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Giornata-ricordo delle vittime della mafia: il 2 maggio a Sarzana “La memoria in marcia”

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Esposizione dell’auto della scorta di Falcone distrutta nella strage di Capaci.

SARZANA – Un cubo di rottami testimone della spietata violenza dei carnefici. Un oggetto reale, tangibile testimonianza dell’orrore di una delle pagine più brutali e buie del nostro Paese. E’ la Quarto Savona 15, l’auto su cui viaggiavano gli uomini della scorta di Giovanni Falcone  e che il prossimo 2 maggio, nell’ambito dell’iniziativa “La memoria in marcia”,  sarà esposta per laprima volta a Sarzana, prima di girare per altre città italiane,  quale simbolo storico della lotta contro le mafie.

L’iniziativa è organizzata dall’Amministrazione comunale, in collaborazione con Giovanni Sabatino,  maresciallo dei carabinieri, sociologo e criminologo in stretto contatto con Tina Montinaro, moglie di Antonio Montinaro, ucciso il 23 maggio 1992 insieme ai colleghi Rocco Di Cillo e Vito Schifani nella strage di Capaci che fermò per sempre il contachilometri del veicolo sul km100287.

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“Oggi, 21 marzo Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie- dicono il sindaco Alessio Cavarra e l’assessore alle politiche per la cultura della legalità Daniele castagna- tutti noi siamo chiamati a riflettere sulla barbarie  della mafia. Esponendo sul nostro territorio l’auto distrutta degli uomini della scorta del giudice Falcone significa affermare con determonazione che noi non abbassiamo la guardia, significa che Sarzana, direttamente e duramente colpita al cuore nella strage di via Dei Georgofili a Firenze dove perse la vita il nostro giovane concittadino Dario Capolicchio, continuerà a essere città vigile e attenta, impegnata a riconoscere e combattere la mafia, con senso civico e cultura della legalità.Per sconfiggere la mafia non basta l’azione della magistratura. La repressione della criminalità non può essere disgiunta dalla correttezza della politica, dalla cultura della legalità, dalle regole della democrazia. Occorre un impegno collettivo e trasversale ed è necessaria una reazione forte e diffusa da parte della società civile.  Gli unici veri deterrenti al proliferare di fenomeni contrari alla giustizia e alle norme di civile convivenza, sono la corresponsabilità, la partecipazione ai processi decisionali che devono essere il più possibile trasparenti, la cura verso la cosa pubblica. E’ necessaria un’azione quotidiana e una continua attenzione affinchè gli interessi individuali tornino ad essere subordinati ai bisogni collettivi e denaro e potere non si concentrino sempre e solo nelle mani di pochi”.  In mattinata il sindaco di Sarzana è intervenuto alla cerimonia di intitolazione di un’aula a Dario Capolicchio si è tenuta a Carrara,  al polo di istruzione Galilei dove  Dario ha studiato  prima di diplomarsi al Liceo Artistico della cittadina apuana.

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