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L’avversaria – Brescia: Cagni che abbaia deve mordere

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Precipitata in piena zona retrocessione, la squadra lombarda è passata dalle mani di Brocchi a quelle di Gigi Cagni. Difesa e umore dei giocatori le malattie più urgenti da curare. 

Dalle stelle alla stalle, dalla lotta play off all’attuale terzultimo posto: in appena due mesi il destino del Brescia si è trasformato in un vero e proprio incubo. Le giovani e grandi speranze non hanno infatti retto l’urto di una crisi rivelatasi senza fine.

Nelle ultime dieci uscite, infatti, a parlare chiaro sono i numeri negativi di una squadra capace di raccogliere appena una vittoria e due pareggi, per un totale di cinque punti.

Ben sette, invece, le sconfitte – l’ultima a Salerno – che hanno fatto precipitare le rondinelle in piena zona retrocessione, convincendo conseguentemente la società ad optare per l’esonero di Cristian Brocchi.

Una preoccupante involuzione nel gioco e i soli 31 punti in classifica non sono infatti bastati all’ex allenatore del Milan, sostituito dal bresciano D.O.C Gigi Cagni.

Ad attendere l’ex mister dello Spezia una sfida ardua, ma non impossibile, considerata la brevità di una classifica che vede ben nove squadre raccolte in appena cinque punti: insomma, dalla Salernitana, dodicesima a quota 36, sino ad arrivare proprio ai lombardi, tutti devono tenere alta la guardia.

Per lanciare l’assalto a quota 50, Cagni dovrà mettere mano alla difesa più battuta del torneo – 43 le reti subite – senza però rinunciare a curare il reparto offensivo che, eccezion fatta per l’eterno Caracciolo, stenta a mandare in gol i propri attaccanti.

Non a caso, nei primi allenamenti il Sergente Gigi ha provato un 4-3-3 con Mauri davanti alla difesa, a testimonianza di un’idea gioco offensiva e propositiva.

La strada è comunque in salita, anche in considerazione del fatto che per la prima uscita in un Rigamonti bollente mancheranno gli squalificati Calabresi, Blanchard e Coly, per una difesa dunque tutta da reinventare.

Non solo tatticismo, però: Cagni dovrà infatti soprattutto lavorare sulla testa di un club depresso, criticato e a un passo dal baratro. Chissà se con l’arrivo della primavera, le rondinelle torneranno a spiccare il volo..

Andrea Licari

 

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