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Consiglio Regionale di martedì 21 marzo

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Mettere in sicurezza il porto di Sestri Levante Antonella

Claudio Muzio (FI) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dal collega di gruppo Angelo Vaccarezza , relativa al porticciolo di Sestri Levante, costituito da un molo  che si estende in direzione Nord per circa 250 metri e due pontili minori. «Vista  la conformazione dello scalo i venti di tramontana e grecale – ha spiegato Muzio –  creano costanti problemi all’ormeggio. Il 16 e 17 gennaio 2017 , per esempio, le raffiche di tramontana hanno costretto alcuni pescherecci a trovare riparo presso il porto di Lavagna o  la Baia di Portobello e i pescatori, che non sono riusciti a lasciare la banchina, sono stati costretti a rimanere di notte a bordo per paura della rottura degli ormeggi». Muzio ha chiesto, dunque, alla giunta l’apertura di un Tavolo a regia regionale con Comune, Capitaneria di Porto, Ufficio Locale Marittimo, rappresentanti delle associazioni pescatori professionisti e pescasportivi e gli operatori portuali per risolvere queste criticità.

L’assessore all’urbanistica, Marco Scajola ha  detto che l’amministrazione di Sestri Levante nel dicembre 2015 ha deciso di affidare un incarico professionale per la redazione di uno studio di fattibilità tecnica degli interventi da realizzare, corredato di un computo preliminare dei costi e di un piano economico-finanziario per la sostenibilità gestionale che consenta di orientare le successive determinazioni. Lo studio  – ha puntualizzato – è stato sviluppato «ma, secondo quanto risulta agli uffici comunali, non ne sono al momento  in programma atti approvativi». Per quanto concerne i problemi relativi ai pescherecci e all’ormeggio in banchina, Scajola ha ribadito che «occorre vengano individuate soluzioni tecniche, anche parziali,  ma che siano percorribili in tempi brevi». Secondo quanto riferito dall’assessore, il competente Settore politiche agricole e della pesca ha comunicato la possibilità di intervenir con fondi su misure comunitari, ma «lo stesso settore ha sottolineato la necessità di arrivare rapidamente una stima dei costi delle opere, e a una verifica degli interventi finanziabili poiché il primo bando presumibilmente sarà attivato già a primavera». Intanto si è tenuta una prima riunione sul tema con tutte le parti interessate lo scorso 13 febbraio.

 

Gestione della collina delle Grazie di Chiavari

Gabriele Pisani (Movimento 5 Stelle) con un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, ha ricordato che la collina delle Grazie, che rientra nel “Lascito Torriglia” e  fa riferimento alla fondazione dell’omonima casa di riposo di Preli, è un bene culturale tutelato e  soggetta a vincolo paesistico.  Nell’area – ha sottolineato Pisani  – vi sono diverse zone franose su cui si dovrebbe intervenire. Il consigliere ha evidenziato che la Fondazione Torriglia ha stipulato con  la società “Hgm spa” un contratto di locazione cinquantennale tuttavia, secondo quanto risulta a Pisani,  non ha voluto partecipare al confronto con il Comune di Chiavari sul futuro dell’area: il presidente della Fondazione avrebbe dichiarato di dover rendere conto del proprio operato solo alla Regione Liguria. Pisani ha chiesto, quindi, alla giunta quale sia il controllo effettuato dalla Regione sulla Collina delle Grazie e gli interventi e le attività avviate dalla società “Hgm Spa”.

L’assessore all’urbanistica, Marco Scajola, ha spiegatoche tutto  l’ambito della Collina delle Grazie a Chiavari è soggetto a vincolo paesaggistico. Il  PTCP della Regione Liguria  – ha puntualizzato – inserisce  l’area in un regime normativo che non consente la costruzione di nuovi edifici, né l’alterazione di quelli esistenti se non per adeguarli ai caratteri propri della zona. Inoltre – ha proseguito – la Regione  ha espresso il parere nei confronti del progetto di Puc adottato dal Comune di Chiavari e, con riferimento all’ambito della Collina delle Grazie, «proprio in ragione del regime normativo di conservazione gravante sulla zona e del correlativo vincolo paesaggistico, è stata prescritta la revisione complessiva delle normativa del PUC per limitare gli interventi a quelli di manutenzione straordinaria e di restauro conservativo degli edifici». Per quanto concerne, infine, le attività future della società “Hgm spa”, l’assessore ha evidenziato che non rientrano nelle competenze della Regione che, invece, ha competenze in materia paesaggistica e urbanistica

