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Progetto Caprione. Incontro al Parco il 21 febbraio con i sindaci di Lerici, Ameglia, Arcola: avvio del confronto

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Il Caprione è il paradigma del Parco, non solo perchè esso comprende la maggior parte della sua superficie, ma anche per la grande varietà di emergenze floro faunistiche, archeologiche e storiche e culturali che presenta e per la molteplicità di attività economiche che trovano – o dovrebbero trovare – in esso il loro principale attrattore.

Centralità dei sentieri

Posto che è non vi è tutela senza fruizione, assicurare l’accessibilità è un obiettivo prioritario.

Al riguardo vi è già molto.

Innanzitutto i sentieri antichi, alcuni dei quali risalenti alla preistoria, ben mantenuti fino ai primi anni del “900 perchè funzionali alla coltivazione degli ulivi ed alla mobilità lavorativa, peggio mantenuti oggi perchè non più utili all’economia locale..

Ad ogni modo i sentieri ci sono, per la maggior parte classificati per importanza e competenza amministrativa.

Tutt’al più sono necessari modesti miglioramenti incrementali: nuova nomenclatura legata alla storia dei luoghi, nuova segnaletica, piazzole di sosta, parcheggi d’interscambio ecc.

Al riguardo sono necessari “progetti di percorso” che identifichino i lavori necessari, i costi ed i tempi degli stessi, le fonti di finanziamento, le responsabilità ed costi di gestione. Su questo abbiamo individuato misure del PSR che possono sostenerci ( misure forestali e di gruppi di cooperazione).

Non sono da escludere delle partnership pubblico – private con quelle associazioni o operatori che considerano quel percorso parte integrante dei loro scopi associativi o della loro attività economica, ma non vi è dubbio che, come la maggior parte delle strade è a carico della fiscalità generale, anche i sentieri, in un quadro culturale nel quale la mobilità ciclabile e pedonale ha riacquistato una posizione di primo piano, debbano seguire la stessa sorte.

In linea generale sarà utile una specializzazione per evitare il conflitto tra tipi di mobilità differenti :in particolare:

  1. a) percorsi solo pedonali ( paesaggistici, storici e culturali )
  2. b) percorsi solo ciclabili
  3. c) ippovie
  4. d) percorsi misti

E’ utile, a tale riguardo, trasformare l’esperienza delle associazioni che, con le loro risorse, hanno contribuito e contribuiscono al mantenimento dei percorsi, in specifici progetti territoriali ed instaurare con esse, a termini di legge, rapporti di cooperazione organici e strutturati che sopperiscano alla crescente mancanza di risorse pubbliche per la sorveglianza e per la manutenzione del territorio.

Il percorso principale è quello che congiunge i principali insediamenti di crinale e di promontorio: Trebiano, Ameglia, Montemarcello, passando per S. Lorenzo, Campo di già, ed il Fodo : se l’alta via dei Monti Liguri è da considerare una specie di autostrada risalente al tempo dei Liguri, il percorso in oggetto può essere paragonato ad una strada intercomunale.

Da esso partono diverse diramazioni locali che raggiungono la costa da una parte ed il fondovalle dall’altra.

Vi è poi un percorso secondario di mezzacosta che congiunge Lerici con Zanego, passando per Barbazzano e Portesone.

In sostanza, la struttura territoriale locale è costituita da due soli percorsi principali, con le loro diramazioni.

La questione non è irrilevante, perchè se ho risorse scarse, mi occuperò prioritariamente della conservazione dei percorsi maggiori, lasciando alle associazioni ed ai privati la manutenzione di quelli secondari.

Valorizzazione delle emergenze

Posto che, anche in questo caso, le emergenze florofaunistiche, archeologiche (archeoastronomiche) e storiche e culturali sono note, si tratta di valorizzarle.

La loro valorizzazione può essere prevista nell’ambito di in ciascun “progetto di percorso”.

Il recupero degli uliveti diventa un”altro tema fondamentale per il mantenimento del territorio ed il lancio della “borsa dei fondi rustici “per sostenere cooperative di giovani che vogliono recuperare un’attività produttiva diventa essenziale.

Le attività ricettive del Caprione

Bed and breakfast, case in affitto, agriturismi nel Caprione ed ai suoi margini sono oramai in numero elevato e presumibilmente in espansione ma non ne conosciamo la reale consistenza, le potenzialità, le necessità di supporto da parte del Parco.

Esse hanno nel territorio del Parco una loro rilevante ragione economica, ma non sappiamo quale sia il grado d’integrazione dei servizi che esse offrono con la domanda espressa dai fruitori del parco, se siano dotate, ad esempio, di rimessaggi custoditi per le biciclette, se siano in grado di organizzare escursioni guidate ed altro.

Vi è da tener presente che esse sono “ambasciatrici” del Parco presso i visitatori non locali e quindi devono essere aiutate a svolgere tale importante funzione.

Inoltre vi sono costruzioni di proprietà pubblica che potrebbero essere valorizzate, per le quali è necessario elaborare uno specifico progetto di recupero ed una ipotesi di gestione

Vi è poi un grande tema che è quello della comunicazione e pubblicizzazione su cui dobbiamo investire per utilizzare tutti i moderni strumenti che l’informatizzazione ci mette a disposizione.

Questi i temi dell’incontro di Martedì come avvio di una discussione unitaria parco comuni che fanno del Caprione un “Unicum” da valorizzare e mettere in sinergia .

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