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SPEZIA – AVELLINO 2 – 1 | Djokovic – Granoche: le Aquile spezzano la maledizione dei Lupi

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 Sotto di una rete, lo Spezia trova la grande reazione grazie alle reti del centrocampista croato e di un sempre più scatenato Diablo, alla decima marcatura stagionale. Sfatato il tabù irpino, le Aquile si rilanciano nella corsa play off dopo lo stop di Carpi.

LE STRATEGIE: VIGNALI E MAGGIORE NEL 4-3-3 DELLE AQUILE, MARCHIO DI FABBRICA 4-4-2 PER NOVELLINO

Nel giorno dell’anniversario della nascita del compianto Paolino Ponzo, Spezia e Avellino, di scena al Picco nella trentesima giornata del campionato cadetto, hanno l’obiettivo di archiviare le due pesanti sconfitte maturate lo scorso sabato.
Di Carlo riabbraccia Fabbrini, proponendo gli spezzini Vignali e Maggiore: davanti a Chichizola, il numero 24 classe ’96 agisce sulla destra, affiancato da Valentini, Terzi e Migliore, in mediana vanno invece Maggiore, Errasti e Djokovic, mentre davanti spazio al trio Piccolo, Granoche, Fabbrini.
Tra gli ospiti, Novellino mette da parte l’idea 4-3-3, proponendo un classico 4-4-2 che vede tra i pali Radunovic, Solerio, Jidayi, Migliorini e Laverone in difesa, Lasik, Moretti, Paghera e D’Angelo a centrocampo, Verde e Ardemagni tandem offensivo.

ARDEMAGNI COLPISCE, DJOKOVIC RISPONDE
Attenti al lupo recitava la nota canzone di Lucio Dalla: strofe calzanti per le Aquile, mai in grado di superare gli irpini negli scontri al Picco. E in effetti i campani si dimostrano sin da subito avversario ostico, bloccando di fatto Fabbrini ed ogni tipo di iniziativa offensiva, proponendosi in avanti con ripartenze ordinate e al tempo stesso pericolose: ci prova al 5′ Migliorini con uno stacco di testa, spedendo di poco a lato la sfera.
Risposta dello Spezia nell’iniziativa solitaria di Fabbrini, bravo a liberarsi dalle pressanti marcature avversarie e a scaricare un destro insidioso parato da Radunovic in due tempi.
E’ però solo una sparuta occasione quella delle Aquile, in difficoltà a creare gioco e a superare il folto centrocampo imbastito da Novellino. Si arriva così al minuto numero 17, quando da una punizione sulla sinistra, nasce un ottimo schema degli ospiti che porta D’Angelo a smarcarsi e a pennellare un’ottima traiettoria per il solitario Ardemagni, perfetto nello stacco di testa: è uno a zero Avellino, avanti proprio con il tanto schernito ex attaccante aquilotto.
Passano appena 300 secondi e proprio quando gli irpini sembrano aver messo la partita in ghiaccio, arriva la bordata da fuori di Dkjokovic, sulla quale Radunovic, dopo essersi opposto goffamente, tenta di evitare che la sfera superi la linea di porta, spedendola però di fatto sull’accorrente Granoche. I replay confermano però l’inutilità del tocco del Diablo, dal momento che il pallone scagliato dal centrocampista croato supera la riga.
La rete restituisce vigore agli aquilotti, a un passo dal capovolgere il match prima con la zuccata di Djokovic su situazione di corner -vola Radunovic – quindi con la conclusione in area di Valentini, respinge ancora l’estremo difensore campano, sancendo il risultato sull’ uno a uno.

EL DIABLO LA RIBALTA, LO SPEZIA SFATA IL TABU’ AVELLINO
Castaldo per Verde è la mossa di Novellino ad inizio ripresa: secondo tempo che si apre con uno Spezia arrembante, vicinissimo al due a uno con bella punizione a giro dal limite di Piccolo, di pochissimo sopra la traversa. Caparbiamente, i lupi non mollano la presa, chiedendo a gran voce al 60′ un rigore per il tocco di mano di Valentini sul quale sembrano esserci pochi dubbi, anche se il direttore di gara Ghersini non è dello stesso avviso.
Al di là degli episodi, la partita è viva, caratterizzata da rapidi cambi di fronte, con occasioni da una parte e dall’altra: se Djokovic non trova per poco Granoche dopo un radente tiro cross, prima D’angelo e poi Ardemagni spaventano Chichizola.
Batti e ribatti avvincente, ma ad essere premiati sono i ragazzi in maglia bianca, in rete con Granoche  dopo un tuffo di testa nato dalla pennellata di Piccolo. Esplode in un urlo liberatorio il Picco, gelato l’Avellino, sorpreso forse nel suo momento migliore.
Nel frattempo, fanno il proprio ingresso in campo Omeonga e Camara – fuori Moretti e Lasik – mentre nello Spezia Pulzetti, Baez e Datkovic rilevano Errasti e gli applauditissimi Fabbrini – Piccolo.
I cambi agevolano entrambe le compagini, dando freschezza ad una estenuante manovra di gioco: lo Spezia vuole chiuderla, senza tuttavia trovare la rete del K.O. dopo gli sfondamenti in area di Piccolo e Pulzetti – clamorosa l’occasione non sfruttata al 94′ – i campani rincorrono con tutte le forze a disposizione, sfiorando il pareggio con il colpo di testa di D’Angelo, ma la buona sorte e la grinta sono dalla parte dei bianchi, che tornano così a gioire dopo la sconfitta di Carpi.

Andrea Licari

 

SPEZIA (4-3-3): 1 CHICHIZOLA, 3 VALENTINI N., 10 PICCOLO (20 DATKOVIC dal 40 st), 14 DJOKOVIC, 15 ERRASTI (30 PULZETTI dal 20 st), 17 MIGLIORE, 19 TERZI (C), 21 FABBRINI, 24 VIGNALI, 25 MAGGIORE, 29 GRANOCHE. A disposizione: 33 VALENTINI A., 5 DE COL, 6 CECCARONI, 7 SCIAUDONE, 8 SIGNORELLI, 11 BAEZ, 26 MASTINU. Allenatore DOMENICO DI CARLO

AVELLINO (4-4-2): 22 RADUNOVIC, 4 MORETTI (21 OMEONGA da 20 st), 6 MIGLIORINI, 7 VERDE (19 CASTALDO dal 1 st), 8 D’ANGELO (C), 15 LASIK (30 CAMARA dal 30 st), 19 LAVERONE, 20 PAGHERA, 23 SOLERIO, 25 JIDAYI, 33 ARDEMAGNI. A disposizione: 1 LEZZERINI, 3 PERROTTA, 9 EUSEPI, 11 BELLONI, 26 BIDAOUI. Allenatore WALTER ALFREDO NOVELLINO

Marcatori: ARDEMAGNI (A) 18 pt, GRANOCHE (S) 24 pt e 24 st

Ammoniti: ERRASTI (S), LASIK (A), D’ANGELO (A), DJOKOVIC (S), ARDEMAGNI (A)

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