 

Sulle misure di prevenzione dell’inquinamento atmosferico

Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dagli altri componenti del gruppo,  in cui ha rilevato che la Liguria e Genova sono finite nel mirino della procedura europea di infrazione per i livelli troppo elevati di inquinamento e in diversi i Comuni da anni si registrano sforamenti ai limiti di legge soprattutto per la concentrazione di ossidi di azoto e, in misura minore, per le polveri sottili. De Ferrari ha spiegato: «La Regione non ha più finanziato l’inventario delle emissioni in atmosfera, ossia la banca dati per la redazione e la gestione del piano di risanamento della qualità dell’aria, che è ferma alle rilevazioni del 2011 mentre i dati non aggiornati dimostrano che gli ossidi di azoto e le polveri sottili provengono da attività portuali e aeroportuali». Il consigliere ha chiesto di rifinanziare l’aggiornamento dei dati al 2016 e di sollecitare i Comuni a mettere in pratica piani di tutela della salute dei cittadini per diminuire i livelli di inquinamento atmosferico.

Per la giunta ha risposto l’assessore all’Ambiente Giacomo Giampedrone. L’assessore ha ricordato che la Regione Liguria è capofila  del progetto ALCOTRA, intitolato CLIMAFRA, a cui la Regione partecipa con partner francesi  e italiani. Il progetto si pone l’obiettivo di valutare gli impatti del cambiamento climatico sulla qualità dell’aria nei territori interessati, al fine di fornire strumenti ed indicazioni utili alla pianificazione e gestione territoriale ed allo sviluppo di politiche sinergiche di adattamento clima – aria a livello transfrontaliero. Per quanto riguarda i Comuni del territorio ligure, Giampedrone ha ricordato che nel 2016  sono stati assegnati  contributi a favore di Savona, Rapallo, Cairo Montenote, Carcare e Busalla per realizzare misure  di contenimento degli inquinanti in atmosfera . Altre risorse erano state destinate  a favore di Genova per incentivare l’acquisto di sistemi di contabilizzazione e termoregolazione del calore per impianti termici civili.  Giampedrone ha concluso ricordando che è iniziata da parte della Regione la redazione del piano d’azione per la risoluzione  del rischio di superamento dei valori limite in ambito del quale  verranno fra l’altro stabilite le misure non strutturali da adottarsi anche da parte dei piccoli Comuni peri il contenimento dell’inquinamento.

 

Azioni per la bonifica del sito ex Stoppani

Valter Ferrando (Pd) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta di assumere iniziative affinché entro al 31 dicembre 2017 siano attuate le misure, oltre alla messa in sicurezza, per bonificare il sito ex Stoppani. Ferrando ha ricordato che il Governo ha disposto la proroga al 31 dicembre 2017 del termine per la gestione emergenziale della situazione ambientale dell’ex stabilimento Stoppani a Cogoleto per garantire il trattamento delle acque reflue in falda, impedire l’interruzione degli interventi di messa in sicurezza della falda e dare attuazione agli interventi di messa in sicurezza e bonifica del sito, programmati dal Ministero dell’Ambiente, che prevedono per le bonifiche uno stanziamento complessivo di 749,97 milioni, di cui 328,29 al Centro-Nord.

Per la giunta ha risposto l’assessore all’Ambiente Giacomo Giampedrone il quale ha ricordato che si tratta di un sito di interesse nazionale quindi gli interventi sono curati direttamente dal Ministero dell’Ambiente. Giampedrone ha premesso che, secondo le informazioni acquisite dalla Prefettura, «le risorse messe in campo non sono quelle che possono consentire di completare gli interventi necessari» e di avere ricevuto conferme, rispetto agli interventi di messa in sicurezza e di bonifica, che la situazione ambientale del sito «può considerarsi positiva». Tuttavia – ha aggiunto – parte di questi interventi sono oggi preclusi dalla necessità di ulteriori finanziamenti e dal sequestro della discarica di Molinetto, che impedisce di smaltire i rifiuti della bonifica. Giampedrone ha assicurato l’impegno della Regione per cercare le risorse mancanti e ha chiesto che il Consiglio gli dia mandato, presso il Governo, con un ordine del giorno su questo tema.

