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Mauro Bornia: «Italiani senza cittadinanza»

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LA SPEZIA – Ecco perché domani in piazza Mentana alle ore 16 è importante essere alla manifestazione per il diritto allo Ius soli (diritto del suolo) è un’espressione giuridica che indica l’acquisizione della cittadinanza di un dato Paese come conseguenza del fatto giuridico di essere nati sul suo territorio indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. Esso contrappone allo ius sanguinis (diritto del sangue), che indica invece la trasmissione alla prole della In applicazione delle norme che mirano a scongiurare l’apolidia, in Italia lo ius soli trova applicazione in circostanze purtroppo soltanto eccezionali. Esso si applica, come norma residuale, in due casi: per nascita sul territorio italiano da genitori ignoti o apolidi o impossibilitati a trasmettere al soggetto la propria cittadinanza secondo la legge dello Stato di provenienza, oppure se il soggetto è figlio di ignoti ed è trovato nel territorio italiano.

Questa è una discriminazione, che nel nostro tempo non ha più motivo di esistere, infatti sino ad ora l’interpretazione indiretta dello ius soli è quella che permette al cittadino straniero nato in Italia e che vi abbia mantenuto costantemente la residenza dalla nascita la facoltà, al raggiungimento della maggiore età, di chiedere e ottenere, anche senza le condizioni normalmente richieste (reddito sufficiente, essere incensurati, circostanze di merito, ecc.) la cittadinanza italiana; tale facoltà però può essere utilizzata solo entro un anno dal raggiungimento della maggiore età, termine dopo il quale la cittadinanza è ottenibile solo tramite le norme ordinarie, che sono spesso lunghe e tortuose.

Non capisco come mai il nostro paese sia in ritardo, tenendo presente che anche negli stati più inclini alla lotta all’immigrazione, si applicata tale norma, tra i quali in modo automatico e senza condizioni gli Stati Uniti. Il Quattordicesimo Emendamento della loro costituzione prescrive che chiunque nasca sul territorio dell’Unione e sia soggetto alla sua giurisdizione ne è automaticamente cittadino e neppure il neo Presidente Trump, noto per le prese di posizioni forti contro gli stranieri, l’ha mai messa in discussione.

Una discriminazione inaccettabile, nei confronti di ragazzi nati e cresciuti in Italia eppure senza cittadinanza.
Il testo per una legge in tal senso è fermo da mesi, dall’aprile 2016, in Commissione Affari Costituzionali e, dopo ripetute sollecitazioni da parte di vari parlamentari, era stato calendarizzato per l’esame dell’Aula del Senato per il 21 febbraio “ove concluso dalla Commissione”. In Commissione tuttavia pendono 8.700 emendamenti, il che ha fin qui impedito la conclusione dell’esame. Se il governo ponesse la questione di fiducia, tutti gli emendamenti decadrebbero e si potrebbe finalmente votare.
Nel frattempo però è partita la mobilitazione attraverso i flash mob in tante piazze d’Italia e anche la nostra città vuole essere presente. Non dovrebbero esserci “colori” politici nel sostenere una battaglia di legalità e buon senso, tuttavia credo che sia dovere primario dei partiti di sinistra e dei movimenti civici che perseguono l’uguaglianza essere presenti, anche per mandare un messaggio forte a quel mondo negazionista e xenofobo, che pure è presente nella nostra città, che non c’è spazio per la loro idea di razzismo e separazione. Deve essere un momento per le forze progressiste di far emergere ciò che ci unisce, cioè i valori dell’uguaglianza, della fraternità, dell’accoglienza e del rispetto!

Io ci sarò, Assessore al Welfare e politiche sociali Mauro Bornia.

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