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La Samarcanda di Franco Cardini e l’Islamismo Popolare in lotta contro i Mc Donald’s e i Selfies

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SARZANA – Franco Cardini, insigne storico e saggista, ha presentato a Sarzana, invitato dall’Associazione Culturale Mediterraneo, il suo ultimo libro “Samarcanda”, città simbolo della via della seta e dei suoi fasti perduti.

“Oggi Samarcanda conosce una crisi spirituale, come l’Occidente: per effetto della globalizzazione non è più lontanissima”, ha detto lo storico. L’Occidente, ha continuato, “è affascinato dall’Asia ma ha voluto conquistarla e dominarla… il mondo occidentale prova fascino e curiosità per l’altro, per il diverso, tuttavia il moto di conoscenza che l’Occidente prova per l’altro finisce per tradursi in conquista”. Questa, secondo Cardini, “è una grande contraddizione”: “Noi abbiamo inventato la tolleranza, l’orientalismo, l’esotismo, l’antropologia culturale, ma come nessun altro siamo andati con le armi in casa altrui per assoggettarli, perché avevamo bisogno della forza lavoro e delle materie prime”. “Siamo una cultura superiore”, si è chiesto lo storico? Questa la risposta: “Dal punto di vista delle realizzazioni economiche e militari probabilmente sì. Ma se io parlo con un mio collega indiano, lui mi farà notare quanto noi siamo legati alla trasformazione della materia, mentre loro guardano principalmente alla trasformazione dell’essere umano, a una cultura che elabora un pensiero spirituale. Noi occidentali, grazie alla nostra cultura, fatta anche di violenza e distruzione, oggi mangiamo e vestiamo meglio. Dobbiamo restituire tutto? No, ma almeno dobbiamo avere coscienza di questa condizione, e sapere che è inevitabile che gli altri vogliano le nostre stesse cose: bisogna trovare dei punti di incontro”.

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Il libro, ha detto l’autore, “è un pretesto per riflettere sui grandi argomenti del nostro tempo”. Per esempio sul rapporto tra Islam e Occidente: “In fondo le crociate sono state pochi anni di guerra guerreggiata, si è sempre continuato a commerciare, a scambiare cultura. I conflitti sono stati e sono non di civiltà ma economici e di potere”. E poi non c’è un solo Islam: “l’Islam di Samarcanda è popolare, intimo, è quello del sufismo, e non ha nulla a che fare con il fondamentalismo”. Questa la conclusione: “I Sufi ce l’hanno fatta contro Marx e Lenin, contro l’utopia dell’Uomo Nuovo: ce la faranno contro i Mc Donald’s e contro i selfies, contro il miraggio del far soldi e dell’apparire? Questa è la sfida di oggi: e, nel mondo globalizzato, riguarda i ragazzi di Samarcanda esattamente come quelli di Roma e di Milano”.

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