 

Sui servizi della nuova stazione ferroviaria di Imperia

Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) ha chiesto i tempi di realizzazione del parcheggio lungo uno dei due argini del fiume Impero, «per risolvere i problemi legati alla sosta nei pressi della nuova stazione di Imperia» e di installare ulteriori panchine e paratie antivento nella parte sottostante i binari. Il consigliere ha ricordato che l’11 dicembre 2016 è stata inaugurata la nuova stazione ferroviaria di Imperia la quale, secondo i dati forniti da Regione Liguria e Ferrovie dello Stato, è quotidianamente luogo di partenza o di arrivo di tremila passeggeri in media ma «l’unico parcheggio, adiacente alla nuova stazione, non appare adeguato alle esigenze dei viaggiatori e risulta totalmente occupato sin dalle prime corse mattutine dei treni». Inoltre ha rilevato l’assenza, in prossimità del sottopassaggio (lato nord), di paratie antivento e l’esiguità di panchine.

Per la giunta ha risposto l’assessore ai trasporti Gianni Berrino il quale ha ammesso alcune criticità per raggiungere la stazione, ma – ha aggiunto – nel sopralluogo compiuto il 15 marzo scorso ha verificato che i lavori per le finiture del corpo della stazione stanno procedendo. «Con l’apertura del fabbricato sull’argine sinistro dell’Impero, tra l’altro, dovrebbero essere aperto un ulteriore parcheggio – ha detto – situato dall’altro lato della stazione, che amplierebbe l’offerta di parcheggi. Per quanto riguarda altre finiture,che dovrebbero rendere più agevole e più comoda la stazione, naturalmente si dà prima la precedenza alla fine del corpo del fabbricato». Berrino ha proposto di verificare dove collocare ulteriori panchine quando la stazione sarà completata.

 

Problematiche relative all’aumento della popolazione dei lupi nell’entroterra.

Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini) ha chiesto alla giunta di avviare un programma di abbattimento selettivo dei lupi in Liguria, «per tutelare le attività economiche dell’entroterra pur senza mettere in pericolo la sopravvivenza della suddetta specie animale». Il consigliere ha dichiarato che la popolazione ligure del canis lupus, comunemente detto lupo, è passata dai 50 esemplari del 2014 ai circa 250 attuali e che il trend, in aumento, avrebbe ormai raggiunto la saturazione territoriale e ha compiuto «innumerevoli attacchi ai danni degli animali domestici, in particolare vitelli, capre ed allevamenti di pecore. Eppure – ha concluso – l’entroterra ligure viene mantenuto vivibile e decoroso in gran parte grazie al lavoro degli allevatori e dei contadini mentre la Regione ha oggettive difficoltà economiche a risarcire tutti gli allevatori danneggiati e non sempre il rimborso garantisce il rilancio immediato di un’attività gravemente danneggiata».

Per la giunta ha risposto l’assessore all’agricoltura Stefano Mai il quale ha condiviso le preoccupazioni espresse dal consigliere rilevando che, secondo stime recenti, i lupi presenti sul territorio ligure sarebbero circa 150. L’assessore ha sottolineato che la presenza di cani inselvatichiti o ibridi rischia di non garantire la biodiversità e la purezza della specie lupo e, per questo motivo, ha ricordato di avere proposto al tavolo nazionale che elabora il piano per la gestione del lupo, di catturare, sterilizzare e ricoverare in aree adeguate gli ibridi. Mai ha assicurato che le richiese di risarcimento presentate fino all’anno scorso sono state soddisfatte, ma che «la vera soluzione al problema sono l’informazione, la formazione e la prevenzione». A questo proposito Mai ha ricordato che la Regione ha assegnato agli allevatori fra il 2015 e il 2016 trenta recinzioni elettrificate e organizzato la distribuzione di pastori maremmani e abruzzesi per la difesa delle greggi.

