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Risultati finali della 8ª edizione de “I luoghi del cuore”

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1.573.032 italiani hanno votato al censimento del FAI, una grande dichiarazione d’amore per il nostro Paese. 

  • Al primo posto il Castello e Parco di Sammezzano, Reggello (FI)
  • al secondo posto il Complesso monumentale di Santa Croce, Bosco Marengo (AL)
  • al terzo posto le Grotte del Caglieron, Fregona (TV)
  • al quarto posto l’ Area archeologica di Capo Colonna, Crotone
  • al quinto posto la Ditta Guenzati, Milano

Ogni luogo racconta una storia, ma non per tutti è la stessa: ciascuno di noi aggiunge un sentimento, un ricordo, un’emozione che rende quel luogo unico e prezioso, fino a farlo diventare per sempre una parte di sé. Un luogo indimenticabile, ma che la memoria da sola non può difendere. Il censimento “I Luoghi del Cuore” promosso dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo è un’occasione unica per “restituire” con un gesto concreto tutto l’amore che questo luogo ci dà. E anche quest’anno, per l’ottava edizione, l’adesione degli italiani è stata eccezionale: più di un milione e mezzo di voti.

Dietro all’impressionante mobilitazione che ha coinvolto 1.573.032 cittadini e agli oltre 33.000 luoghi oggetto di segnalazione da parte di singole persone, che hanno partecipato spontaneamente all’iniziativa, o che hanno fatto parte dei 319 comitati che si sono attivati in occasione del censimento raccogliendo le firme, ci sono tante storie. Quella dell’apicoltore che ha raccolto i voti dei clienti in un mercato rionale di Milano. Quella di un bar di Assisi diventato un improvvisato quanto efficace comitato. Quella di un visitatore che durante una tappa della FAImarathon a Roma ha chiesto alla volontaria FAI di firmare per il luogo di cui era promotore.

Sono solo alcuni dei modi in cui si è manifestata la passione che alimenta il censimento: una passione che può trasformarsi in un intervento concreto. Perché riuscire a entrare nella lista dei più votati “luoghi del cuore”, dopo quindici anni di vita del progetto, è ormai un riconoscimento ambitissimo, visto che permette di far ascoltare ad amministratori e media la voce di chi vuole veder protetta, recuperata e valorizzata l’Italia più bella – quella custodita nella memoria, in una pagina di diario, in un album di fotografie o nel racconto di una bella avventura – e a cui è legata la propria identità. Segnalazioni che sono lo specchio di un Paese caratterizzato da un patrimonio tanto ricco quanto diversificato e troppo spesso in pericolo.

Al primo posto con 50.141 voti, lo straordinario Castello di Sammezzano a Reggello (FI), capolavoro di arte eclettica, circondato da un parco di 190 ettari, già tenuta di caccia in epoca medicea. La sua veste attuale risale alla seconda metà dell’Ottocento e si deve al marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes che riprogettò il castello in stile orientalista, rendendolo un edificio senza pari in Italia, rievocando capolavori dell’arte moresca come l’Alhambra e il Taj Mahal. Di proprietà privata, dopo il tentativo di trasformarlo in resort di lusso, il castello è chiuso al pubblico e in stato di abbandono e il comitato che ha raccolto i voti ne chiede da anni il recupero e auspica che possa diventare patrimonio di tutti. Al secondo posto con 47.319 voti l’imponente Complesso di Santa Croce a Bosco Marengo (AL), il convento voluto da papa Pio V nel 1566, anno della sua elezione a pontefice: tra gli artisti che hanno preso parte ai lavori, Giorgio Vasari di cui si conserva nella chiesa l’affresco del Giudizio Universale. Due chiostri e una splendida biblioteca a tre navate ricca di volumi rari caratterizzano il convento che nel 1860 venne chiuso e riconvertito in riformatorio minorile fino al 1989. I votanti segnalano che il bene necessita di lavori di recupero e di un piano di valorizzazione che lo faccia conoscere. Al terzo posto con 36.789 voti le Grotte del Caglieron a Fregona (TV), costituite da un singolare insieme di antri che si sono formati nei secoli in seguito a processi di erosione e all’opera dell’uomo. Il complesso è nato da una profonda forra incisa dal torrente Caglieron su strati alternati di conglomerato calcareo: sulle pareti della forra si aprono delle grandi cavità artificiali, ottenute con l’estrazione dell’arenaria, la tipica “pietra dolza” (pietra tenera) che forniva il materiale per la costruzione di stipiti e architravi. La raccolta voti, in collaborazione con il Comune, punta a far conoscere e valorizzare il luogo. Segue al quarto posto con 31.223 voti l’Area archeologica di Capo Colonna a Crotone, tra le aree sacre più note dell’intero bacino del Mediterraneo, incentrato attorno al Santuario di Hera Lacinia del V secolo a.C. di cui oggi rimane una sola colonna. Il comitato attivo per la raccolta fondi denuncia la trascuratezza dei percorsi espositivi, l’inaccessibilità di alcune zone e i rischi a cui è sottoposto il contesto. Al quinto posto con 31.069 voti la Ditta Guenzati, fondata nel 1768, il “negozio più antico di Milano specializzato in accessori per abbigliamento e tessuti anglosassoni”. La mobilitazione spontanea nasce a causa dello sfratto che costringerà il negozio a cambiare sede: i cittadini chiedono che questo pezzo di storia milanese possa continuare a vivere nel palazzo di via Cordusio.

