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“I comuni aumentino i fondi per il sociale”. I sindacati presentano la loro piattaforma

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Piattaforma per la Contrattazione Sociale Territoriale.

LA SPEZIA – La grave crisi economica che in questi anni ha duramente colpito persino il nostro territorio ha anche cambiato radicalmente i bisogni dei cittadini, le esigenze dei lavoratori, delle famiglie e più generalmente delle comunità.

La crisi ha accresciuto le diseguglianze sociali ed allargato la fascia della povertà. Abbiamo assistito inoltre alla messa in discussione della rete di protezione sociale, il welfare europeo, e, come conseguenza di tali scelte, le amministrazioni locali faticano a rendere esigibili i diritti di cittadinanza nelle proprie comunità.

In questo periodo, la negoziazione sociale ha spesso agito come strumento in grado di contrastare nuove diseguaglianze, difendere le condizioni degli anziani, rispondere alle nuove domande di disoccupati e cassaintegrati, calmierare le tariffe, potenziare la progressività fiscale occupandosi di politiche di bilancio, politiche abitative e del territorio, mobilità e molto altro cercando di rendere esigibili i cosidetti diritti di cittadinanza.

Laddove il confronto con il Sindacato Confederale è divenuta una scelta ed è stato praticato, ha prodotto risultati significativi, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione.

E’ per questo motivo che sottoponiamo ai comuni della nostra provincia la presente piattaforma al fine di poter aprire un confronto che approfondisca nel merito i seguenti argomenti.

Linee guida della contrattazione sociale

  • politica fiscale.
  • difesa del welfare locale.
  • lotta all’evasione.
  • contrasto alla povertà con specifici fondi.
  • politiche abitative

Politiche di bilancio e fiscalità locale

Chiediamo un tavolo di confronto in grado di poter esaminare il bilancio comunale. Alcuni comuni della provincia hanno già addottato le gestione del bilancio partecipato che riteniamo una iniziativa positiva da allargare agli altri enti. Le tariffe per beni comuni e servizi come l’acqua, il ciclo dei rifiuti, il diritto alla mobilità devono prevedere marcate differenzazioni a sostegno di chi vive in una condizione di disagio sociale.

Il nuovo isee è lo strumento per accedere alle prestazioni sociali o agevolazioni fiscali, il quale permette di assicurare, nell’equità, il risultato di piena progressività evitando “ scaglioni “ penalizzanti per chi supera di poco i limiti di reddito.

  • Addizionale irpef

Il diritto ad introdurre livelli di esenzione e differenziazioni di aliquota nella fiscalita’ locale è stato timidamente riconosciuto in alcune realtà locali. Va sollecitata una sua estensione ai comuni che ancora non l’hanno introdotta e rafforzata ulteriormente la progressività ove e’ stata prevista.

Pertanto, ribadiamo l’obbiettivo di introdurre nei regolamenti comunali riguardanti l’addizionale Irpef, tutti quegli elementi che possano garantire una maggiore progressività ed equità dell’imposizione (progressività per scaglioni irpef, soglie di esenzione, ecc).

  • Tari

Prevedere l’esenzione, totale o parziale, per le famiglie più disagiate e tariffe ridotte per i nuclei famigliari numerosi o singoli.

Lotta all’evasione – Patti antievasione ( fondo di solidarietà o di garanzia ).

Crediamo sia opportuno adottare idonee misure di contrasto dell’evasione fiscale e tariffaria locale, e di partecipazione alla lotta all’evasione dei tributi locali e statali, non soltanto per l’affermazione di un principio costituzionale di giustizia ed equità, ma anche per il reperimento di nuove risorse finanziarie.

Riteniamo ineludibile la necessità di mettere in atto patti antievasione, attraverso piani di controllo incrociando i dati, in coordinamento tra tutti gli uffici coinvolti. Le risorse che emergeranno, insieme ad una percentuale fissa messa dal comune a bilancio, pensiamo possano essere destinate al fondo per le politiche sociali e il sostegno al reddito delle famiglie in difficoltà, fondo da istituire in ogni comune, rendendo pubblici i risultati conseguiti.

Politiche sociali e della non autosufficienza

Previo idoneo adeguamento del capitolo della spesa sociale, la fiscalità, le rette e le tariffe devono assicurare il diritto universale all’accesso ai servizi e beni fondamentali quali quelli per: l’infanzia, l’istruzione, il diritto all’apprendimento permanente, alla salute, alla cura dei disabili, alla non autosufficienza, alla mobilità.

Per assicurare questi diritti va conquistata, quando non sia prevista, una compartecipazione progressiva ai costi del servizio, esentando le fasce più povere.

Sottolineamo, altresì, come il tema dell’invecchiamento attivo e in buona salute, delle dinamiche socio economiche e culturali ad esso connesse e dell’inclusione sociale, sia dentro la contrattazione sociale e socio-sanitaria territoriale. Va visto in questa ottica l’accordo che stiamo discutendo come sindacato pensionati con il comune di La Spezia e ASL spezzina per la costituzione di sportelli finalizzati a facilitare il rapporto tra cittadini ed istituzioni relativamente a servizi sociali, socio-sanitari e sanitari.

Il welfare state, nelle forme finora assunte nelle economie avanzate, non ha un effetto negativo sulla crescita e vi sono alcuni settori, sanità ed istruzione, che invece hanno conseguenze positive sulla crescita economica (oltre che sullo sviluppo sociale ). Se i dati ci dicono che l’investimento sul lavoro di cura può produrre crescita occupazionale il tema non è la messa in discussione della funzione positiva che continua a svolgere lo stato sociale, ma quale modello di welfare è più appropriato nel contesto odierno, e quali politiche sarebbe necessario mettere in campo per sostenerlo.

Misure sul disagio economico e sociale

Costituire un fondo per la coesione sociale su base distrettuale anche con una quota dei bilanci comunali.

Prevedere misure adeguate per le persone e le famiglie non in grado di sostenere le spese per le necessità primarie e per le emergenze abitative conseguenti a rischio sfratto per morosità incolpevole o perdita dell’appartamento per insolvenza del mutuo.

Forme di gestione associata dei servizi

Riteniamo non più procrastinabile la necessità di promuovere, e rafforzare, tra i comuni forme di gestione associata dei servizi per ridurne i costi ed incrementarne qualità e quantità. Occorre inoltre proseguire nell’attenzione alle spese improduttive, l’eliminazione delle inefficienze, la riduzione dei costi della politica, e l’eliminazione, e/o riduzione delle consulenze esterne. 

Politiche abitative del territorio

Sostenere la costruzione di nuovi alloggi di edilizia popolare ed il recupero del patrimonio esistente.

Incentivare, con adeguate agevolazioni fiscali, la diffusione di contratti di locazione a canone concordato, favorendo l’immissione sul mercato degli alloggi sfitti, anche sotto forma di alloggi a canone moderato, e combattere il mercato nero della locazione.

Favorire la costruzione di mini alloggi protetti per anziani.

Come già sperimentato in alcuni comuni della provincia, è possibile adottare misure di incentivo (attraverso sconti nelle tariffe) a quelle imprese che assumono lavoratori oppure trasformano contratti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato.

Il sindacato confederale auspica un percorso di confronto con le amministrazioni comunali, sui contenuti e sulle proposte presenti nella piattaforma presentata, in fase preventiva di stesura del bilancio e non, come accaduto finora, al momento della sua approvazione.

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