 

Lavori di ristrutturazione neo condominio di via Della Cella di Arte Genova

     Gabriele Pisani (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta dall’intero gruppo, relativa alla situazione dei lavori di ristrutturazione di Arte Genova, nel condominio situato in via Paolo Della Cella. Il consigliere ha sottolineato che Arte avrebbe interrotto il regolare pagamento dei versamenti mensili per lo stato di avanzamento dei lavori in itinere. Pisani ha chiesto, quindi,alla giunta se il mancato pagamento degli interventi corrisponda  al vero e, nel caso, a cosa siano imputabili e quali azioni intenda intraprendere nei confronti degli eventuali responsabili di tale disservizio

Per la giunta ha risposta l’assessore all’edilizi, Marco Scajola. Il Comune di Genova – ha detto Scajola –  ha approvato il 15 dicembre 2015 un programma generale degli interventi urgenti di manutenzione straordinaria nell’ambito del proprio patrimonio di edilizia residenziale pubblica per i condomini. Nel programma sono ricompresi interventi di manutenzione straordinaria relativi al condominio di Via Paolo della Cella. L’amministratore dello stabile il 26 luglio ha presentato il riparto ai condomini, evidenziando la quota a carico del Comune di Genova, da corrispondere in 26 rate mensili a decorrere dal primo agosto successivo. Ad oggi  – ha precisato l’assessore – ARTE Genova ha effettuato, in qualità di gestore della quota di immobile di sua pertinenza, i versamenti delle prime sette rate mentre l’ottava rata è in scadenza a marzo 2017. «Pertanto – ha concluso Scajola –  la situazione relativa ai pagamenti è regolare»

 

Sugli ambiti territoriali relativi all’esercizio della professione di guida ambientale ed escursionistica.

Claudio Muzio (FI) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dal collega di gruppo Angelo Vaccarezza, per chiedere alla giunta «di intraprendere iniziative normative in merito alla figura della guida ambientale ed escursionistica, per consentire agli operatori del settore di poter svolgere la professione in maniera efficace e completa, contribuendo così a un sostenibile sviluppo economico della regione». Il consigliere ha ricordato che l’attuale legge regionale prevede che le guide ambientali ed escursionistiche possono svolgere la loro attività nella provincia o Città metropolitana in cui hanno ottenuto l’abilitazione ad operare. «Questa restrizione – ha spiegato – costituisce un iniquo ostacolo al pieno esercizio della professione – ha aggiunto – e dello sviluppo di un turismo di qualità ed eccellenza, che si pone in sinergia al tradizionale turismo balneare. A breve – ha concluso – dovrebbe essere emanato un decreto ministeriale per individuare lo standard professionale e le modalità per l’acquisizione dell’abilitazione all’esercizio della professione di guida turistica».

Per la giunta ha risposto l’assessore al turismo Gianni Berrino il quale ha spiegato che, non appena il ministero competente emanerà il decreto relativo ai nuovi standard professionali e alle modalità per l’abilitazione alla professione di guida turistica, verrà modificata la legge regionale 44 del 1999. Berrino ha sottolineato, infatti, di dover attendere il passaggio nazionale per evitare di legiferare durante un vuoto normativo e ha rilevato, infine, che occorre contrastare l’abusivismo.

 

Lavori di manutenzione sul viadotto della Valpolcevera

Raffaella Paita (Pd) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dal collega del gruppo Valter Ferrando, in cui ha chiesto alla giunta di intervenire nei confronti della Società Autostrade affinché siano resi disponibili i dati sul monitoraggio dei lavori di manutenzione sul viadotto della Valpolcevera, sugli eventuali problemi strutturali da affrontare per garantire il livello più elevato di sicurezza e sui costi sostenuti nei lavori di manutenzione eseguiti nel tempo, anche in rapporto ai costi di costruzione del ponte Morandi. Il consigliere ha ricordato che i lavori sul viadotto, iniziati nell’aprile del 2016, hanno riguardato il rifacimento delle strutture in calcestruzzo, e che il contesto urbano nel quale è collocato il ponte Morandi «richiede la assoluta garanzia di sicurezza della struttura».

