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La donna africana protagonista a Lerici

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LERICI – La mostra fotografica e il libro di Giorgio Pagano “Sao Tomé e Principe – Diario do centro do mundo” hanno fatto tappa anche a Lerici. Nell’atrio del Palazzo Comunale è stata inaugurata la mostra, che sarà visitabile fino al 20 marzo. In sala consiliare è stato presentato il libro, con i saluti del Sindaco Leonardo Paoletti e della consigliera alla cooperazione internazionale Manuela Mussi e l’intervento del segretario di Januaforum Sergio Schintu. Per Schintu il libro di Pagano “è un modello di riflessione sul che fare” di fronte al fenomeno delle migrazioni: “cambiare atteggiamento verso il mondo, smetterla con il colonialismo in Africa, garantire il diritto di migrare ma anche il diritto di restare, con politiche di cooperazione che vedano protagonisti i territori e i Comuni e anche le nostre imprese, ma in una logica non predatrice”.

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Al centro dell’iniziativa è stata la donna africana, nonostante l’assenza per motivi familiari di Laila Abi Ahmed. Giorgio Pagano ha letto alcuni brani del libro dedicati alle donne di Sao Tomé e Principe. Le donne sono in gran parte disoccupate e considerate dalle statistiche “inattive”. In realtà, ha spiegato Pagano, “sono casalinghe che governano la casa, preparano da mangiare, lavano i panni nei fiumi, vendono banane o ‘fruta pao’ nei banchetti sui cigli delle strade, e alla domenica vendono il dolce tipico, il budino di cocco… sono sempre in movimento, e svolgono il compito più importante: si occupano degli anziani e soprattutto dei figli, portandoseli dietro alla maniera africana… le donne sono l’ossatura della società”. Il grande problema, ha proseguito, è che “le ragazze fanno figli già a 13-14 anni, la media è di sei figli per donna” e che “ci si sposa molto poco, gli uomini spesso hanno più figli da mogli diverse e li abbandonano a loro… le donne capofamiglia sono molte, si tratta delle persone con minore educazione e maggiore povertà… il problema è la debolezza della coesione sociale del Paese, di cui la debolezza della famiglia è parte”. Non si tratta, ha concluso l’autore, di “imporre in un altro contesto sociale e culturale la nostra concezione della famiglia, del resto in crisi anche da noi”, ma di impegnarsi “per una maggiore coesione sociale, per una concezione della vita meno individualistica e più comunitaria, per un maggior rispetto verso le donne, e verso i figli: un ruolo centrale lo hanno l’educazione e il lavoro, non a caso al centro del Piano di sviluppo dell’area che abbiamo elaborato con la partecipazione popolare”. Molte cose, ha concluso Pagano, stanno cambiando. Il simbolo del riscatto, ha detto, è Admila Pires, la segretaria dell’Ong con cui l’autore ha lavorato a Sao Tomé e Principe: “è nata a Rosa Lembà, il villaggio più povero dell’arcipelago, e oggi è una brava studentessa universitaria”.

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Le prossime presentazioni di “Sao Tomé e Principe – Diario do centro do mundo” si terranno a Firenze (23 marzo), a Genova (30 marzo) e a Milano (31 marzo).

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