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Delibera inerente la aggregazione ACAM-IREN, intervento dell’avvocato Enrico Conti

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LA SPEZIA – «Il problema di ACAM nasce dalla volontà e del sindaco neo eletto nel 2007 e della sua giunta di fare chiarezza sulle ventilate opacità di ACAM. Il bilancio riferito al 2006 dava un attivo della Holding di 1.250.000,00 euro subito dopo la sostituzione dell’amministratore Delegato di ACAM operata dal neo eletto sindaco Massimo Federici i numeri da positivi cominciarono a diventare, col passare dei mesi, pesantemente negativi fino ad arrivare nei primi mesi del 2008 alla cifra del tutto insospettabile di 200.000.000,00 di euro, euro più euro meno.

Il sottoscritto portò, allora la proposta di procedere con l’articolo 182 bis della legge fallimentare ma la risposta fu negativa a quel punto essendo la proposta strutturale diedi le dimissioni ritenendo finito il mio personale ruolo in ACAM Holding.

Ho contestato a Rifondazione comunista ed ai comunisti Italiani che all’epoca della mia proposta, che avrebbe reso meno gravosa la strada della ex municipalizzata,  erano presenti con le loro rappresentanze nel CDA (rifondazione comunista esprimeva addirittura il Vice-Presidente, ed i Comunisti Italiani avevano il loro rappresentante in seno al CDA ma con la delega ai negozi ENEL Si) presero posizione contraria così come contraria fu anche la rappresentanza delle opposizioni del centro destra sempre presenti ne CDA di ACAM.

Questa sera tutti si sono stracciati le vesti  ma erano presenti quando ancora si potevano limitare i danni che poi hanno assunto una portata decisamente importante se solo si pensa che alla proposizione del 182 bis arrivato dopo oltre 4 anni dalla mia proposta il debito di ACAM sfiorava i 500.000.000,00. All’epoca la esposizione debitoria del Real Madrid era di 800.000.000,00 ma con un brand globale decisamente superiore alla piccola provinciale ACAM. Una ben misera fine per la grande ACAM… Sta di fatto che è stato in tutti i modi il coraggio di una giunta a far emergere il sommerso ed alla fine i posti di lavoro sono stati garantiti all’interno di una gruppo societario dove l’età media della forza lavoro è bassa ed ancora lontano dalla pensionabilità.

In tutto questo va riconosciuto che il pronunciamento del Tribunale della Spezia, con sentenza passata in giudicato, in ordine alla non fallibilità di alcune società del gruppo ACAM, attese le peculiarità pubblicistiche di ACAM Ambiente, ACAM Acque e ACAM Holding, ha sicuramente favorito l’accordo con le banche principali detentori del debito di ACAM e quindi al raggiungimento degli obiettivi di cui all’articolo 182 bis della legge fallimentare.»

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