Per la giunta ha risposto l’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone il quale ha spiegato di avere avuto assicurazioni dai dirigenti tecnici di Società autostrade che il «viadotto al momento non ha alcun problema di carattere strutturale». I lavori in corso riguardano, infatti, barriere in calcestruzzo per la sicurezza, sono di tipo semplicemente manutentivo e saranno terminati entro l’estate. L’assessore ha concluso ricordando che sono previsti due interventi strutturali nel 2018 per rafforzare la struttura.

 

Orologio della Torre di Guinigi a Ortonovo

Francesco Battistini (Gruppo misto Libera-Mente Liguria) ha presentato un’interrogazione  sui danni provocati alla torre di Guinigi a Ortonovo dalla tromba d’aria del marzo 2015. Il consigliere ha chiesto alla giunta su quale ente ricada la competenza della torre e «vista la valenza culturale del bene danneggiato e, presumibilmente, il modesto impegno economico necessario per il suo ripristino, di provvedere direttamente al finanziamento ed all’assegnazione del mandato per l’intervento di riparazione».

L’assessore   alla cultura Ilaria Cavo ha evidenziato che l’ente preposto ad intervenire è il Comune. La Regione – ha puntualizzato – recependo la segnalazione, può portare il caso all’attenzione della Sovrintendenza, visto che si tratta di un bene soggetto a tutela. La Regione, quindi, ha soltanto la possibilità di effettuare un intervento indiretto tuttavia Cavo si è impegnata a segnalare la problematica agli enti competenti.

 

Sulla situazione del Pronto Soccorso dell’ospedale San Martino Ist

Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, in cui ha chiesto di risolvere le problematiche del Pronto Soccorso dell’ospedale San Martino IST relativa alla carenza di posti letto e alla sicurezza dei malati. De Ferrari ha rilevato: «Esiste una grave situazione organizzativa creata dall’alto numero di accessi, ma soprattutto legata alla cronica carenza di posti letto nel DEA e nell’intero ospedale, che ha come conseguenza lo stazionamento delle barelle sia nell’attesa assistita del piano terra, sia nella degenza del primo piano. Proprio in questi giorni si sta consumando lo “scandalo delle barelle introvabili” poiché quelle arrivate una decina di giorni fa – ha aggiunto – sono scomode e non sono utilizzabili nelle radiografie poiché non “radiotrasparenti”. A queste problematiche si aggiunge l’emergenza sicurezza per l’aumento di furti ai danni dei pazienti ricoverati al Pronto soccorso».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale. L’assessore ha ricordato gli interventi già avviati dalla giunta sul territorio, anche attraverso il potenziamento del servizio dei medici di base e della guardia medica, per ridurre gli accessi ai reparti di pronto soccorso e i ricoveri impropri. Nel merito Viale ha ricordato la situazione di stress organizzativo legato al forte afflusso di persone all’inizio dell’anno, fino a 250 persone al giorno, a cui «è stata data una risposta più che soddisfacente» rispetto all’assistenza. «La disponibilità di posti letto nell’ospedale – ha assicurato – non è mai venuta a mancare». Viale ha, dunque, precistao: «Lo stazionamento delle barelle ha avuto momenti di criticità che sono stati prontamente gestiti e nessun paziente – ha dichiarato – ha stazionato nelle ambulanze». Nuove barelle confortevoli e adeguate – ha concluso – erano state da tempo ordinate ma, a causa di un disguido nella fornitura da parte della ditta, la stessa società ha comunque provveduto a mettere a disposizione in comodato gratuito e provvisoriamente le altre barelle citate nell’interrogazione.

