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Guardia di Finanza: scoperti 7 lavoratori “in nero” in un Agricampeggio abusivo

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SANTO STEFANO MAGRA – La Guardia di Finanza di Sarzana ha individuato 7 lavoratori completamente “in nero” che dal 2015 al 2016 hanno prestato la propria attività lavorativa presso un complesso ristorativo – alberghiero sito a Santo Stefano Magra (SP).

Il servizio trae origine da un’operazione eseguita nel corso della precedente stagione estiva, quando i finanzieri hanno sequestrato un’intera area di circa 1.500 mq gestita abusivamente da un circolo Arci come un vero e proprio agricampeggio.

Già dai primi accertamenti erano state riscontrate sia carenze igienico sanitarie relative alla conservazione degli alimenti, che specifici pericoli per la sicurezza pubblica, considerata la vistosa precarietà delle strutture.

I finanzieri della Compagnia di Sarzana con l’ausilio della Sezione Aerea di Genova hanno poi effettuato una ricognizione utilizzando un elicottero NH-500 in dotazione al Corpo, appurando, unitamente al personale del Comune di Santo Stefano Magra, la realizzazione abusiva dell’intero comprensorio ad eccezione di alcune strutture in muratura.

Successivamente, i militari avevano effettuato un ulteriore accesso unitamente al personale dell’A.S.L nr. 5 Spezzino ed al personale del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco della Spezia al fine di riscontrare la sussistenza delle condizioni sicurezza per i clienti anche in termini alimentari e costruttivi, dal quale era emerso:

–   la presenza di numerose carenze strutturali con presumibile stato di pericolo per l’incolumità pubblica;

–     una deficienza negli apparati antincendio ed in generale una mancanza dei requisiti minimi per garantire la sicurezza e la salvaguardia dell’incolumità pubblica;

–     una grave insufficienza igienico–alimentare con conseguente sequestro degli alimenti e l’immediata sospensione dell’attività.

All’interno dell’area erano stati rinvenuti anche una serie di rifiuti pericolosi tra i quali circa 400 kg di materiale presumibilmente amianto (eternit), di assoluto pericolo per la salute pubblica.

L’intero agricampeggio, che comprendeva nr 2 roulotte, utilizzate come dimore abitative per i clienti, un box esterno per i servizi doccia, un bagno chimico, nr. 3 costruzioni in legno per il ricovero dei cavalli e perfino una piscina, era stato sottoposto a sequestro ex art. 354 c.p.p. e l’amministratore veniva denunciato alla Procura della Repubblica per il reato di cui all’art. 44 comma 1 lett. c) del DPR nr. 380 del 06 giugno 2001 (interventi abusivi eseguiti in assenza del permesso di costruire in zona sottoposta a vincolo paesaggistico ed ambientale) e per il reato di cui all’art. 192, comma 1, del D.lgs. nr. 152 del 03 aprile 2006 (abbandono di rifiuti).

A seguito dell’attività di cui sopra, l’attenzione dei militari si è concentrata sulla corretta applicazione delle normative previdenziali ed assistenziali ai sensi del D.lgs. 23 Aprile 2004 nr. 124 e rispettive modifiche.

Nel corso del controllo è stata appurata l’inosservanza delle norne che tutelano il rapporto di lavoro, nonché degli obblighi propri del sostituto d’imposta. Attraverso le dichiarazioni in atti e la collaborazione del personale impiegato è stato accertato che i 7 lavoratori identificati hanno prestato la propria attività completamente “in nero”. Gli stessi svolgevano svariate mansioni; dal cuoco, ai camerieri, al personale impiegato in cucina e persino il D.J addetto al karaoke.

L’intervento, eseguito congiuntamente al personale dell’ASL nr. 5 Spezzino – Prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro, ha permesso di ricondurre il personale impiegato nella categoria di “lavoratori”, così come definito all’art. 2 comma 1, lett. b), del D.Lgs. 81/2008 e di qualificare il circolo a “luogo di lavoro” ai sensi dall’art. 62 del medesimo decreto legislativo.

Di conseguenza è stata applicata la cosiddetta “maxisanzione” di 12.000 Euro prevista dall’art. 3, comma 3, Legge n. 73/2002, in violazione al D.L. n. 510/1996 modificato dall’art. 1, comma 1180 della L. 296/2006, e, in caso d’inottemperanza, una ulteriore sanzione amministrativa di 24.000 Euro ai sensi della L. 689/81.

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