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2 SI al Referendum e uno a Guido Melley: Sinistra Italiana e Possibile scelgono il civismo

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A pochi mesi dalle elezioni, cominciano a delinearsi con più chiarezza le scelte delle forze di Civati e Fratoianni: pieno sostegno alla campagna referendaria della Cgil, ok all’operazione Melley, ma solo con i movimenti civici della città. Incognita Rifondazione. 

Referendum e amministrative: con l’arrivo della primavera si alza la temperatura del termometro politico.

Tra le protagoniste di un quadro affollato degno del migliore Renoir, Sinistra Italiana e Possibile hanno da tempo espresso il proprio appoggio alla campagna della Cgil riguardante i due quesiti su voucher e appalti.

Le compagini di Andrea Ornati e Michele Fiore, coadiuvate dai movimenti civici che si ispirano al mondo della sinistra, si sono incontrate in questi giorni con l’obiettivo di programmare i prossimi appuntamenti.

Se da un lato la strada alla campagna “Libera il lavoro. Con due SI tutta un’altra Italia ” è ampiamente spianata, quella riguardante la scelta del prossimo candidato Sindaco spezzino non è ancora stata delineata.

Dopo i nomi di Grondacci, Tortorelli, Sarti e Vaira, l’attenzione è ora tutta focalizzata su Guido Melley, esponente del commercio, in passato nelle giunte Rosaia e Pagano. Lo stesso, sollecitato in queste ore dai media ha preferito temporeggiare, non confermando, nè, tantomeno, smentendo una sua possibile discesa in campo.

Decisivi saranno i prossimi giorni, in cui le forze di Pippo Civati e del neo segretario Fratoianni –  in odore di fusione parlamentare – tenteranno l’affondo decisivo, provando a coinvolgere il più ampio arco delle forze ambientaliste, della sanità e della cultura spezzina.

Da Via Crispi spira ottimismo, anche se le prese di Rifondazione Comunista di queste ore fanno presagire che il partito di Lombardi – in congresso sino al prossimo 12 marzo – voglia smarcarsi dall’ipotesi Melley.

Tutto resta comunque aperto, anche perchè è noto come nel teatro della politica i colpi di scena dell’ultimissima ora siano all’ordine del giorno.

Insomma, il sipario è stato alzato, il pubblico pagante si è seduto: a mancare sono solo gli attori protagonisti, ancora relegati per poche ore dietro le quinte a discutere quale sia l’opera migliore da proporre.

Andrea Licari

 

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