È bello constatare come si siano riattivati comitati che avevano già partecipato nelle edizioni precedenti, per gli stessi luoghi – dal Forte San Felice di Chioggia (VE), alla Chiesa di San Michele Arcangelo a Pegazzano (SP), al Ponte romano sull’Ofanto a Canosa di Puglia (BT) – o che lo hanno fatto per altri luoghi del cuore, come per la Cripta del Padre Eterno di Otranto (LE), il cui comitato si è mobilitato dopo aver constatato che i voti raccolti per l’Abbazia di San Nicola di Casole nel 2014 avevano portato all’apposizione del vincolo da parte della Soprintendenza.

Oltre a castelli, aree archeologiche e naturali, conventi, negozi storici sono varie le categorie più segnalate: chiese, giardini, palazzi, testimonianze di archeologia industriale. Tuttavia, si può individuare un filo rosso che quest’anno lega i luoghi votati: l’acqua. E lo fa in tutte le sue declinazioni. L’ambiente fluviale del Masso delle Fanciulle a Pomarance (PI) è minacciato da un progetto geotermico di captazione delle acque, su un corso già moltissimo sfruttato dal punto di vista energetico. Le Cateratte Ximeniane di Vicopisano (PI) create nel 1757 raccontano una preziosa testimonianza di ingegneria idraulica storica. Un’opera eccezionale, come l’emissario di Claudio-Torlonia in Abruzzo, realizzato nel I secolo d.C. sotto l’imperatore Claudio per regimentare il livello del lago Fucino e completato nell’Ottocento dal principe Alessandro Torlonia. Ancora acqua e luoghi in parte invisibili con il Naviglio della Martesana (MI) a tratti interrato e la Grotta sudatoria di Acquasanta Terme (AP), con la sua piscina naturale oggi molto degradata e chiusa al pubblico, ma che proprio grazie alla mobilitazione per il censimento potrebbe rinascere. E luoghi che vivono del rapporto con il mare, dalla Tonnara di San Vito Lo Capo (TP) all’Area archeologica di Capo Colonna a Crotone, dal Santuario internazionale dei cetacei Pelagos tra Sardegna, Toscana, Liguria al Semaforo di Capofigari in Sardegna, legato ai primi esperimenti radio di Marconi.

Lombardia, Puglia, Veneto e Toscana sono state le regioni più sensibili al censimento; i votanti – di età media intorno ai 47 anni – sono stati al 61% donne al 39% uomini; la tipologia dei luoghi più votati è quella delle chiese/santuari/cappelle, seguite da aree archeologiche e aree naturali.

La filiale di Intesa Sanpaolo che ha raccolto più segnalazioni è quella di San Donaci (BR) che ha collaborato con il comitato attivo per il Tempietto di San Miserino a cui sarà destinato un contributo di 5.000 euro da legare a un progetto di tutela o valorizzazione.

