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Apre i battenti la mostra “L’Elogio della Bellezza” al Museo Lia per festeggiare i 20 anni della nascita del Museo

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Opere provenienti da i più importanti Musei nazionali e internazionali.

LA SPEZIA – Chi l’ha detto che la scienza non può andare a braccetto con l’arte?  A dimostrare che tutto ciò è possibile vi è  alla Spezia il Museo Lia, nato 20 fa ,dalla volontà di  un ingegnere appunto Amedeo Lia  che ha speso il proprio tempo  e le proprie  risorse per inseguire la Bellezza creata dagli  artisti  dei secoli  passati.  Una volta  messa insieme  una collezione  di rilievo mondiale, ha deciso di  donarla alla sua città.   Oggi  la città  ha scelto  di onorare  la memoria di Lia   facendo convergere  nel magnifico Museo   venti  capolavori  aggiunti, uno per ogni anno del  ventennale, ognuno  di essi  offerto  per questo “omaggio  collettivo” da un diverso Museo che con il Museo Lia  ha avuto rapporti scientifici  e di scambio.

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“L’Elogio della Bellezza: 20 capolavori, 20 Musei, per i 20 del Lia”. E’ il titolo della  mostra  che apre i battenti al Museo Lia, domani 24 marzo sino al 25 giugno 2017,  che è stata presentata questa mattina agli organi della stampa, in occasione  del ventennale  della nascita del Museo.

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A  dare i benvenuto il sindaco della Spezia  Massimo Federici che  ha colto l’occasione per ringraziare “tutti i direttori dei Musei che hanno collaborato per realizzare questa mostra internazionale”.

La parola è poi passata  al vice presidente della Fondazione  Carispezia  Alberto Balbarini. “La Cultura nel Bilancio della Fondazione  rappresenta una voce  importantissima,  arriva  solo dopo il “Sociale”. Il Museo  Lia è un orgoglio per la nostra città ed è per questo che destiniamo i finanziamenti”.

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“La  banca Carispezia – dichiara  Massimo Cenci responsabile comunicazione  Carispezia  presso Cariparma  Gruppo Credit Agricole –  è sempre stata al fianco del Museo Lia in questi 20 anni, ed anche in questa occasione non poteva far mancare il suo contributo. L’obiettivo della banca è quello d’investire  sul territtorio, ma  guardando lontano e quale occasione meglio di questa?”.

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“I  20 capolovari  sono stati scelti – ha dichiarato il direttore del Museo Andra Marmori insieme alla dottoressa Francesca Giorgi –  sulla base  della qualità,  ma anche  alla loro assonanza  con le opere  patrimonio del Lia. I quadri provengono dai più illustri Musei nazionali e internazionali. Averli  oggi qui  è una grande soddisfazione, è una risposta  alla città che deve incentivare sempre di più  la “Cultura” e nello stesso tempo il  Museo Lia così varca i confini internazionali”.

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“Dello stesso avviso – Marzia Ratti  direttore  dell’Istituzione  per i Servizi Culturali –  che ha sottolineato  la complessività  della mostra  proprio per i capolovari che sono arrivati ad arricchire le  sale del Museo Lia.  Il Museo ha un valore non solo locale”.
Si tratta di opere di grandi maestri, in un vero elogio alla bellezza, e tra i questi troviamo: Dosso Dossi, Annibale Carracci, El Greco, Bramantino, Chardin, Jacopo Bassano, Beato Angelico, Gian Lorenzo Bernini, Pontormo, Guercino, ma anche alcuni straordinari reperti archeologici o esempi eccelsi di arti applicate, miniature, sculture in bronzo, rame, avorio, legno, vetri, maioliche, oggetti d’arte che documentano il gusto e la cultura dell’arte in Italia e in Europa.
Nella collezione i cosiddetti “primitivi” sono una vera gemma, con oltre settanta tavole di Pietro Lorenzetti, Bernardo Daddi, Lippo Memmi, Lippo di Benivieni, Lorenzo di Bicci, Barnaba da Modena, Paolo di Giovanni Fei, il Sassetta; inoltre molte tempere e tele fra cui Vincenzo Foppa, Antonio Vivarini, il Bergognone, un probabile Raffaello giovane, Pontormo, Tiziano, Tintoretto, Sebastiano del Piombo, Giovanni Cariani, Gentile e Giovanni Bellini, Bernardo Bellotto, Canaletto.

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A rendere questo superbo “Omaggio” hanno concorso i fiorentini Galleria dell’Accademia, Museo del Bargello, Museo Nazionale di San Marco e Museo Horne, il Museo Civico Medievale di Bologna,  il Castello Sforzesco, la Pinacoteca di Brera  e il Diocesano per Milano, il lucchese Museo Nazionale di Villa Guinigi, le veneziane Gallerie dell’Accademia, la Carrara di Bergamo, la Galleria Nazionale delle Marche e, da Roma, la Pinacoteca Capitolina, il Museo Nazionale di Palazzo Venezia e la Galleria Borghese, per quanto riguarda l’Italia. L’estero è presente con  la Gemaldegalerie di Berlino, il Museo Thyssen Bornemisza di Madrid, il Musée Jacquemart-André di Parigi e lo Städelsches Kunstinstitut di Francoforte.

Claudia Verzani

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