 

Utilizzo dei defibrillatori presso le farmacie

 Valter Ferrando (Pd) con un’interrogazione, sottoscritta anche da un altro componente del suo gruppo, Raffaella Paita,  ha chiesto alla giunta quali iniziative si possano mettere in atto anche in via sperimentale, coinvolgendo gli Ordini dei Farmacisti, per rendere possibile l’utilizzo di defibrillatori presso le farmacie, in modo da accrescere le possibilità di intervento efficace per chi è colpito da arresto cardiaco. La presenza diffusa delle farmacie  nel territorio – ha detto – rappresenta una rete che può essere utilizzata al fine di rendere immediato l’utilizzo dei defibrillatori

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale la quale ha ribadito l’attenzione della giunta affinché questi strumenti siano diffusi sul territorio e affinché anche le farmacie possano dotarsi di defribillatori. Questi strumenti – ha aggiunto – vengono poi essere messi in collegamento con il 118 e inseriti nella rete regionale. Viale ha ricordato, infine, che sono previsti corsi periodici per formare anche personale non medico all’utilizzo dei defibrillatori.

 

Emergenza nel reparto di pediatria del Sant’Andrea di La Spezia.

Francesco Battistini (Gruppo misto Libera-Mente Liguria) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto che siano superati i problemi strutturali e organizzativi del reparto di pediatria dell’ospedale Sant’Andrea della Spezia e di prevenire «ulteriori emergenze legate all’inaffidabilità strutturale dei locali, dovute alla vetustà, alla carenza di manutenzione o alla inadeguatezza dei lavori di manutenzione o ristrutturazione eseguiti».

Il consigliere ha ricordato che tra il 4 e il 5 febbraio 2017 è stato necessario il trasferimento dei pazienti con l’intervento dei vigili del fuoco, che la sistemazione dei pazienti è da considerarsi temporanea e di breve durata e che, infine, il reparto di pediatria ha subito, recentemente, ripetuti spostamenti all’interno della struttura ospedaliera a causa di lavori di manutenzione e ristrutturazione.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale la quale ha spiegato che nel gennaio scorso la asl 5 ha sottoscritto il contratto di appalto per la ristrutturazione del reparto. A fine gennaio – ha aggiunto – i locali della pediatria sono stati liberati proprio per consentire l’esecuzione dei lavori, le funzioni sono state trasferite al piano terra del padiglione 5 e i lavori dovrebbero concludersi in sessanta giorni.

 

Sugli esami effettuati mediante diagnostica per immagini

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha presentato un’interrogazione sugli esami effettuati mediante diagnostica per immagini. In particolare,Pastorino ha chiesto se i criteri autorizzativi che la Regione adotta nelle convenzioni con le strutture private corrispondono ai protocolli riconosciuti dalle società italiane di radiologia AIFM e SIRM e  dal documento Criteri per l’appropriatezza allocativa di alcune apparecchiature, che fu approvato dalla Giunta regionale nel dicembre 2014. Pastorino ha spiegato che questi due strumenti definiscono le caratteristiche minime dell’attività radiologica «senza le quali non vi è certezza di garanzia di qualità e vengono meno i requisiti minimi di appropriatezza tecnica». Il consigliere ha chiesto di istituire una commissione di valutazione periodica dei centri diagnostici privati e delle convenzioni esistenti, di concerto con SIRM e AIFM, per determinare la qualità delle prestazioni offerte.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale che ha evidenziato la complessità della normativa in materia. Ha quindi puntualizzato che, dopo il necessario apprendimento in commissione sarà pronto, per essere e deliberato, uno «strumento utile per fare le verifiche di cui parlava il consigliere Pastorino». Ha quindi ricordato che una legge regionale prevede determinate procedure per  l’apertura dei nuovi centri diagnostici per immagini e non ha escluso   che vengano ridefiniti i margini del controllo nell’ambito di un nuovo strumento normativo,  nel pieno rispetto delle normative nazionali

 