Certamente la concretezza del progetto attestata dai 68 interventi varati in dodici anni in 15 regioni italiane contribuisce ad attrarre le energie di tanti cittadini (vedi scheda allegata con aggiornamento). Nei prossimi mesi si aprirà una nuova, importante fase di lavoro: i primi tre classificati, in qualità di vincitori del censimento, se ne avranno i requisiti, riceveranno un contributo a fronte della presentazione di un progetto da concordare. Inoltre i referenti dei luoghi che hanno ottenuto almeno 1.500 voti potranno candidare al FAI, attraverso il bando che verrà lanciato a marzo 2017, una richiesta di intervento, legata a progetti concreti, attuabili in tempi certi e dotati di un cofinanziamento che garantisca un sostegno reale dai territori di riferimento. Come nelle edizioni precedenti, FAI e Intesa Sanpaolo selezioneranno entro il mese di novembre i luoghi vincitori in collaborazione con il MiBACT.

Il FAI si farà inoltre portavoce di tutte le segnalazioni ricevute e, anche attraverso l’azione capillare delle sue Delegazioni su tutto il territorio nazionale, solleciterà le istituzioni preposte affinché tengano in considerazione i luoghi che “muovono” il cuore dei cittadini, sensibilizzando in particolare i Sindaci di tutti i 6.003 Comuni coinvolti.

La partecipazione collettiva al bene comune è un principio che il FAI condivide pienamente con Intesa Sanpaolo, vicina alla Fondazione dal 2004, un interlocutore attento e sensibile che – attraverso le 4.100 filiali del Gruppo in tutto il Paese – dà un contributo capillare e decisivo all’affascinante progetto di restituire agli italiani alcuni dei luoghi votati.

Come sempre, migliaia di luoghi e di storie che si intrecciano. Una delle più particolari ce l’ha regalata Padre Renato, il frate cappuccino che due anni fa vinse il censimento con il “suo” Convento di Monterosso: a settembre, in pellegrinaggio a Gerusalemme, ha conosciuto per caso il capocomitato del Forte San Felice di Chioggia e, oltre ad aver spronato il vescovo a raccogliere voti, lo ha fatto lui stesso. Perché i Luoghi del Cuore, ci ha scritto, sono di ognuno e di tutti.

Grazie a tutti gli italiani che hanno dichiarato il loro amore per il nostro Paese!

 

La dedica

L’ottava edizione del censimento “I Luoghi del Cuore” è stata dedicata all’archeologo Khaled al-Asaad, direttore del sito siriano di Palmira, patrimonio dell’Unesco, ucciso dall’Isis per non aver rivelato il nascondiglio di alcuni reperti romani. Un uomo che si è speso per promuovere la conoscenza di un luogo fondamentale per la sua storia e per quella del suo popolo, fino a difenderlo a costo della vita. Un gesto di amore e di coraggio, che rappresenta nel modo più drammatico ed estremo i principi del censimento “I Luoghi del Cuore”: infatti ognuno di noi ha un luogo da difendere, da salvare, da far conoscere per proteggere, insieme con esso, la propria storia.

 

RISULTATI FINALI

DELLA 8ª EDIZIONE DE “I LUOGHI DEL CUORE”

CLASSIFICA DEI LUOGHI PIU’ VOTATI IN LIGURIA*

*luoghi che hanno ottenuto almeno 1.500 voti

Posizione nella classifica nazionale VOTI

LUOGO DEL CUORE

12°

18.558

Chiesa San Michele Arcangelo di Pegazzano, La Spezia
29°

10.424

Pieve di Marinasco, La Spezia
59°

5.555

Pelagos, Santuario Internazionale per i cetacei del Mediterraneo*

74°

4.446

Villa Grock e il suo parco, Imperia
98°

3.176

Torre medievale dell’orologio, Levanto (SP)

107°

3.000

Castello di Trebiano, Arcola (SP)
124°

2.445

Chiesa di S. Michele, Noli (SV)
142°

2.088

Santuario di Nostra Signora della Croce-Castagnabuona, Varazze (SV)

