli interessi su attività finanziarie disponibili per la vendita (-15% a/a) per la contrazione dei rendimenti e delle consistenze del portafoglio titoli di stato di proprietà.

Le commissioni nette si attestano a 709 milioni e risultano in tenuta rispetto allo scorso anno grazie allo sviluppo delle commissioni da gestione intermediazione e consulenza (+5% a/a), che compensa la flessione delle commissioni da attività bancaria tradizionale (-7% a/a) riconducibile, in misura prevalente, alla flessione delle commissioni collegate all’istruttoria creditizia ed alle spese di tenuta conto. Con riferimento alle commissioni da intermediazione, il dato beneficia dello sviluppo dei volumi di collocamento sia dei prodotti assicurativi che di credito al consumo, grazie soprattutto alle sinergie con le società specializzate del Gruppo Crédit Agricole in Italia.

Il contributo al conto economico del risultato dell’attività finanziaria (61,6 milioni di euro a dicembre 2016) evidenzia un incremento rispetto all’anno precedente (+17,1 milioni), sia per maggiori proventi derivanti dall’attività di compravendita sul portafoglio titoli, favorita dall’andamento dei mercati, sia per gli effetti dell’attività di copertura.

Gli oneri operativi pari a 965 milioni, al netto dei contributi sistemici (SRF pari a 34 M€ e DGS pari a 11 M€) e del costo del Fondo di Solidarietà (51 M€) risultano stabili su base annua. I maggiori investimenti connessi alle inizative previste dal PMT sono stati compensati da un’attenta gestione dei costi ordinari.

Il risultato della gestione operativa ordinaria (netto contributi sistemici e Fondo di Solidarietà) risulta pari a 748 milioni di euro (-7% a/a), mentre l’indice di efficienza (Cost/Income al 56%*) si conferma su livelli soddisfacenti.

La continua discesa del costo del credito rappresenta uno degli elementi principali della performance del Gruppo nel

2016: le rettifiche di valore nette su crediti si attestano infatti a 306 milioni, in calo del -24% rispetto al bilancio precedente

L’utile dell’esercizio (pari a 208 milioni) risulta in contrazione rispetto all’anno precedente (-12,5 milioni, -6%) per effetto degli oneri non ricorrenti connessi al Fondo di Solidarietà ed al contributo straordinario al Fondo Nazionale di Risoluzione Unico: al netto di tali componenti il risultato netto del 2016 si attesa a 256 milioni di euro, con una crescita del 9% rispetto al 2015.

STATO PATRIMONIALE: PRINCIPALI ANDAMENTI 2016

In un mercato contraddistinto da uno sviluppo delle masse ancora debole, il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia mostra un’importante incremento delle masse totali (pari a 143 miliardi di euro, +5% rispetto a fine 2015), trasversale a tutte le componenti.

I crediti verso la clientela nel 2016 hanno fatto registrare una crescita del +5% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 38,2 miliardi di euro. Lo sviluppo è stato sostenuto dalle componenti a medio lungo termine, sia mutui (in particolare mutui casa, con stock in aumento del 6% a/a trainato dalla crescita, pari al 12% a/a, della nuova produzione), sia le altre forme di finanziamento destinate al sostegno delle imprese (+6% a/a).

Lo sviluppo dei volumi è stato conseguito prestando profonda attenzione alla qualità del credito. Il peso dei crediti deteriorati sul totale crediti verso clientela è in riduzione nell’ultimo anno (da 8,4% a 7,6% l’incidenza dei crediti deteriorati al netto delle rettifiche, incidenza delle sofferenze stabile al 3,2%) – grazie anche alla riduzione del flusso di nuovi ingressi a default (-38% rispetto al 2015) – aumentando al contempo i tassi di copertura (dal 40,5% al 42,2%).

Nel 2016 le masse amministrate (105 miliardi di euro a dicembre 2016) sono aumentate di 5,6 miliardi di euro rispetto al 2015 (+6% a/a) per effetto della crescita sia della raccolta diretta (+2% a/a) sia, soprattutto, della raccolta indiretta (+8% a/a).

Lo sviluppo della raccolta diretta, che al 31 dicembre 2016 si attesta a 39,9 miliardi di euro, beneficia del collocamento di 1,5 Mld di Covered Bond e riflette la propensione della clientela verso forme di raccolta più liquide: risulta infatti in forte crescita la componente conti correnti, le cui giacenze sono salite a 28,7 miliardi (+3,5 miliardi verso 2015, +14% a/a), mentre registrano una contrazione i prestiti obbligazionari (-3,3 miliardi di euro), andamento che risente anche della preferenza della clientela verso prodotti con maggiori possibilità di rendimento, in particolare di risparmio gestito. La raccolta indiretta (che al 31 dicembre 2016 si attesta a 65 miliardi) registra un marcato incremento (+4,7 miliardi di euro, +7,8% a/a), grazie soprattutto allo sviluppo del risparmio gestito (+11%), che beneficia della crescita di tutte le sue componenti (+15% a/a Fondi e delle Gestioni Patrimoniali e +9% a/a i prodotti assicurativi). Positivo anche il trend della raccolta amministrata.

La contrazione delle attività finanziarie disponibili per la vendita registrata nel corso dell’esercizio (dai 5,8 miliardi del 31 dicembre 2015 ai 5,4 miliardi di euro di fine 2016) è riconducibile alla dinamica del portafoglio dei titoli di stato italiani, su cui hanno inciso sia l’evoluzione dei prezzi di mercato sia una riduzione delle consistenze.

La solidità patrimoniale si conferma adeguata con un Common Equity Tier 1 all’11,4% (stabile rispetto al 2015 – l’aumento delle attività ponderate per il rischio, connesse allo sviluppo dell’attività creditizia, è stato compensato dall’incremento della dotazione patrimoniale) ed un Total Capital Ratio al 13,3%, cui si aggiunge una posizione di liquidità più che soddisfacente, con un indicatore di LCR stabilmente sopra il 100%.