Introduzione del “pasto domestico” a scuola

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta di rivedere le “Indicazioni per il pasto portato da casa” , emanate dalla Regione nel novembre scorso, e di prevedere operatori esterni incaricati dalle ASL. Il documento regionale – ha spiegato il consigliere – fornisce indicazioni per prevenire problematiche igienico-sanitarie legate all’introduzione del pasto domestico a scuola, tuttavia queste indicazioni «attenuano le prescrizioni, a suo tempo elaborate dal Comune, relative al divieto di introdurre nei locali adibiti a refettorio alimenti e bevande diversi da quelli forniti dalle aziende del servizio ristorazione e, appellandosi all’autonomia scolastica, il documento affida alla dirigenza scolastica le decisioni sul tema assegnando all’istituto oneri e responsabilità impropri, equiparabili a quelli attribuiti all’ente locale, che appalta i servizi di ristorazione, e alla ditta di ristorazione che gestisce il servizio mensa».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale. Viale ha confermato che spetta al dirigente scolastico concedere o meno la possibilità di consumare il pasto confezionato a casa nella scuola. «Le asl – ha aggiunto – hanno sostenuto una funzione di coordinamento» fra le diverse figure coinvolte e «promosso indicazioni di ausilio e di riferimento sui controlli da effettuare», rivolgendosi non solo alle direzioni scolastiche ma anche ai genitori attraverso una specifica nota. L’assessore ha precisato che la responsabilità della qualità igienico-sanitaria della verifica del valore nutritivo dei pasti domestici è anche da attribuire ai genitori mentre i dirigenti scolastici devono fornire adeguate indicazioni alle famiglie.

 

Servizio di radiologia al Poliambulatorio Sant’Antonio di Recco 

Fabio Tosi (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta da tutto il  gruppo, in cui ha rilevato che il poliambulatorio di Recco soffre «di grave carenza di personale tale da dover ricorrere a personale esterno in modalità di urgenza e che, a causa della presenza di due soli tecnici, si è già dovuta chiudere una diagnostica, con conseguente riduzione delle prestazioni di radiologia tradizionale». Il consigliere ha anche evidenziato che, dopo il pensionamento di due dei tre medici, è stato sospeso il servizio di mammografia clinica. Tosi ha, quindi, chiesto alla giunta se il servizio di radiologia verrà mantenuto e se quello di mammografie cliniche verrà ripristinato.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha innanzitutto assicurato che la struttura continuerà a svolgere la sua attività e non c’è alcuna intenzione di chiuderla. In particolare per quanto riguarda il ripristino della senologia clinica, ha ribadito che sono in corso le pratiche per l’acquisto  del mammografo. L’assessore si è quindi soffermata proprio su questo settore, evidenziando l’impegno della Regione  per la riorganizzazione della “Breast Unit”, capace di accompagnare le donne colpite da patologie al seno.

 

Accordo Quadro Regionale di revisione della spesa farmaceutica

Andrea Melis (Movimento 5 Stelle) con un’interpellanza, sottoscritta anche dai consiglieri del gruppo, ha ricordato  che nei primi 15 giorni di settembre è stato istituito un apposito Tavolo Tecnico i cui risultati avrebbero contribuito alla sottoscrizione del nuovo Accordo Quadro Regionale di revisione di governo della spesa farmaceutica, con il compito di occuparsi anche della possibilità di distribuzione, fra l’altro, da parte delle farmacie di presidi medici quali pannolini e presidi per diabetici. Melis ha chiesto alla giunta le conclusioni emerse, sinora, le ragioni per le quali non ha ritenuto necessaria la partecipazione alle sedute del Tavolo dei Direttori delle farmacie ospedaliere delle Aziende Sociosanitarie Liguri e, infine, se le valutazioni circa la possibilità di distribuzione dei presidi medici tramite farmacie di comunità rispondano ad esigenze di ridimensionamento della spesa pubblica.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale che, nel fornire una dettagliata risposta in merito,  ha spiegato che il tavolo tecnico si è già riunito tre volte nell’arco del 2017 e gli incontri sono stati produttivi  «per il raggiungimento degli obiettivi prefissati».Ed è previsto un nuovo incontro mentre si sta valutando, tra l’altro, la distribuzione dei presidi medici (pannoloni ed altro) attraverso le farmacie convenzionate. Si attendono,  quindi,  gli esiti conclusivi del lavoro in atto.

 

Sostenere la giornata della legalità in Liguria organizzata da Libera

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la giunta a “manifestare concretamente ogni anno la completa disponibilità a sostenere l’organizzazione della giornata del 21 marzo organizzata dall’associazione Libera in tutto il territorio regionale e a prevedere con ogni mezzo il contrasto alla mafia e alle sue organizzazioni attraverso azioni amministrative ed educative diffuse su tutto il territorio regionale”

 

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