154°

1.930

Ponte sul Rio Ciliegio, Genova
156°

1.892

Casello del dazio, Pieve di Teco (IM) 
Tra i luoghi più votati in provincia di La Spezia

Al 12° posto con 18.558 voti, la Chiesa di San Michele Arcangelo a Pegazzano a La Spezia, in origine un borgo a sé stante, oggi quartiere di La Spezia, venne costruita nel 1348 come ampliamento di un edificio preesistente, testimoniato da un’iscrizione posta alla base del campanile e dai muri risalenti all’Alto Medioevo. Nei secoli è stata più volte rimaneggiata, fino a raggiungere l’aspetto attuale all’inizio del XX secolo, con la decorazione dell’abside in stile neogotico. Gravemente danneggiata durante la Seconda Guerra Mondiale, la chiesa venne trascurata e usata come magazzino nel dopoguerra. Ulteriori utilizzi impropri hanno provocato un significativo degrado che ha spinto un gruppo di cittadini a intraprendere iniziative di sensibilizzazione. Già votata al censimento nel 2014 – quando si classificò al 24° posto nella classifica nazionale – la chiesa, di proprietà della Diocesi, ha recentemente beneficiato di un contributo che ha permesso i restauri degli affreschi del presbiterio. Ulteriori lavori, tra cui uno scavo archeologico, sono in corso, ma lo stato di conservazione dell’edificio resta precario e i cittadini sperano che sia possibile reperire fondi per gli ulteriori necessari interventi.

Al 29° posto con 10.424 voti, la Pieve di Marinasco a La Spezia è situata sul colle omonimo, da cui domina l’intero Golfo dei Poeti. Citata per la prima volta in un documento nel 950 d.C., dell’edificio originario si è persa ogni traccia, mentre nell’odierna configurazione in stile gotico si notano i resti di un “primitivo” edificio romanico. Imponente il campanile realizzato tra il 1780 e il 1784 e utilizzato, per le sue tinte vivaci, come punto di riferimento per i natanti del golfo. Costruita in arenaria con alcuni frammenti marmorei, la chiesa presenta un interno a tre navate. Tra le opere conservate all’interno, da segnalare l’altare maggiore in stile barocco, decorato con putti e foglie d’acanto, e la statua della Madonna con Bambino del XIV secolo, copia di quella attribuita alla Scuola di Giovanni Pisano oggi conservata nel Museo Diocesano di La Spezia. Nel 2010, a causa del maltempo e delle frane, ha subito danni strutturali tali da costringere le autorità alla chiusura per la messa in sicurezza. Tuttora risulta puntellata e sono in corso i lavori per ricondurla all’agibilità. i parrocchiani sono affezionati a questo luogo e hanno già organizzato varie raccolte fondi e partecipato al censimento già dal 2010.

Tra i luoghi più votati in provincia di Imperia

Al 74° posto con 4.446 voti, Villa Grock con il suo parco a Imperia è la meravigliosa villa anni Trenta del poliedrico clown svizzero Adrien Charles Wettach in arte “Grock” (1880 – 1959), proclamato Re dei clown all’Olympia di Parigi nel 1919. Brillante artista, giocoliere e acrobata, decise di comprare un’abitazione a Imperia nel 1920 dopo una vacanza, dove si ritirò a fine carriera modellandola secondo stilemi liberty ed eclettici e abbondando con decorazioni che richiamassero il mondo circense che si possono rinvenire in lampioni, colonne, decori, balaustre, dislivelli, affreschi. Nel parco è presente un laghetto-piscina con un ponticello che conduce a un’isoletta. Acquisita dalla Provincia di Imperia nel 2002, la villa è stata aperta per la prima volta al pubblico nel 2010. Il completo recupero dei piani nobili, nel pieno rispetto delle loro caratteristiche originarie, ne rivela nuovamente lo splendore e la raffinata ricchezza. Oltre ai richiami Liberty, lo stile della villa risulta contaminato anche dal gusto di artisti contemporanei a Grock come Dalì, Picasso e Gaudì. Il complesso è stato votato fin dalla prima edizione del censimento e nell’edizione 2014 ha superato i 2000 voti; il comitato di cittadini che si sono attivati vorrebbe che la villa venisse valorizzata e adeguatamente manutenuta.

Tra i luoghi più votati in provincia di Savona

Al 124° posto con 2.445 voti la Chiesa di San Michele a Noli (SV), di impianto romanico, fu eretta sul colle omonimo dai benedettini di Lérins tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo e in origine si presentava a navata unica, cui venne aggiunta una seconda navata nel XII secolo. Realizzata tutta in pietra, presenta un’abside semicircolare con volta a botte su cui si intravedono i resti di un affresco. Già nelle cronache cinque e ottocentesche è menzionata per il cattivo stato in cui versa, oggi ridotta a un rudere nonostante i restauri effettuati negli anni Sessanta. Particolarità interessante: da uno studio presentato al XIX Congresso Nazionale C.N.R. di Storia della Fisica e dell’Astronomia risulta che non solo è astronomicamente orientata, come molte chiese, ma la sua posizione è identica a quella della chiesa di San Luigi sull’isola di Bergeggi. Non è ben chiara la ragione di questa similitudine, quel che è certo è che la cittadinanza è molto affezionata al luogo e vorrebbe vederlo restaurato e valorizzato, scegliendo di votarlo all’ottava edizione del censimento I Luoghi del Cuore.

Tra i luoghi più votati in provincia di Genova

Al 154° posto con 1.930 voti il Ponte sul Rio Ciliegio a Trasta, quartiere di Genova situato sulle alture verdi della Valpolcevera. Oltre ai torrenti Polcevera e Trasta, che caratterizzano il paesaggio locale, scorre il Rio Ciliegio, attraversato da un antico ponte posto al limitare di una creuza (viottolo o mulattiera tipica delle colline liguri): una costruzione molto semplice, con uno stretto camminamento dai parapetti in pietra e due campate. Datato approssimativamente intorno al Seicento, il ponte fungeva da collegamento per gli abitanti di Murta lungo il tragitto per i mulini di Trasta, con il resto della città e ai servizi essenziali. Gravemente danneggiato durante l’alluvione del 2014, a oggi è ancora inagibile. Gli abitanti di Trasta e di Murta, molto affezionati al luogo, si sono impegnati in una raccolta fondi per far ricostruire il ponte e “riallacciare i contatti” tra le due località. Al momento i fondi sono ancora pochi, motivo per cui i cittadini si sono mobilitati per eleggere il ponte come loro Luogo del Cuore.

*****

* Al 59° posto della classifica nazionale con 5.555 segnalazioni, Pelagos. Santuario internazionale per i cetacei del Mediterraneo, che si estende tra Sardegna, Liguria e Toscana, è uno spazio marino internazionale unico al mondo, istituito nel 1999 per la tutela di migliaia di cetacei che tra l’alto mar Tirreno e il Mar Ligure trovano un ambiente particolarmente favorevole. Si tratta di una vasta area protetta dove trovano rifugio balenottere comuni (circa 2.000 esemplari), capodogli, stenelle (circa 25.000), delfini comuni e altre specie di mammiferi marini. L’area copre circa 100.000 chilometri quadrati di mare ed è ricompresa tra la penisola di Giens, in Francia, il Principato di Monaco, la costa settentrionale della Sardegna e la costa continentale italiana dalla Liguria fino al confine tosco-laziale. L’impegno dei tre Stati che hanno ratificato il trattato internazionale, a seguito di grandi pressioni del mondo della ricerca e delle associazioni ambientaliste, è quello di tutelare i mammiferi marini di ogni specie e il loro habitat, proteggendoli dagli impatti negativi diretti o indiretti delle attività umane, come l’inquinamento delle acque dovuto agli scarichi dalla terraferma, le collisioni tra navi e mammiferi marini, fino alla regolamentazione della pesca – vige infatti il divieto di cattura, ma gli animali possono rimanere impigliati nelle reti dei pescatori. Nonostante la sua unicità, il Santuario dei cetacei è meno conosciuto di quanto meriti e viene votato perché gli sia garantita un’adeguata valorizzazione.

Per la classifica completa consultare il sito: www.iluoghidelcuore.it

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